RENZI OBBLIGATO A TAGLIARE GLI STIPENDI (lo studio del FMI che ne certifica la necessaria deriva stile Bruenning)

RENZI OBBLIGATO A TAGLIARE GLI STIPENDI (lo studio del FMI che ne certifica la necessaria deriva stile Bruenning)

Nel 2014 il Fondo Monetario Internazionale emette uno studio nel quale si CERTIFICA in modo inequivocabile che la vera crisi dell’Eurozona NON E’ da debito pubblico, bensì di natura differente: SQUILIBRI MACROECONOMICI INTERNI DA PARTITE CORRENTI:
In esso, si effettua l’analisi di quanto accaduto tra il 1999 e l’inizio della crisi economica nel 2008, ovvero che i tassi di cambio reali in vari paesi, come la Grecia, l’Irlanda, l’Italia, il Portogallo e la Spagna, hanno apprezzato rispetto al resto della zona euro (vedi Figura 1).


Questa divergenza di competitività si è riflessa nella nascita di squilibri tra paesi, con alcuni di loro che, ad esempio in Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi, hanno accumulato avanzi di parte corrente, ed altri, invece, come nel caso della Grecia, dell’Irlanda, dell’Italia, del Portogallo e della Spagna, deficit.
La figura 2 mostra la dinamica dell’aggregato saldi di conto corrente dei paesi dell’Europa Centro-Nord ‘(Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) e quelli dei paesi dell’Europa meridionale “(Grecia, Irlanda , Italia, Portogallo e Spagna).


La perdita di competitività dei paesi dell’Europa meridionale verso quelli settentrionali è stato il principale fattore che ha contribuito alla crisi dell’area.
Per riequilibrare questa perdita di competitività non si può certamente prendere a riferimento l’insieme dei provvedimenti da “peracottari” che desidera mettere in piedi il PD (onde mantenere l’euro e continuare a percepire lauti compensi da Bruxelles per i propri iscritti e pensionati). 
La via scelta dal PD, che andiamo a leggere in un documento interno alle sedi toscane, dal titolo “VERSO UNA NUOVA EUROPA”:


parla di:


Se invece andiamo a vedere la strada scelta da Renzi è esattamente quella citata nel titolo del pezzo:
“FISCAL DEVALUATION”
poiché gli è stato detto che:
“UN TAGLIO DELLE TASSE DELL’1% DETERMINA UN RECUPERO DI COMPETITIVITA’ TRA LO 0,9 E L’1,5%”
Ma cari , forse non avete compreso bene quanto dice il FMI, ovvero……
PUNTO NUMERO 1:
“LA CRISI E’ LEGATA A SQUILIBRI MACROECONOMICI INTERNI ALL’EUROZONA E DETERMINATI DALLA PERDITA DI COMPETITIVITA’ FRA I PAESI ADERENTI ALL’EURO”
e quindi non hanno senso né gli Eurobond, né la BICCIE COME LA FEDDE!

PUNTO NUMERO 2:
per risolvere questo problema non è sufficiente la FISCAL DEVALUATION, lo dice proprio il FMI,
“Our findings therefore underline that that a fiscal devaluation alone would not be sufficient to correct the divergence in competitiveness and the current account imbalance between the ‘Southern countries’ and ‘Central-Northern countries’ in the euro area, because the benefits from a fiscal devaluation are small relative to the size of the problem”,
dice che si tratta di un rimedio troppo piccolo rispetto all’ampiezza del problema, dice che rimane una sola cosa da fare:
“A fiscal devaluation however can be useful part of a wider package of economic policy reforms aimed at increasing the competitiveness of ‘Southern European countries’, including product and labor market reforms and wage moderation, for instance”
Caro Renzi, caro PD, solo due cose riusciranno a salvare le nostre fabbriche:
1) RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO (flessibilità);
2) DEFLAZIONE SALARIALE (denominata nello studio moderazione salariale).
Ciao ciao Renzi, ciao ciao PD…..provate a fare quel che dovete fare….che poi se ne riparla !
AD MAIORA!
Maurizio Gustinicchi




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