Relazione tra Riduzione della fertilità maschile e pesticidi

Relazione tra Riduzione della fertilità maschile e pesticidi 

Davide Mantovani
Uno studio condotto ad Harvard ha dimostrato che esiste una relazione fra i pesticidi usati in agricoltura e la riduzione della fertilità maschile.
Che i pesticidi fossero pericolosi per la salute è noto da tempo, ma le analisi in merito erano sempre state condotte su persone che venivano in contatto con questi veleni per ragioni professionali. 
Ora, per la prima volta, grazie agli studiosi del Dipartimento di nutrizione ed epidemiologia della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, sono stati presi in esame anche i danni che i pesticidi provocano a chi consuma frutta e verdura.
Lo studio pubblicato il 30 marzo 2015 sulla rivista Human Reproduction ha evidenziato fra i consumatori di frutta e verdura con alti livelli di pesticidi residui come fragole, spinaci e peperoni
una percentuale inferiore di spermatozoi rispetto alla norma, e un calo, anche nello sviluppo dei
nuovi.
I ricercatori hanno utilizzato i dati di 155 uomini che hanno fornito 338 campioni di seme fra il 2007 e il 2012 con tanto di accurate informazioni sulla loro alimentazione. 
Per classificare le quantità di pesticidi nella frutta e nella verdura i ricercatori hanno utilizzato i dati del Programma Pesticidi del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, dove peperoni, spinaci, fragole, mele e pere sono classificati ad alto contenuto di pesticidi residui, mentre piselli, fagioli, pompelmi e cipolle hanno un contenuto moderato o basso di pesticidi residui.

I risultati hanno mostrato che gli uomini che hanno mangiato più di 1,5 porzioni al giorno di frutta e verdura con alti livelli di pesticidi residui, avevano il 49% di spermatozoi in meno, oltre ad un volume eiaculato minore, e ad una minore percentuale di sviluppo di nuovi spermatozoi rispetto al normale.
“Questi risultati non dovrebbero scoraggiare il consumo di frutta e verdura in generale”, ha detto Jorge Chavarro, assistente professore di nutrizione ed epidemiologia e senior autore dello studio.
E ha proseguito affermando:”Questo suggerisce che l’attuazione di strategie mirate a evitare residui di pesticidi, come ad esempio il consumo di prodotti da agricoltura biologica o evitare i prodotti noti per avere grandi quantità di residui, può essere la strada da percorrere”.
Grazie a questo studio, è stato quindi finalmente dimostrato uno dei danni che i pesticidi provocano alla salute dei consumatori, tuttavia, il cammino per ottenere un’agricoltura che sia veicolo di salute non può che passare attraverso una assoluta coerenza da parte dei consumatori, che ogni giorno, attraverso la scelta consapevole, non possono esimersi dal sostenere le filiere corte e chi adotta sistemi agricoli naturali.
Ormai da molti anni abbiamo attuato un modello di agricoltura industriale non sostenibile che sta creando innumerevoli problemi, dall’aumento della resistenza di parassiti ed infestanti, all’impoverimento della fertilità del suolo. 
Inoltre questo modo di coltivare che non tiene conto dei ritmi naturali, consuma ingenti quantità di energia e ha contribuito ad inquinare le acque sotterranee.
La questione è sotto gli occhi di tutti, ma solo in pochi si stanno rendendo conto del reale pericolo che stiamo correndo.

Innumerevoli, assurdi, cambiamenti climatici, per cui si trovano ogni volta spiegazioni che non vogliono tener conto delle irrorazioni chimiche nei cieli, meglio note come scie chimiche, rendono le coltivazioni sempre più vulnerabili.


In tutto questo, le multinazionali si pongono sul mercato come fornitrici di semi e prodotti chimici dedicati ad un modello di agricoltura progettata in laboratorio, dove gli OGM vengono pubblicizzati come come sicuri ed inevitabili.
Lo sviluppo di una agricoltura che sia ecologica e naturale, dove i metodi tradizionali, insieme ad una collaborazione scientifica che escluda l’uso di pesticidi e diserbanti, deve quindi essere imperativo.
Una agricoltura ecologica per un Mondo più sano non è utopia, esistono già delle aziende agricole in tutta Europa che stanno utilizzando sistemi sostenibili, che preservano e utilizzano con successo le efficaci funzioni degli ecosistemi nelle coltivazioni.
La salute dell’ambiente, dei cittadini, e un cibo sano, sono quindi gli obiettivi che dobbiamo realizzare per difendere la Vita.

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