Il corpo di Giovanni Lo Porto sia restituito alla famiglia Diretta a Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e ad 1 altro/a

Il corpo di Giovanni Lo Porto sia restituito alla famiglia
Diretta a Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e ad 1 altro/a

Giovanni Lo Porto, 39 anni, era originario dello Sperone, uno dei quartieri più difficili di Palermo: fino all’ultimo ha portato a casa tutto quello che riusciva a guadagnare per aiutare la mamma sola con gli altri figli, uno con disabilità e un altro in carcere. 
Era andato via di casa a 18 anni perché sognava di portare pace e conforto nelle città martoriate dalle guerre.
Aveva iniziato lavorando e studiando: era andato in Croazia e poi a Londra dove aveva conseguito le sue lauree alla London Metropolitan University.
 Poi era volato anche in Giappone, dove si era ulteriormente specializzato in “conflitti e pace”. Qualche anno fa aveva iniziato a cooperare con le Ong, prima in Pakistan, poi ad Haiti, e poi di nuovo in Pakistan.
Cooperanti come lui sono i migliori eredi della Resistenza, a loro modo sono i nuovi partigiani. Lavorano sui nuovi fronti, combattono nuove forme di manipolazione delle coscienze, antiche
ignoranze.
Giovanni era stato rapito da quattro uomini armati nel gennaio di tre anni fa nella provincia del Punjab, tra Pakistan e Afghanistan: si trovava là per aiutare a ricostruire le case in una zona devastata da un’alluvione.
I media si sono scarsamente interessati di lui in questi anni di prigionia, eppure era stato citato, assieme a padre Paolo Dall’Oglio rapito in Siria, dal Presidente Mattarella nel suo discorso di insediamento.
Lo scorso 24 aprile, durante l'informativa del ministro degli Esteri sulla sua uccisione, l'aula è rimasta vergognosamente deserta. Già troppo silenzio ha accompagnato questa vicenda. 
È importante che l'Italia, adesso, pretenda formali chiarimenti dal governo americano, tanto per l'uccisione quanto per la ritardata comunicazione. 
Ed è fondamentale, soprattutto, che il governo si adoperi per riportare a casa il corpo di Giovanni, come chiedono i suoi familiari.
LETTERA A
Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni
Giovanni Lo Porto, 39 anni, era originario dello Sperone, uno dei quartieri più difficili di Palermo: fino all’ultimo ha portato a casa tutto quello che riusciva a guadagnare per aiutare la mamma sola con gli altri figli, uno con disabilità e un altro in carcere.
 Era andato via di casa a 18 anni perché sognava di portare pace e conforto nelle città martoriate dalle guerre.
Aveva iniziato lavorando e studiando: era andato in Croazia e poi a Londra dove aveva conseguito le sue lauree alla London Metropolitan University. 
Poi era volato anche in Giappone, dove si era ulteriormente specializzato in “conflitti e pace”. Qualche anno fa aveva iniziato a cooperare con le Ong, prima in Pakistan, poi ad Haiti, e poi di nuovo in Pakistan.
Cooperanti come lui sono i migliori eredi della Resistenza, a loro modo sono i nuovi partigiani. Lavorano sui nuovi fronti, combattono nuove forme di manipolazione delle coscienze, antiche ignoranze.
Giovanni era stato rapito da quattro uomini armati nel gennaio di tre anni fa nella provincia del Punjab, tra Pakistan e Afghanistan: si trovava là per aiutare a ricostruire le case in una zona devastata da un’alluvione.
I media si sono scarsamente interessati di lui in questi anni di prigionia, eppure era stato citato, assieme a padre Paolo Dall’Oglio rapito in Siria, dal Presidente Mattarella nel suo discorso di insediamento.
Lo scorso 24 aprile, durante l'informativa del ministro degli Esteri sulla sua uccisione, l'aula è rimasta vergognosamente deserta. Già troppo silenzio ha accompagnato questa vicenda. 
È importante che l'Italia, adesso, pretenda formali chiarimenti dal governo americano, tanto per l'uccisione quanto per la ritardata comunicazione. 
Ed è fondamentale, soprattutto, che il governo si adoperi per riportare a casa il corpo di Giovanni, come chiedono i suoi familiari.

QUESTA SOPRA E' LA PETIZIONE  CHE POTETE FIRMARE SU CHANGE ORG A CUI PERSONALMENTE HO PRONTAMENTE ADERITO, MA VORREI TORNARE A PORRE ALCUNI ULTERIORI QUESITI: C' E' QUALCHE PROCURA CORAGGIOSA CHE HA APERTO UN FASCICOLO PER OMICIDIO QUANTO MENO COLPOSO?

C'E' QUALCHE PROCURA LIBERA DA LEGAMI MASSONICI SOVRANAZIONALI, CHE HA DISPOSTO IL SEQUESTRO DELL'ARMA DEL DELITTO, OVVERO IL DRONE AMERICANO?

C'E' QUALCHE PROCURA DEGNA DI ESSERE L'EREDE DI MAGISTRATI VERI COME FALCONE , BORSELLINO E TANTI ALTRI, CHE HA ISCRITTO OBAMA , REO CONFESSO DELL'OMICIDIO, NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI E NE HA DISPOSTO L'INTERROGATORIO QUANTOMENO COME PERSONA INFORMATA SUI FATTI?

ABBIAMO QUALCHE POLITICO, CHE ABBIA DENUNCIATO OBAMA, PER QUESTO ENNESIMO E NON SOLO ,OMICIDIO , CONFIGURANDO UNA SCIA DI MORTI CIVILI, CHE NON POSSONO NON ESSERE DICHIARATI COME CRIMINI CONTRO L'UMANITA' AL PARI DI QUELLI NAZISTI, E DI QUELLI PERPETRATI DA SADDAM HUSSEIN PER I QUALI E' STATO IMPICCATO?




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