Ipotesi controlli capitali, Grecia nel panico. Boom fuga depositi

Ipotesi controlli capitali, Grecia nel panico. Boom fuga depositi

La “soluzione” paventata da Dijsselbloem ha peggiorato la situazione. 
La fuga dai depositi salita di cinque volte
ROMA (WSI) – Quando due giorni fa il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha parlato della possibilità di imporre alla Grecia la stessa “soluzione” adottata a Cipro – ergo, controlli di capitali e chiusura di banche – al fine evitare uno scenario Grexit, la comunità di Twitter si è scatenata e non sono mancati commenti, come: “il modo ideale per scatenare una corsa agli sportelli e una fuga di depositi”.
Ed è quanto sta esattamente accadendo in queste ore. 
Ekathimerini conferma che soltanto nella giornata di ieri la fuga dai depositi è ammontata a 350-400 milioni di euro, un valore cinque volte più alto rispetto a quello medio giornaliero recente. 
Lo hanno confermato a Ekathimerini alcuni stessi funzionari del settore bancario in Grecia, aggiungendo che i prelievi della giornata (di ieri) hanno testato il record da quando l’accordo con
l’Eurogruppo è stato raggiunto lo scorso 20 Febbraio.
Paradossalmente, le autorità europee che temono una crisi di liquidità (che è in atto) in Grecia, sono le stesse che stanno, con le loro dichiarazioni, inducendo i cittadini greci a correre agli sportelli per prelevare i loro contanti. 
Il fatto che Dijsselbloem abbia parlato dell’opzione dei controlli di capitale rende tale intervento ancora più probabile, visto che solo le dichiarazioni inducono a ritirare fondi, temendo restrizioni che potrebbero essere imposte sui loro conti. 
E la liquidità delle banche va a secco. 

La probabilità di un default in Grecia.
Proprio oggi, il Comitato direttivo della Bce dovrebbe rinnovare il finanziamento alle banche elleniche attraverso il programma di fondi di emergenza (ELA); probabilmente, nel farlo, l’istituto innalzerà il limite, che ora è di 69,4 miliardi di euro.
Intanto, i dati della Banca centrale della Grecia mostrano che i depositi sono crollati di 4 miliardi di euro, a dicembre, per poi contrarsi di ben 12 miliardi a gennaio. 
I banchieri stimano che i flussi in uscita da inizio febbraio siano stati di altri 10 miliardi. 
Il risultato è che i depositi sono scesi al minimo record dalla crisi finanziaria del 2010. (Lna)
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