IL MATTARELLO FURIOSO - IL RENZICOTTERO GLI HA FATTO GIRARE LE ELICHE

IL MATTARELLO FURIOSO - IL RENZICOTTERO GLI HA FATTO GIRARE LE ELICHE  

“IO FACCIO ROMA-FIRENZE IN TRENO. HA ESIGENZE DI SICUREZZA MAGGIORI DELLE MIE?” - A DARE VOCE ALLA FORTE IRRITAZIONE DEL CAPO DELLO STATO, ATTERRA SUL “FATTO ” L’EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’AERONAUTICA TRICARICO: “LA SICUREZZA È SOLO UN PRETESTO''


Oggi c’è una pagina del Fatto Quotidiano che avrà mandato per traverso la colazione a Pittibimbo. 
E’ quella in cui si intervista l’ex capo di stato maggiore dell’Areonatica, Leonardo Tricarico, sul famoso volo in elicottero del premier, interrotto bruscamente per maltempo nella mattinata di lunedì. Tricarico, che non ha obblighi di disciplina perché è in pensione, va giù piatto: “Non ci sono le ragioni di sicurezza che tutti vanno in giro a sbandierare, e non sono io a dirlo, ma i rapporti che i nostri servizi segreti consegnano al governo e alle autorità competenti ogni sei mesi”.
 Colpito e affondato. 
Ma quale sicurezza…


Tricarico, in passato vicino all’ex presidente Francesco Cossiga, ha mantenuto ottimi rapporti al Quirinale e i bene informati dicono che sul “Renzicottero” non ha fatto altro che dare voce alla forte irritazione di Sergio Mattarella per tutta la vicenda.
Il capo dello Stato ha fatto notare ai suoi interlocutori che sarebbe lui stesso il primo a dover essere tutelato dalle fantomatiche “ragioni di sicurezza” addotte da Palazzo Chigi per l’uso dell’elicottero. “Ma come, io vado a Firenze in treno e poi giro in tram, e lui ricorre a un volo di Stato per fare il pendolare con Roma?”, si sarebbe sfogato il capo dello Stato.
Del resto Mattarella è davvero impegnato in una severa spending review del Quirinale e per la fine di giugno intende presentare un pesante piano di risparmi per mettere fine alla gran cuccagna del Colle più alto.


Renzicottero a parte, l’inquilino di Palazzo Chigi farà bene a non sottovalutare anche i profondi legami di Mattarella con gli ex colleghi di governo come Pierluigi Bersani.
 Il loro legame è assai forte e del resto Bersani, nel 2013, puntava per il Quirinale proprio su Mattarella, prima di virare tragicamente su Prodi e Marini. 
Oggi Bersani è una spina nel fianco di Renzi. 
Mattarella rischia di essere l’altra.


2 - VOLI DI STATO, TUTTI A BORDO RENZI VOLA COME BERLUSCONI
Emiliano Liuzzi per il
  “Fatto quotidiano”
Tranne una breve parentesi, la passione per il volo, ministri e presidenti del Consiglio, negli ultimi vent’anni l’hanno sempre avuta.
 Verranno ricordati, nell’Olimpo dei virtuosi, solo Romano Prodi, il primo a dare un regolamento a quello che col tempo è diventato l’ufficio sprechi, e il giovane Enrico Letta, che nel 2013 fece precipitare le ore di volo della flotta degli aerei di Stato a sole 1877 ore di volo, quando il 2014 si è chiuso sulla media di berlusconiana memoria: 6000 ore di volo.
Un’enormità, e non c’è da stupirsi visto l’uso che ne fa Matteo Renzi. 
Seimila ore di volo vuol dire che 16 ore e mezzo al giorno c’è un aereo che scorrazza per i cieli del mondo o con lui, o con qualche ministro. 
Non c’era bisogno che il presidente del Consiglio si facesse sorprendere da un temporale sull’elicottero: nel corso della campagna elettorale, prima delle Europee, fece coincidere a ogni visita un comizio elettorale.

 Per non parlare di Courmayeur e delle vacanze di Natale Vanzina style.
La cifra arriva da una fonte più che autorevole: il generale Leonardo Tricarico che, tra gli innumerevoli ruoli, ha ricoperto anche quello di capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, consigliere per la Difesa a palazzo Chigi ai tempi del governo Prodi e oggi guida un think tank (Icsa) che si occupa di difesa, intelligence e strategie militari.
 “Le seimila ore di volo sono troppe.
Nel 2010, giusto per fare un confronto , furono 7000, ma parliamo di un periodo diverso da quello che viviamo oggi. 
Purtroppo, a parte brevi parentesi, non c’è mai stata una trasparenza: il riserbo sull’uso degli aerei è storicamente impenetrabile. 
E i nostri studi, come Icsa, sono sempre stati complessi. 
Purtroppo nascondersi dietro alle ragioni di sicurezza non basta. 
Non ci sono le ragioni di sicurezza che tutti vanno in giro a sbandierare, e non sono io a dirlo, ma i rapporti che i nostri servizi segreti consegnano al governo e alle autorità competenti ogni sei mesi”.
Seimila ore di volo vuol dire un costo che si aggira attorno ai 50 milioni di euro ogni anno, e solo un quarto viene pagato dalla presidenza del Consiglio all’Aeronautica nei tempi stabiliti.
 “Nel 2012”, spiega ancora Tricarico, “l’Aeronautica vantava un credito di 250 milioni di euro e con il tempo lo Stato ha iniziato a pagare, ma sono soldi sottratti alle ragioni per le quali l’Aeronautica è nata: un obiettivo di difesa e non gestire i voli di Stato”.

Il servizio è gestito da anni attraverso la Presidenza del Consiglio dei ministri. 
L’hangar di Ciampino del 31esimo stormo, il reparto dell’Aeronautica che mantiene e fa volare gli aerei blu, si è allargato per far fronte “all’andamento crescente delle richieste”. 
Il risultato è una bella flotta vip a disposizione di Palazzo Chigi: otto velivoli ad ala fissa e due elicotteri, cui si aggiungono due jet in pool appartenenti all’amministrazione Difesa. 
Tre Airbus (1 da 48 posti e 2 da 36), sette Falcon (da 9, 12 e 16 posti), due elicotteri Agusta AW 139. Tutti moderni, con allestimenti di lusso, televisori al plasma, poltrone in pelle, tavoli in radica da lavoro, letti per il riposino, e toilette che non sono uguali a quelle degli aerei di linea
Per le solite ragioni di sicurezza (ma su questo punto Tricarico è drastico: “Oggi al massimo i politici rischiano lancio di uova o pomodori”) non è possibile conoscere gli spostamenti del presidente del Consiglio, quello della Repubblica, del presidente della Corte costituzionale e quello di Camera e Senato, il ministro degli Interni, ma i voli restano, in teoria, grazie a un provvedimento firmato da Berlusconi dopo che sugli aerei erano stati fotografati olgettine e canzonettisti di corte, trasparenti.

E questo vuol dire che ogni tanto il sito della Presidenza del Consiglio pubblica, dopo un paio di mesi, il volo e le motivazioni.
 Ma anche a leggere quello non ci sarebbero sempre particolari urgenze.
Sappiamo, per esempio, che il 12 gennaio il ministro Pier Carlo Padoan è volato a Strasburgo, ma poteva farlo con un volo di linea, e non sulla base di una concessione, ma perché l’aereo di Stato è previsto per i luoghi che non vengono raggiunti dai collegamenti di linea. 
Come il Roma-Londra sul quale è salito il ministro Paolo Gentiloni poche settimane fa, il 22 gennaio: il collegamento tra Fiumicino e la Capitale inglese è abbondantemente coperto.
 Il 22 dicembre, sempre a Londra, è volato il sottosegretario Sandro Gozi. 
Ampiamente coperta è anche la linea Roma-Washington dove a settembre si è recata il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin.

3 - E L’AERONAUTICA DÀ LA CACCIA A CHI HA DIFFUSO I PIANI ENAV
Marco Lillo per il “Fatto quotidiano”
RENZI RENZINO D'ORO - VIGNETTA BENNY

La caccia alle streghe è cominciata di prima mattina a Brindisi. 
Il giorno dopo l’atterraggio a Civitella Val di Chiana dell’elicottero con a bordo il premier, ormai da tutti soprannominato il ‘Renzicottero’, non è scattata l’autocritica.
 Nessuna riflessione sull’uso e l’abuso dei voli di Stato bensì un’inchiesta per scovare e torchiare ben bene chi avrebbe avuto l’ardire di passare la notizia al Tg de La7.
Lunedì mattina dopo l’atterraggio a causa del maltempo nel campo di calcio “Victoria Beauty Fitness Spa”, la notizia si era diffusa grazie a un tweet incauto del segretario provinciale del Pd Massimo Dindalini. 
Poi c’era stata l’intervista a ‘Un giorno da pecora’ del titolare del bar vicino al campo e le polemiche del M5S.

PIERO PELU CARTA IGIENICA RENZI

IL SERVIZIO più informato era però quello di Flavia Filippi trasmesso lunedì sera dal Tg de La7, che ha pubblicato i piani di volo dell’elicottero del 31esimo stormo usato da Renzi. 
Il servizio del Tg di Mentana ha fatto infuriare l’Aeronautica che ha spedito ieri un aereo in missione nell’aeroporto pugliese dal quale, secondo ‘l’accusa’ sarebbe uscito il piano di volo, che in realtà è presente in tutti i terminali non solo a Brindisi ma in tutte le postazioni dell’Enav e dell’Aeronautica. Basta leggerlo per capire la ragione di tanta irritazione.
 Cosa ci dice il piano di volo del Renzicottero?
Matteo Renzi doveva essere in ufficio lunedì mattina alle nove come tanti italiani. 
Avrebbe potuto prendere il Freccia Rossa delle 6 e 50 oppure delle 7 e 38. 
In treno sarebbe arrivato a Palazzo Chigi al massimo alle 8 e 50, con sveglia presto, o alle 9 e 25, prendendosela più comoda.


Invece il presidente del Consiglio ha preferito l’elicottero.
 Il volo vip è sempre piaciuto a Renzi.
 Quando era sindaco volava in business e faceva infuriare l’opposizione.
 Quando doveva andare ospite alle Invasioni Barbariche, una volta il suo collaboratore e amico Andrea Bacci fu intercettato mentre chiedeva (senza ottenerlo anche allora per la pioggia) l’elicottero al costruttore Riccardo Fusi. 
Da premier fa fermare l’aereo presidenziale di ritorno dall’Albania per caricare la famiglia a Firenze e andare a sciare a Courmayeur.


Non ci si può sorprendere se, a differenza di Mattarella, preferisce al Freccia Rossa un bell’elicottero vip che vola solo per lui sulla rotta Bagno a Ripoli-Caserma Macao, più vicina al centro di Roma del vile Ciampino. 
Renzi non gradisce mischiarsi alla calca del Firenze-Roma. 
Il piano di volo ‘incriminato’ dell’Agusta A 139 del 31esimo stormo ci dice che un equipaggio è stato costretto a decollare da Ciampino alle 15 e 33 di domenica primo marzo per atterrare a Firenze Peretola alle 16 e 35.
L’elicottero impiega solo mezz’ora meno del treno ma ferma dove fa comodo a Renzi. 
Infatti quella sera non si è fermato a Peretola che dista 38 chilometri da Pontassieve ma è andato a Bagno a Ripoli, che dista soli 12 km dal paesello di Renzi. 
Così, per esigenze di sicurezza ma anche perché volare è bello e dormire una ventina di minuti di più non fa male, l’Aeronautica ha ordinato ai piloti il decollo la domenica sera alle 16 e 59 per un volo di 4 minuti da Peretola a Bagno a Ripoli.
Di più non potevano fare: il giardino del villino di Renzi non è abbastanza grande per l’atterraggio. Alle 7 e 37 del lunedì mattina, proprio mentre il Freccia Rossa lasciava Santa Maria Novella, Renzi con il fido sottosegretario Luca Lotti decollava.

 La piccola rivincita dei comuni mortali arrivava mezzora dopo: mentre loro leggevano comodamente il giornale sul treno che fendeva la pioggia, Renzi ballava nelle nuvole.
A volte il meteo riesce dove le circolari di Monti e Letta falliscono. 
Così l’elicottero è stato costretto all’atterraggio dopo 38 minuti di volo e Renzi con i suoi è dovuto tornare sulla vile terra. 
Una più volgare auto blu li ha portati finalmente a Roma in tarda mattinata mentre i possibili compagni di viaggio del Freccia Rossa, snobbati dal premier, erano già al lavoro da un po’. L’elicottero a quel punto è ridecollato da Badia al Pino, sempre a spese dei contribuenti, alle 10 e 18 con a bordo due tecnici oltre ai due piloti alla volta di Ciampino.
Basta leggere il piano di volo per capire perché Renzi non dovrebbe avere gradito molto la sua pubblicazione: è la foto impietosa di una mattinata al confine tra La Casta e Fantozzi. 
Così ieri mattina la macchia da lavare non era il volo ma il piano. 
Un Piaggio 190 dell’aeronautica Militare è decollato di prima mattina alla volta di Brindisi con una missione: scovare chi aveva passato il piano di volo al Tg 7.


Un colonnello e i suoi collaboratori hanno messo sotto torchio gli operatori sospettati perché una schermata mostrata dal Tg portava una sigla brindisina. 
Ovviamente a pagare anche questa seconda missione saranno i contribuenti che non avrebbero tirato fuori un euro (né per l’elicottero di domenica né per l’aereo decollato ieri per Brindisi) se Renzi avesse accettato di dormire venti minuti di meno e di viaggiare un’ora e mezza come un cittadino qualunque o come un tal Sergio Mattarella.
 
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http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/mattarella-furioso-renzicottero-ha-fatto-girare-eliche-anche-95745.htm

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