CONFERMATO-SIAMO PROPRIO UN POPOLO IDIOTA...l'Italia cancella 25 milioni di debito con la Tunisia senza accordi sulla sicurezza delle coste

CONFERMATO-SIAMO PROPRIO UN POPOLO IDIOTA...cancellati 25 milioni di debito alla Tunisia senza accordi sulla sicurezza delle coste

La visita del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Tunisi ha portato un piccolo sconto al debito miliardario che il Paese nordafricano ha con una decina di Stati europei. 
I fatti tragici del museo del Bardo stanno facendo atterrare sulla capitale tunisina diversi rappresentanti dei governi vicini, domenica 29 marzo ci sarà una marcia sulla falsa riga della manifestazione di Parigi dopo la strage di Charlie Hebdo. 
Scontata la solidarietà politica da parte di mezzo mondo alla Tunisia, rimangono però sul tavolo questioni ancora irrisolte che in un momento delicato come questo Tunisi sta provando ad alleggerire.
Il debito - C'è il turismo tunisino da salvare, un pilastro dell' economia nazionale che vale almeno 12 punti di Pil.
 Un settore però che non può crescere senza investimenti a lungo termine, frenati e quasi bloccati dalla mole dei crediti vantati da Europa e stati arabi.
 Tunisi ha da restituire 32 miliardi di euro, ogni anno paga 3,1 miliardi tra rimborsi di capitale e interessi maturati. 
L'ultima visita italiana con Gentiloni ha provato a dare ossigeno ai tunisini con un taglio di 25 milioni cancellati da quanto la Tunisia deve all'Italia. 
Più un gesto di incoraggiamento che un vero e proprio aiuto economico.
 In più Gentiloni si è impegnato ad assicurare l'impegno del governo italiano, scrive il Corsera, per convincere anche Parigi a girare uno quota di finanziamenti europei del "piano Junker".
Sbarchi - Al regalino italo-francese però non fa ancora seguito un impegno concreto tra Roma e Tunisi per risolvere la vera emergenza di quella zona di Mediterraneo. 
Dalle coste libiche partono decine di barconi a settimana, la Tunisia è là accanto e potrebbe sostenere la Libia nel contenimento del traffico di essere umani. 
Tutto rimandato in questo caso, le priorità sono altre. 
Ad aprile ci penseranno i ministri della Difesa per avviare una collaborazione di intelligence.
 Prima c'è la sfilata.

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