Oliver Sacks- "Sto per morire di cancro: non riesco a fingere di non aver paura, ma è stato un privilegio aver vissuto"

Oliver Sacks- "Sto per morire di cancro: non riesco a fingere di non aver paura, ma è stato un privilegio aver vissuto"

Alessandra Baldini, Ansa
Un anno e mezzo fa soltanto aveva celebrato "felice" i suoi ottanta anni.
 Ma adesso Oliver Sacks ha preso atto che sta per morire: "Non riesco a fingere di non avere paura, ma il sentimento predominante è gratitudine: sono stato un essere senziente su questo splendido pianeta, e ciò è stato un privilegio e un'avventura", ha scritto il celebre neurologo inglese, famoso come autore di 'Risvegli' e 'L'uomo che scambiò la moglie per un cappello' annunciando sulle pagine delle opinioni del New York Times di avere un cancro allo stadio terminale.
Tutto è cominciato otto anni fa con un melanoma all'occhio che sembrava risolto. 
Solo il due per cento dei casi vanno in metastasi, ed è quello che è successo a Sacks il cui fegato è adesso per un terzo investito dalla malattia e "non c'è niente da fare" se non forse rallentare
l'avanzamento del tumore. 
Eppure, nonostante la condanna a morte, lo studioso e autore di famosi bestseller mondiali continua a vivere ogni giorno che gli resta con l'entusiasmo di sempre.

"Adesso è a me che spetta scegliere come vivere i mesi che ho davanti. 
Devo viverli nel modo più ricco, profondo e produttivo possibile", ha scritto Sacks, incoraggiato in questo da uno dei suoi filosofi preferiti, David Hume che, avendo scoperto di essere malato terminale all'età di 65 anni, scrisse una breve autobiografia in 24 ore e la intitolò: 'La Mia Vita'.
"Adesso, scrive Sacks - conto sulla speranza di dissolvermi rapidamente.
 Finora ho sofferto poco e quel che è più strano, non ho mai vissuto un attimo di abbattimento morale. Possiedo lo stesso ardore di sempre negli studi, la stessa allegria in compagnia". 
Lo slancio, insomma, di bere fino in fondo il bicchiere della vita che lo sta spingendo a scrivere altri libri dopo avere completato, sull'esempio di Hume, un libro di memorie.
Insomma, è lo stesso Sacks che un anno fa, al compimento dell'ottantesimo anno aveva compilato sempre per il New York Times un "elogio della vecchiaia". 
Il neurologo aveva proclamato che il compleanno aveva segnato per lui l'inizio di una nuova era: "Non penso alla vecchiaia come a un epoca più triste da sopportare ma un tempo di piacere e libertà: libertà dalle fastidiose urgenze di giorni precedenti, libertà di esplorare i miei desideri e di legare assieme pensieri e sentimenti di una vita".

Sacks è famoso per tanti libri che mescolano l'esperienza fra pazienti affetti da danni neurologici alle vicende autobiografiche e alla sensibilità culturale dello scrittore: oltre a 'Risvegli' che nel 1990 divenne un film candidato a tre premi Oscar con Robin Williams e Robert De Niro, si ricordano 'Vedere voci', 'Musicofilia' e 'L'occhio della mente', tutti editi in Italia da Adelphi.A

Commenti

Post più popolari