LIBIA- Attentato Isis, 50 morti-Il premier “di Tripoli” mette fuori gioco Bernardino Leon

LIBIA- Attentato Isis, 50 morti-Il premier “di Tripoli” mette fuori gioco Bernardino Leon

GEOPOLITICA- Ultimissime Nordafrica,
di Enrico Oliari –
E’ di quasi 50 morti e 70 feriti il bilancio di un triplice attentato portato a termine da altrettanti kamikaze dell’Isis ad al-Qubah, centro situato ad una quarantina di chilometri da Derna, città annessa al Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi, e ad altrettanti da Beida, sede del governo “di Tobruk”. 
Le vittime sono per lo più civili che erano in coda per fare rifornimento ad una pompa di benzina, ed i jihadisti si sono gettati su di loro con auto imbottite di esplosivo.
A Sirte, città ormai completamente sotto il controllo dell’Isis, i jihadisti hanno imposto il coprifuoco a partire dalle ore 20.
Nel frattempo il premier del governo islamista “di Tripoli”, Omar al-Hassi, ha comunicato che “non si può più proseguire con il dialogo nazionale sponsorizzato dall’Onu”, dopo i recenti raid egiziani sulle postazioni dell’Isis in Libia, per quanto anche lui, come il collega “di Tobruk” al-Thani, combatta contro lo Stato Islamico: si tratta di una decisione che di fatto mette fuori gioco l’inviato
dell’Onu, lo spagnolo Bernardino Leon, la cui azione non ha comunque avuto fino ad oggi nessun effetto.

Alle spalle di al-Hassi vi sarebbero, ancora una volta, Turchia e Qatar. 
In particolare quest’ultimo è stato il finanziatore, oltre che fino a poco tempo fa dell’Isis in Siria, dei Fratelli Musulmani di Mohammed Morsi in Egitto ed ancora oggi gli esponenti del movimento islamista che non sono stati arrestati si trovano esuli a Doha. 
La Turchia ha invece fornito supporto logistico all’Isis in Siria, come pure permesso per lungo tempo il transito di armi e dei “foraign fighter” sul proprio territorio.
In questo quadro non si sa quanto possa aver peso la riunione che si è tenuta a Washington, alla quale hanno preso parte Leon, la Pesc Federica Mogherini, il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry: ancora una volta è stata ribadita la strategia del dialogo e della mediazione fra le parti.
Nella foto: il premier “di Tripoli” Omar al-Hassi
 
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