Sergio Mattarella- “Pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei concittadini”

Sergio Mattarella- “Pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei concittadini”

“Grazie, il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. 
E’ sufficiente questo”. 
Sono le prime parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Consulta dopo l’ufficializzazione della sua elezione da parte della presidente della Camera Laura Boldrini.
 Nessun discorso, nessun riferimento al Parlamento che lo ha eletto (a cui riserva solo un ‘grazie’ generico), ma solo un paio di frasi, un mezzo sorriso e tanta emozione.
 Il nuovo capo dello Stato non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni, a testimonianza di una sobrietà non solo di facciata. 
Martedì prossimo alle 10 di mattina, invece, è previsto alla Camera il giuramento e il messaggio del
nuovo capo dello Stato.
Di tutt’altro tono le reazioni della politica. 
In Aula, una convergenza che sa quasi di plebiscito. 
Fuori, apprezzamenti da ogni dove e anche dal Vaticano.
 Con i primi distinguo. “Mattarella non è il mio presidente” ha scritto su Twitter il leader della Lega
Nord Matteo Salvini, che poi ha chiamato a raccolta tutti gli italiani. 

Quando? 
“A Roma in piazza del Popolo il prossimo 28 febbraio per manifestare contro questa sinistra che occupa tutte le poltrone e per rilanciare un centrodestra che in Parlamento non esiste più e che oggi ha dimostrato di essere morto. 
Oggi è una pessima giornata per l’Italia”.
 Il Carroccio, del resto, è stato l’unico partito insieme al M5s a non applaudire alla Camera il raggiungimento del quorum da parte del nuovo capo dello Stato.
 L’atteggiamento dei 5 Stelle, tuttavia, è stato diverso. 
Da un parte i gruppi parlamentari hanno augurato buon lavoro al Presidente della Repubblica (sottolineando che comunque “lo aspetteranno al varco”); dall’altro il blog di Beppe Grillo ha pubblicato (anche su Twitter) un post dal titolo ‘Mattarella, 50 sfumature di grigio‘ a firma di Aldo Giannuli, in cui si mette in evidenza il ruolo non secondario ricoperto dal M5s nell’elezione del giudice costituzionale al Quirinale e si dà il Patto del Nazareno in coma profondo.

Papa Francesco: “Sia al servizio dell’unità” -
Di peso specifico non secondario, invece, la reazione del Vaticano, con Papa Francesco che ha immediatamente inviato un telegramma al nuovo capo dello Stato. 
“Mi è gradito rivolgerle deferenti espressioni augurali per la sua elezione alla suprema magistratura dello Stato italiano – ha scritto il Pontefice – e, mentre auspico che ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell’unità e della concordia del Paese, invoco sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori umani e spirituali del popolo italiano”.
 Con questi voti, il Papa invia a Mattarella “e all’intera Nazione la benedizione apostolica”.

Prodi: “Mattarella saprà unire il Paese” -
 “Conosco, apprezzo e stimo Sergio Mattarella. 
Sono certo che saprà unire il Paese e rappresentarlo in tutte le sedi al più alto livello”. 
Queste le parole di Romano Prodi, che, parlando del nuovo capo dello Stato, ha sottolineato che “la sua esperienza e la sua competenza istituzionale, unite alla sua rigorosa onestà e al senso etico, sapranno essere apprezzate in Italia e nel mondo”. 
“A lui rivolgo oggi con grande amicizia l’augurio di buon lavoro” ha concluso l’ex premier.

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