M5S-lasciano 10 eletti-“I vertici abusivi hanno tradito i valori del Movimento”

M5S-lasciano 10 eletti-“I vertici abusivi hanno tradito i valori del Movimento”

Nove deputati e un senatore hanno annunciato l'addio al Movimento 5 Stelle in una conferenza stampa. 
Alle 21 saranno nella sede Pd del Nazareno per le consultazioni con Renzi per il successore di Napolitano
“Aspiravamo alla bellezza e non a un clima cupo dove le idee diverse sono reato di lesa maestà”. Dopo giorni di dubbi e ipotesi, dieci parlamentari lasciano il Movimento 5 Stelle. 
A leggere il discorso di addio in una conferenza stampa alla Camera è stata Mara Mucci, deputata emiliana da sempre critica verso la linea ufficiale ma che poche volte in questi mesi si è esposta pubblicamente. 
Al suo fianco Walter Rizzetto, punto di riferimento del gruppo dei malpancisti, e Marco Baldassarre. “I vertici abusivi del Movimento hanno tradito i valori M5S con un direttorio nominato dall’alto che
decide per tutti”. 
Da oggi i critici entrano nel gruppo Misto e si preparano a incontrare Matteo Renzi per le consultazioni nella sede del Nazareno probabilmente insieme al coordinamento di ex M5S nato nei giorni scorsi in Senato. 
“Li vedremo alle 21″, ha confermato il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini.

Gli addii al Movimento sono dieci, nove deputati e un senatore: oltre a Rizzetto, Baldasserre e Mucci, ci sono Aris Prodani, Samuele Segoni, Mara Mucci, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato e Tancredi Turco. 
A far precipitare gli eventi è stata la strategia per il Quirinale: “Non abbiamo parlato in assemblea”, ha detto Mucci, “e ci siamo trovati sul blog le indicazioni su come avremmo fatto per l’elezione del Colle. 
Ci hanno tolto le quirinarie, il sondaggio online per far esprimere gli iscritti.
 C’è un caos studiato ad arte per imporre direttive dall’alto, sconfessando qualsiasi forma di autorganizzazione della base”. 
La decisione arriva dopo mesi di lacerazioni e malumori interni: il clima sofferto e le discussioni interne vanno avanti da tempo in un’atmosfera diventata più pesante dopo l’espuslione di Massimo Artini e Paola Pinna. 
C’è proprio il deputato toscano Artini dietro l’accelerazione degli eventi: dal giorno della sua uscita si incontra con i colleghi e insieme vogliono lavorare nel gruppo Misto. 
Dietro le quinte c’è anche l’ombra del sindaco di Parma Federico Pizzarotti: i fuoriusciti erano tutti presenti all’open day del primo cittadino a dicembre scorso. 
Pizzarotti è il primo dei critici ma non vuole etichette e soprattutto aspettava la mossa dei colleghi per valutare se unirsi o meno al nuovo progetto.

Da qui la scelta di lasciare i 5 Stelle. “Tutti devono tornare ad avere voce in capitolo nei processi decisionali”, ha detto Mucci. “Ad un certo punto non abbiamo più capito: chi ha deciso che si dovesse abbandonare il progetto di fare politica nuova. 
E’ più facile fare un’opposizione becera e casinista. 
Tra non capire e rimanere in silenzio per comodità: abbiamo deciso di ribellarci. 
Siamo un cantiere aperto per offrire finalmente un’alternativa libera”. 
Criticano la poca trasparenza, le decisioni calate dall’alto e “l’impossibilità di realizzare le proposte per cui siamo stati votati”. 
“A che serve avere un ruolo così importante se dobbiamo tenere le braccia conserte? 
Resteremo qui in questa politica a combattere la vecchia politica e quella nuova che si è adeguata alla vecchia”. 
Mucci ha concluso dicendo che i dieci si dimettono ma non lasciano il Parlamento: “Siamo un cantiere aperto. 
Ma restiamo qui a lavorare perché siamo sicuri di essere rappresentativi di una parte consistente dell’elettorato dei 5 Stelle. 
Noi siamo un’alternativa libera“.
 
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