LE PEN VS D'ALEMA-CHI E' IL VERO NOSTALGICO DI UN TRAGICO PASSATO ?

LE PEN VS D'ALEMA-CHI E' IL VERO NOSTALGICO DI UN TRAGICO PASSATO ?

Ieri sera, durante il faccia a faccia D’Alema- Le Pen, abbiamo assistito all’ennesima conferma che la sinistra sta più a destra di quella destra liberista-reazionaria.
L’ex Premier del PD che ricordo disse anni fa: «Siamo stati noi che abbiamo privatizzato e liberalizzato, non certo la destra- è stato il centro sinistra a smontare l’IRI, abbiamo compresso la spesa pubblica» ha iniziato il suo sermone, come l’ha definito la leader del Front National, sui benefici che avrebbe portato l’euro e che questo sistema monetario sia comunque irreversibile perchè il mondo è cambiato e chi, come la Le Pen, mette in dubbio l’eurozona, sarebbe un nostalgico nazionalista di stampo ottocentesco.
Anzitutto, affermare che la storia sia irreversibile come lo sarebbe anche l’euro, ci riporta alle ideologie totalitarie del passato, il terzo reich sarebbe dovuto esistere per 1000 anni.
 Il concetto di irreversibilità pone l’uomo al servizio del processo storico, mentre dovrebbe essere il
contrario e proprio la storia ci dimostra che questa è bensì ciclica e non irreversibile come un treno spedito che investe chi si vuole opporre.

D’Alema inoltre fa un abile confusione tra nazionalismo e spirito nazionale patriottico, queste sono due cose ben distinte, la prima è basata non tanto sulla tutela della sovranità nazionale, bensì sul disprezzo verso altri popoli e desiderio di comandarli, ovviamente anche per fini economici. 
Il colonialismo del passato è un esempio di nazionalismo che guarda caso NON rispettava le altrui sovranità nazionali, esso, come esalta D’Alema, mirava proprio ad un sistema mondiale senza frontiere, gli inglesi non avrebbero tollerato frontiere ben delineate e tutelate in India.
Ma anche l’ultima guerra mondiale, la più drammatica, aveva come concetto principale il NON rispetto delle sovranità nazionali, la Germania, il principale Paese europeista oggi, occupò interi Stati in Europa, venendo meno al principio dell’autodeterminazione dei popoli. 
Non a caso la foto che viene spesso scelta per mostrare l’inizio della seconda guerra mondiale è quella dove vengono ritratti i soldati tedeschi che alzano la barra della frontiera polacca nel 1 settembre del 1939. 
La foto è simbolica, essa descrive la fine della sovranità con la rimozione della frontiera, quelle frontiere detestate dagli europeisti…


Mentre lo spirito patriotico o semplicemente il senso dello Stato nazionale NON ha nulla a che vedere con il nazionalismo, anzi sono due concezioni contrastanti, perchè come già descritto, il nazionalismo mira al NON rispettare le sovranità altrui a partire dalla distruzione delle frontiere e dalla rimozione del principio dell’autodeterminazione dei popoli. 

Cosa che sta accadendo “egregiamente” in Grecia ma anche in Italia, sotto forme diverse, non militari ma economiche-finanziarie.
Il patriottismo, come la Le Pen si definisce, mira alla tutela dello Stato nazionale e dell’autodeterminazione dei popoli (cosa sancita dal diritto internazionale) soprattutto nel contesto di oggi, ove gli Stati dell’eurozona sono alla mercè della speculazione internazionale, si veda il gioco degli spreads, ma anche le privatizzazioni selvagge con annessi licenziamenti.
Il capitale in cerca di profitti odia la sovranità nazionale ed il concetto di frontiera, l’indebitamento dei Paesi del Sud Europa, è stato alimentato proprio da questo concetto di NON frontiera, dove i capitali sono stati selvaggiamente liberalizzati in tutta Europa, alimentando debiti privati e bolle speculative. 
Ma ciò deve essere fatto accettare dal pubblico sotto la retorica di un buonismo mondialista che mira alla distruzione dello Stato nazionale.

L’istituzione dello Stato nazionale non è affatto ottocentesco o retaggio del passato anzi, esso rappresenta una conquista dell’era moderna, dove in grande non mangia più il piccolo, come accadeva con i grandi imperi del passato che annettevano piccoli Stati o Regni. 
L’impero Persiano ad esempio non era un mega Stato sovranazionale che inglobava popoli dalla Grecia all’India? 
E proprio di mega Stato sovranazionale gli europeisti mirano ovvero gli Stati Uniti d’Europa, un monumento al darwinismo sociale e politico, una sorta di impero liberista che riporterebbe il continente al passato, altro che futuro….

Occorre pertanto separare nettamente tra nazionalismo e patriottismo, senso civico dello Stato per non cadere nel tranello €uropeista, che mira solamente ad una neocolonizzazione dell’Europa da parte dei mercati finanziari e della Germania, che nell’euro hanno trovato il loro strumento formidabile che incarna un regime anzichè una moneta.
Ed in ultima analisi occorre distinguere tra pace e deserto e guerra militare e guerra sociale, per non cadere anche in questo caso nell’abile tranello della retorica europeista, secondo la quale grazie all’Europa “unita” si sono evitate le guerre del passato. 
Le due guerre mondiali hanno trovato come epicentro guarda caso la Germania, grande Paese europeista oggi e dopo la seconda guerra mondiale, la prima cosa che fu fatta per assicurare la pace in Europa fu, non a caso, quella di dividere la Germania, controllato dalle due super potenze USA e URSS.
Mentre dall’unificazione tedesca ad oggi siamo giunti ad una guerra socio-economica che sta portando disastri paragonabili ad una guerra militare. Grecia docet…
Chi allora appartiene ancora ad un passato dove il grande mangia il piccolo che non si può e non deve tutelarsi?
L' anonimo sovrano

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