Podemos-cresce nei sondaggi. E Stehling promette l’uscita dalla Nato

Podemos-cresce nei sondaggi. E Stehling promette l’uscita dalla Nato

di C. Alessandro Mauceri –
Thomas Bernd Stehling, direttore per la Spagna e il Portogallo della Fondazione Konrad Adenaur (un centro studi tedesco che ha legami con il governo), dopo il successo del partito spagnolo Podemos alle elezioni europee ebbe a dire che “La vera sorpresa è il fatto che in Spagna ci sia voluto così tanto perché un partito riuscisse a sfruttare la delusione e la frustrazione di un’intera generazione per i fallimenti dei due principali partiti nel fornire un qualche tipo di risposta”.
È di poche ore fa la notizia secondo cui, stando agli ultimi sondaggi, Podemos sarebbe diventato il primo partito spagnolo.
 L’indice di gradimento del partito fondato da Pablo Iglesias, che ne è tuttora segretario generale e portavoce, ha superato in pochissimi mesi il 30 per cento delle preferenze. 
La piattaforma politica di Podemos, imperniata sull’ambientalismo, sulla lotta alle grandi imprese, alle banche e alla finanza, ricopre in pratica tutti i settori che sono stati colpiti dalla crisi degli ultimi anni. 
E gli elettori spagnoli hanno risposto. 
Nel programma del partito erano stati previsti incentivi alla piccola impresa, per la
produzione locale di alimenti e per il trasporto pubblico (Iglesias si è detto favorevole alla nazionalizzazione di gran parte dei servizi pubblici).

Anche sotto il profilo del rapporto con i partiti “storici”, tutti in netto calo, Podemos non si oppone soltanto all’attuale classe politica spagnola, ma ha assunto una posizione forte contro l’Unione Europea e la Germania, causa principale, secondo Podemos, dell’attuale situazione economica del paese, basti pensare che in Spagna la disoccupazione è a poco meno del 24 per cento. 
Nel programma del partito si è parlato anche della possibilità di ridiscutere o di revocare il Trattato di Lisbona e alcuni accordi di libero scambio.
Grande la soddisfazione del leader che ha preannunciato una serie di misure drastiche per il prossimo futuro: diventerà presidente del Governo, chiederà l’uscita della Spagna dalla Nato e romperà l’accordo di difesa con gli Stati Uniti. In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo punto, Iglesias ha sottolineato che chiederà “con tutti i mezzi” di annullare questo accordo. 
“Io sono un patriota e non mi piace avere militari di altri paesi nel territorio nazionale. 
Non mi piace che la Nato stia nel nostro Paese, credo che ci metta a rischio”, ha detto Iglesias alla radio spagnola Cadena SER.

Analogamente a quanto fatto da altri partiti in altri Paesi (come il M5S in Italia o il partito della Le Pen in Francia), Podemos ha basato al propria azione sui mezzi informatici: il suo canale YouTube ha più di 2,6 milioni di visualizzazioni.
 E secondo il New York Times esisterebbe un collegamento evidente tra i movimenti degli Indignados, che occuparono le piazze di Madrid nel 2011, e il partito creato da Iglesias.
Ora che questo partito (contrariamente a quanto è avvenuto in altri Paesi dell’Ue) ha ottenuto la maggioranza bisognerà vedere cosa succederà.
Riuscirà a governare (e in questo caso come) oppure gli altri partiti si coalizzeranno e sommeranno le forze per opporsi a Podemos?

Commenti

Post più popolari