Mafia Capitale, chi è davvero Luca Odevaine? L'ex vice-capo di gabinetto di Veltroni: da Dott Jekyll a Mr Hyde

Mafia Capitale, chi è davvero Luca Odevaine? L'ex vice-capo di gabinetto di Veltroni: da Dott Jekyll a Mr Hyde

“Guardi, mi rendo conto che a dirlo oggi… Ma io avrei dato a Odevaine il mio portafoglio. Era un funzionario valido, un organizzatore infaticabile. 
Non era bravo, ma molto di più”. 
La voce di Achille Serra ha il tono dello stupore. 
Racconta che rimase molto colpito da come l’allora vice capo di gabinetto del sindaco organizzò i funerali del Papa, nel 2005: “Ci sentivamo 10 volte al giorno, con Odevaine, con Veltroni. 
Del suo servizio ne parlò il mondo. 
L’acqua che bisognava portare perché c’erano code, i gabinetti igienici, si occupò… Lavorava senza sosta. 
Da quello che emerge in questi giorni mi pare di aver conosciuto un’altra persona”.
Già, un’altra persona. 
Sembrava un dottor Jekyll istituzionale, efficiente, stimato dai vertici dello Stato e del Vaticano. 
Lo “choc angoscioso” di cui ha parlato Walter Veltroni nella sua lettera a Repubblica avvolge un intero mondo.
 Che in questi giorni scopre nelle carte di Mafia Capitale un torbido Mr Hyde, immerso nei
rapporti malavitosi. 
Anche se, al momento, i fatti contestati non riguardano quel periodo.
 Il Mr Hyde arrestato per corruzione aggravata, che si fa versare le tangenti sui conti segreti di moglie e figlio, dieci anni fa, nel gabinetto di Veltroni, era il vice di Maurizio Meschino, uno rigoroso, tosto, in passato dirigente della Camera e consigliere di Stato. 

Il dottor Luca (Odevaine) Jekyll è “l’operativo” proprio delle azioni di contrasto alla illegalità. 
Gestisce gli sgomberi di occupazioni abusive da parte di forze legate alla criminalità organizzata.
 È in prima fila nelle operazioni al Celio e a Tor di Nona.
 Gestisce gli abbattimenti di 500 milioni di metri cubi delle costruzioni abusive.
L’allora responsabile dell’Ufficio Antiabusivismo è Massimo Miglio.
 Una vita sotto scorta, la macchina bruciata per la sua intransigenza, è lui a lavorare fianco a fianco a Odevaine: “È una cosa veramente paradossale, a leggere… Sì, è davvero uno choc angoscioso, impensabile. 
Non riesco a credere. 
Me lo ricordo in prima linea, col giubbotto, sul campo insieme ai carabinieri e alla polizia, dalla mattina alla sera. 
C’era l’attuale capo dei vigili, i vertici della sicurezza di allora, era stimato da tutti”. 
Nella memoria di Miglio, “Luca” è quanto di più lontano, anzi l’opposto del Mr Hyde che, secondo l’accusa, prende mazzette, le chiama “affitti” per telefono, e preferisce incassarle sui conti correnti bancari dei parenti, compresi la moglie venezuelana e il figlio.
 O che viene pagato da Buzzi per trasferire i migranti in strutture parallele. 
Un simbolo del malaffare.

Allora, dieci anni fa, dalle istituzioni dell’epoca viene percepito come uno che fa della legalità la cifra della sua vita: “Ricordo ancora – prosegue Miglio – quando con Veltroni facemmo una riunione con la procura, perché si formasse una task force e il sindaco mise a disposizione il servizio foto aereo.
 All’epoca era un fatto innovativo, un sistema che permetteva di rivelare gli abusi edilizi. Odevaine era nel pool, stimato dal questore, dal prefetto, affidabile quando serviva la forza pubblica per fare gli interventi più complicati.
 Lui si attivava e si vedeva”. 
Come quando con piglio da sceriffo, gestisce operativamente l'abbattimento di oltre 25.000 cartelloni abusivi, spesso allestiti dalla sera alla mattina da parte di soggetti legati alla criminalità. 
Insomma, allora questori, prefetti, forze dell'ordine e della sicurezza che partecipavano alle operazioni ci avrebbero messo la mano su fuoco. 
E ce l’avrebbe messa Gabriella Stramaccioni, coordinatrice di Libera, una vita in prima fila con Don Ciotti nel contrasto alle mafie: “Ci diede – dice - la massima disponibilità sui beni confiscati.
 Ricordo che, nel 2004, fece di tutto per liberare il primo bene, la nostra sede di via 4 novembre.
 E pure per la giornata della memoria e dell’impegno in Campidoglio ci fu la massima attivazione di quello che il Comune poteva fare.
 Allora Odevaine era un punto di riferimento serio, allora non ho mai avuto un dubbio”.

Un punto di riferimento per Libera, ma anche nella battaglia per i diritti dei migranti, anche con la Fondazione Integra/Azione di cui Odevaine è presidente.
 Racconta Francesco Ferrante, il vicepresidente: “E’ impressionante quello che sta venendo fuori. 
Luca è sempre stato impegnato, ha avuto un ruolo, stimato dalle istituzioni”. 
Anche Ferrante ha in mente parecchi episodi in cui Odevaine appare uno devoto alla legalità, appassionato, dalla parte degli ultimi: “Ricordo con quanta passione difendeva il suo lavoro a Mineo, uno di quei centri che non si dovevano fare, diceva che c’erano troppe persone, meglio i centri più piccoli. 
Ed era impegnatissimo a renderlo vivibile. 
Sa che le dico? 
Questa vicenda rischia di far puzzare di schifo tutto ciò che c’è stato di positivo nel volontariato. 
Questo è il rischio della storia di Luca”. 
Che la notte del Dr Jekyll oscuri tutto. 
Anche il giorno. 
Lega Ambiente, Libera, Giunta Veltroni, Prefetti e Questori, Forze dell'Ordine: tutti parlano di un Odevaine efficiente, dedicato a compiti delicati che gli costarono perfino minacce.
 Ora, “l’altra persona”. 
Ermete Realacci, che lo conobbe ai tempi della comune militanza in Lega Ambiente, è basito: “Per i casi della vita sono dieci anni che non ci parlo.
 Io so che allora ci avrei messo la mano sul fuoco. 
Allora. 
Oggi le intercettazioni sono da romanzo criminale. 
Mi pare anche però che i fatti contestati dalla procura non riguardino il lavoro di allora”.

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