ier Carlo Padoan: "Fare presto con il piano Juncker". Il presidente della Commissione Ue: "Non ho denaro fresco, lo dico a Roma e Parigi"

Pier Carlo Padoan: "Fare presto con il piano Juncker". Il presidente della Commissione Ue: "Non ho denaro fresco, lo dico a Roma e Parigi"

Botta e risposta tra Pier Carlo Padoan e Jean Claude Juncker. 
Nell'Unione Europea "bisogna fare presto" per la realizzazione del piano Juncker, "perché la crisi non cessa, non se ne esce". 
Ha sottolineato il ministro dell'economia, intervenendo a un convegno della Febaf.
 "Ci vogliono parecchi mesi - ha aggiunto Padoan - perché il piano diventi operativo e rischiano di essere tanti.
 Ma qui scatta il ruolo della Bei".
A gelare Padoan ci pensa Juncker in persona.
 "Io non ho denaro fresco". 
Ha detto il presidente della Commissione Ue a Norimberga, intervenendo al congresso del partito della Csu. 
Ma se gli Stati vogliono contribuire con risorse nazionali al fondo sono benvenuti, ha
aggiunto.
 "Lo dico ai romani e ai parigini, a cui tutto questo non basta".

Chiusura borsa.
 Il petrolio ai livelli di maggio 2009 impone alle borse europee il quarto calo consecutivo. 
Se i timori sulla situazione greca e la parziale delusione per l'economia cinese, dopo il dato sulla produzione industriale di novembre, hanno costituito le premesse per una nuova giornata in rosso, i continui ribassi del wti e del brent (rispettivamente -3% a 58,1 dollari e -2,45% a 62,12 dollari) hanno trascinato gli indici a una pesante performance.
 Perdite superiori al 2% per gran parte dei listini principali, Milano la peggiore con -3,13% del ftse mib.
 Da dimenticare la seduta del comparto petrolifero: -5,7% Tenaris, -5,6% Saipem. 
Eni perde oltre il 4% e scivola sotto quota 14 euro.
 Giù anche i bancari.
 Sul fronte valutario, euro in recupero a 1,2469 (1,2384 ieri).


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