Tablet e vacanze ai pediatri che spingevano le donne a non allattare

Tablet e vacanze ai pediatri che spingevano le donne a non allattare

da Graziano Fornaciari 
L’essere umano, per sua natura, è imperfetto, quindi non bisogna avere particolari illusioni, perché si ritroverà, inevitabilmente, a cercare di vendere il Regno dei Cieli per un piatto di lenticchie… naturalmente i tempi sono cambiati e con essi anche i benefit che si potranno avere in cambio da una tale operazione, cometablet, cellulari o vacanze da sogno.
Solleticare l’essere umano nei suoi istinti più bassi sembra, al giorno d’oggi, un gioco da ragazzi, e la notizia che i Nas e i magistrati di Pisa hanno arrestato per corruzione dodici medici pediatri, tra i quali due primari, e altre sei persone, informatori scientifici e un dirigente di un’azienda specializzata in alimenti per l’infanzia, perché spingevano le donne ad allattare con il latte artificiale. 
Tutto questo suscita amarezza, ma nello stesso tempo non ci si può neanche stupire,
purtroppo.

Poco importava se le mamme avevano in abbondanza il latte naturale, l’importante era il profitto, quindi, con l’aggiunta di una prima confezione in regalo, si dava inizio alle danze. D’altra parte cosa se ne fa una multinazionale che vendelatte in polvere di mamme che allattano il loro figlio in piena autosufficienza, meglio recidere questi cordoni naturali, e incanalare il tutto nella direzione dell’avidità, sempre a scapito della vita.
Il latte materno, riprendendo dal sito www.allattamentomaterno.it/ è unico, e anche durante la stessa seduta di allattamento non presenta mai la stessa composizione. 
Questa continua modificazione serve a soddisfare le esigenze nutrizionali del bambino, stimolando il sistema immunitario. 
Inoltre, tutti i componenti presenti nel latte materno (proteine, lipidi, zuccheri, sali minerali e vitamine), si adattano a seconda delle mutevoli esigenze del bambino, aspetti che, anche con il migliore latte artificiale, non potranno mai essere sostituiti.

Le continue modificazioni del latte materno, poppata dopo poppata, permettono di tutelare il neonato dai germi patogeni, conferendo al latte stesso, la straordinaria peculiarità di risultare il miglior alimento per un bambino bisognoso di un’adeguata quantità di anticorpi (immunoglobuline). 
L’organismo di un bambino è in grado di produrre, fin dalla nascita gli anticorpi, tuttavia, almeno fino al sesto mese, questa produzione non e tale da garantire una completa protezione.
 L’allattamento al seno provvede alla trasmissione degli anticorpi in difetto.
Invece, sempre secondo l’accusa, questi personaggi preferivano benefit di ogni tipo, dai prodotti tecnologici, magari lamentandosi se il modello ricevuto non era l’ultimissimo in commercio, ai viaggi con famiglie al seguito, e a chi non piaceva viaggiare, il tutto poteva essere convertito in euro. 
A tutto c’era rimedio, l’importante era che l’operazione latte artificiale andasse in porto.

Continuo a pensare che le multinazionali del farmaco non abbiano a cuore la salute dei pazienti, altrimenti, con la loro tipologia di prodotti, potrebbero fallire in quattro e quattr’otto in presenza di esseri umani consapevolmente edotti di come funziona la natura senza il bisogno di artefarla con l’inganno. 
Quindi, bisognerà “curare” i clienti, e orientarli per il “loro bene” verso una chimica che li renderà dipendenti, visto che il latte artificiale non favorisce di certo il sistema immunitario come farebbe il latte materno.

Condizioni ideali per creare squilibri attraverso effetti collaterali che sono il pane dei colossi farmaceutici, che con i loro tentacoli si insinuano in ogni dove, anche attraverso i pediatri, i quali, mettendo da parte l’etica della professione, pensano di approfittare della situazione. Tanto se non lo fa lui lo farebbe un altro, tenderà a pensare il pediatra, e via di questo passo, mentre in realtà ce ne sarebbe uno in meno che contagerebbe la vita positivamente mostrandone il lato umano… e sarebbe tutta un’altra storia.

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