M5s, Grillo-“Fuori i deputati Artini e Pinna”-La replica: “Regole violate”

M5s, Grillo-“Fuori i deputati Artini e Pinna”-La replica: “Regole violate”

Dopo le critiche per la gestione del Movimento e per i risultati alle elezioni Regionali, il leader risponde chiedendo la cacciata dei due eletti.
 L'accusa riguarda la mancata restituzione di quote dello stipendio. 
Ma la replica: "E' tutto rendicontato. ùEspulsione decisa da Grillo e Casaleggio, ma lo statuto prevede che decida l'assemblea dei parlamentari"
Prima le interviste critiche sulla gestione del Movimento 5 stellee sui risultati alle elezioni Regionali, poi la richiesta di espulsione dal gruppo e il voto sul blog.
 Beppe Grillo lancia il sondaggio tra gli iscritti: “Sei d’accordo che i deputati Massimo Artini e Paola Pinna non possano rimanere nel Movimento?”. 
Il voto è aperto fino alle 19 di stasera, e per la prima volta, come invece previsto dal codice di comportamento, la decisione non è passata dalla sfiducia dei Meeutp o dal voto
dell’assemblea congiunta dei parlamentari.

 L’annuncio è arrivato direttamente da Grillo e Casaleggio con un post pubblicato intorno alle 11.30. 
L’accusa: non restituiscono parte del proprio stipendio. 
Ma i due deputati ribattono: “E’ tutto rendicontato sui nostri siti e pagine personali”, commenta Massimo Artini. 
Attacca anche Paola Pinna: “Io le regole le ho sempre rispettate, i soldi li ho restituiti come previsto. 
Sono loro che le stanno violando visto che, non stanno passando per l’assemblea come previsto da Statuto M5S”.

Il problema dei rendiconti è noto alla Casaleggio associati da alcune settimane. La rendicontazione è stata spostata sul sito “tirendiconto.it” che fa capo ai due fondatori M5s. Pinna e Artini hanno detto di aver chiesto chiarimenti sulla gestione e per il momento pubblicano i bonifici sui siti massimoartini.it e paolapinna.it.
 Con loro altri 16 portavoce che hanno deciso di non pubblicare i rendiconti sul nuovo sito, ma di renderli noti sulle proprie pagine. 
E sullo stesso sito ufficiale, mancano ancora i dettagli delle spese degli ultimi mesi per la maggior parte dei portavoce. 
Sono giorni che tra i parlamentari si litiga sulla faccenda, ma il voto per l’espulsione è arrivato solo dopo le polemiche interne sul risultato alle elezioni Regionali.

  Lunedì 24 novembre, il deputato Artini in un’intervista a ilfattoquotidiano.it ha chiesto un confronto con il leader: “Non si può continuare a dire che va tutto bene”, aveva detto, “serve un po’ di autocritica”. 

Il parlamentare solo un mese fa nel voto per la scelta del capogruppo a Montecitorio aveva ottenuto il sostegno di 33 colleghi (contro i 44 di Fabiana Dadone) segnando una spaccatura netta all’interno.

“Chi non restituisce parte del proprio stipendio come tutti gli altri”, scrive Grillo sul blog, “non solo viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari M5S, ma impedisce a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con gli elettori. 
Nel Movimento 5 Stelle le regole vengono prima di ogni cosa”. 
Il leader dice che Pinna non avrebbe fatto i bonifici e che ai rendiconti di Artini mancherebbero 7mila euro: “E’ inaccettabile che la cittadina deputata Pinna non faccia bonifici sul fondo per il microcredito da quasi un anno al contrario di tutti gli altri parlamentari che hanno restituito una media di 50.000 euro a testa.
 Artini invece da gennaio ha applicato un sistema di rendicontazione personale dove, mancano all’appello 7.000 euro.
 Nonostante i solleciti del capogruppo e dello staff ad attenersi alle regole, come potete verificare , il cittadino deputato Artini continua a non utilizzare il portale online per le rendicontazioni e quindi a non restituire i rimborsi spese”.

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