Processo Ruby, si dimette il giudice che voleva la condanna di Berlusconi

Processo Ruby, si dimette il giudice che voleva la condanna di Berlusconi

Enrico Tranfa, presidente del collegio della Corte d'Appello di Milano nel processo Ruby, ha detto addio alla toga subito dopo aver firmato le motivazioni dell'assoluzione di Berlusconi
MILANO - Ha accettato, evidentemente contro la sua volontà, le motivazioni.
 Le ha firmate. 
E ha detto "addio", con quindici mesi di anticipo sul previsto. 
Un gesto forte, senza precedenti, per rendere chiaro a tutti il suo dissenso.
Enrico Tranfa, presidente del collegio della Corte d'Appello di Milano nel processo Ruby, si è dimesso giovedì sera dopo aver firmato le motivazioni della sentenza che assolve l'ex
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, le stesse che ne avevano determinato una condanna a sette anni in primo grado. 

A dare la notizia è il "Corriere della Sera", che ricostruisce anche le motivazioni alla base della scelta di Tranfa. 
Tranfa si è dimesso immediatamente dopo aver convalidato - la sua firma, in quanto presidente, era necessaria - le 330 pagine della motivazioni della sentenza d’appello Berlusconi-Ruby, frutto della camera di consiglio del 18 luglio scorso. 
La scelta del giudice è stata di quelle senza ritorno. 
Dimesso non dal collegio, e non solo dalla seconda sezione della Corte d’Appello di Milano che presiede, Tranfa ha detto addio - dopo trEntanove anni - alla toga, scegliendo di andare in pensione con quindici mesi di preavviso. 
L'ultimo suo atto resterà per sempre quella firma.
 La stessa che lo ha portato a dire addio. 

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