Ucraina: è guerra

Ucraina: è guerra


Venti elicotteri dell'esercito di Kiev sorvolano Slavyansk, città dell'Est Ucraina, tre sono abbattuti.
 Sono le stesse battute iniziali del mattatoio siriano, si va in scena un'altra volta.
 Il governo di Kiev, istigato da USA e UE, lancia un attacco su "...larga scala..."contro le città ribelli filorusse... (INFORMARE) - Blindati e soldati ucraini hanno preso il controllo delle strade di accessoa Sloviansk, smantellando posti di blocco dei filo-russi.
 Le forze ucraine hanno utilizzato anche venti elicotteri, di cui quattro sarebbero stati colpiti dai missili della contraerea: due piloti sono morti, secondo quanto conferma Kiev. 
Diversi spari ed esplosioni sono stati avvertiti da questa mattina nella città ucraina separatista filo-russa dove è trattenuto da un settimana il sedicente team di osservatori dell’Osce, in realtà ufficiali della Nato. 
Nella città di 160.000 abitanti sono risuonate le campane delle chiese per avvertire la popolazione del pericolo imminente.
 Fonti del ministero dell’Interno ucraino hanno fatto sapere che il governo non commenterà quanto sta accadendo a Slavyansk «finché l’operazione non sarà terminata». 
L’offensiva, se confermata, sarebbe la prima risposta militare su ampia scala ai miliziani filo-russi che hanno preso il controllo di numerosi edifici pubblici di città del sud-est dell’ex repubblica sovietica, alimentando la più dura contrapposizione tra Mosca e Occidente dai tempi della Guerra Fredda.
 Nelle prime ore della mattina è scattata un’offensiva anche a Kramatorsk, che si trova a una ventina di chilometri di distanza da Sloviansk.
 Come ulteriore gesto di tensione, cinque navi della Nato sono arrivate in Lituania: lo ha reso noto Juozas Olekas, ministro della Difesa dell'ex Repubblica sovietica sul Mar Baltico.
 Le navi - quattro cacciatorpediniere e una nave appoggio di Norvegia, Olanda, Belgio ed Estonia, arrivate nel porto di Klaipeda - sono un ulteriore evidente segnale di guerra della Nato. 
«L'arrivo delle navi della Nato sono un ulteriore segnale di unità e solidarietà della Nato», ha detto il ministro Juozas Olekas.
 Il ministro ha aggiunto che l'accresciuta presenza militare della Nato nella zona é «una misura di deterrenza» contro la Russia, 
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