Svelati i mandanti della strage di Odessa

Svelati i mandanti della strage di Odessa


Nella prima conversazione, un elemento associato al presidente dell’associazione commerciale Proveedores dell’Unione doganale, Oleg Noginski, rivelerebbe al proprio interlocutore, tale Jan, la responsabilità diretta nel rogo del governatore della provincia di Dnepropetrovsk, il miliardario Igor Kolomoiski, il quale avrebbe assoldato, come manovalanza per l’attacco incendiario alla Casa dei sindacati di Odessa, una squadra di militanti dell’organizzazione neonazista Settore destro.
Secondo Noginski: “Kolomoiski, che era ad Odessa per far nominare Igor Palitsa governatore della regione, avrebbe assoldato gli squadristi di Settore destro per il rogo alla Casa dei sindacati”. 
Secondo Noginski, inoltre, i leader del partito Batkivschina avrebbero confermato questa tesi. 
Il compito affidato ai neonazisti era quello di attaccare e distruggere completamente il presidio in piazza degli attivisti filorussi di anti-Maidan. Pochi giorni dopo, il 6 maggio, Palitsa sarebbe stato nominato governatore della regione di Odessa al posto di Vladimir Nemirovski. 
Secondo il quotidiano ‘Komsomolskaya Pravda’ , Palitsa è considerato il braccio destro di Kolomoiski in Ucraina.
Nel corso della sua conversazione telefonica con Jan, Noginski sostiene più volte che il miliardario Igor Kolomoiski sarebbe in preda ad un vero e proprio delirio di onnipotenza che lo porterebbe a credersi il padrone assoluto della regione di Dnepropetrovsk: “immaginati un secondo Hitler … beh, avremo, credo, una seconda Germania nazista, con una piccola copia in scala, in un fazzoletto di terra ucraina, nella quale il miliardario Kolomoiski, governatore di Dnepropetrovsk, esercita il suo potere assoluto, credendo di poter fare ciò che vuole ed in spregio a qualsivoglia legge”.
La seconda conversazione ha come protagonisti, da un lato, proprio il miliardario Igor Kolomoiski e dall’altro, l’ex candidato di Sinistra alla presidenza dell’Ucraina, Oleg Tsaryov. Kolomoiski minaccia ripetutamente Tsaryov, ammonendolo a temere per la sua vita e quella dei suoi cari: “domani, dì ai tuoi cari di abbandonare la città e alla svelta perché stiamo per scatenare l’inferno”. 
Secondo i giornalisti del portale “Ruposters”, inoltre, questa conversazione dimostrerebbe l’intenzione, da parte delle autorità di Kiev, di addossare a Tsaryov e alle milizie di autodifesa della repubblica popolare di Donetsk la responsabilità della strage del 9 maggio scorso nella città di Mariupol, episodio nel quale l’esercito ucraino aprì il fuoco contro civili disarmati provocando più di dieci morti.
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