Rettighieri, all’Expo l’uomo del cantiere Tav alla Cmc

Rettighieri, all’Expo l’uomo del cantiere Tav alla Cmc

Cmc è impegnata a Chiomonte nel maxi-appalto più contestato d’Italia, quello per il tunnel geognostico dellaTorino-Lione. E a Milano, dopo gli arresti per lo scandalo dell’Expo, potrebbe arrivare proprio l’ex direttore di Ltf, la società del Tav.
«In attesa che l’inchiesta sull’Expo continui e abbia nuovi risvolti – scrive Fabio Tanzilli su “Valsusa Oggi” – il governo Renzi avrebbe già deciso a chi assegnare il ruolo di direttore: nientemeno che all’ex direttore di Ltf, Marco Rettighieri. Lo stesso che ha seguito, tra le varie cose, il cantiere Tav della Maddalena». Nelle carte giudiziarie del Tribunale di Milano, che descrivono in maniera dettagliata lo scandalo dell’Expo e le motivazioni «che hanno portato agli arresti eccellenti di una banda di politici, dirigenti, faccendieri e imprenditori» per la gestione irregolare degli appalti pubblici, viene citata più volte anche la famosa Cmc, attiva anche in valle di Susa. «L’aspetto interessante – aggiunge Tanzilli – riguarda soprattutto il ruolo che avrebbe
Primo Greganti, fino a ieri tesserato delPd a Torino, e il suo rapporto con la Cmc». Già nel 2013 la Cmc chiese a Greganti informazioni sul padiglione Cina. «Trent’anni fa l’avevo portata io la Cmc a Shangai», si sarebbe vantato Greganti, che – secondo gli inquirenti – avrebbe ottenuto contratti fittizi di consulenza, per giustificare le elargizioni di denaro in cambio della sua diplomazia affaristica pro-Cmc.
Il nome della potente cooperativa rossa, aggiunge Tanzilli, ricorre nelle pagine dell’ordinanza del Tribunale anche per un altro episodio, la preoccupazione dei personaggi dello scandalo Expo per un problema giudiziario che ha coinvolto la Cmc a Molfetta: l’arresto del procuratore speciale della cooperativa nel cantiere pugliese, dopo che si è scoperta la truffa riguardante il “cantiere fantasma” del porto. «Nelle chiacchierate della banda dell’Expo, è in particolar modo Maltauro (l’imprenditore vicentino arrestato che sarebbe a capo del gruppo delle turbative d’asta) a definire quello della Cmc un problema pesante e serio». E qui ricompare il nome di Greganti, «che avrebbe avuto il ruolo di “soccorritore”, pronto a tranquillizzare gli animi e ad escogitare qualcosa per risolvere il problema e tutelare la Cmc». Secondo Gad Lerner, personaggi come il presidente della Cmc, Matteucci, «lasciano bene intendere chi tenga il coltelllo dalla parte del manico anche nel rapporto con i dirigenti dei partiti della sinistra». Illegalità o no, chiosa il sito “NoTav.info”, il fatto che colpisce è «l’intreccio di potere tra i soliti noti e i partiti, che – come avvoltoi – decidono le grandi opere e i grandi eventi per spolpare più denaro pubblico possibile».
Marco Rettighieri, dirigente di Italferr, sostituisce Angelo Paris, responsabile dell’Expo di Milano, arrestato per la devastante tangentopoli attorno al grande evento mondiale. Notizia: Rettighieri è stato direttore di Ltf, la società della Torino-Lione, che per l’unico cantiere finora aperto – quello del tunnel geognostico di Chiomonte – ha ingaggiato proprio la Cmc di Ravenna, ora nell’occhio del ciclone per il ruolo strategico che a Milano avrebbe affidato a Primo Greganti, secondo gli inquirenti pagato con consulenze fittizie per giustificare le elargizioni di denaro in cambio del suo impegno “diplomatico” a favore della potente cooperativa rossa di Ravenna. «A una decina di giorni dall’arresto di Primo Greganti – complimenti per la tempestività – il presidente della Cmc di Ravenna in una intervista a “La Repubblica” ammette che fra la sua cooperativa e il faccendiere Primo Greganti era vigente un contratto di consulenza», osserva Gad Lerner nel suo blog.
La Cmc reca un nome glorioso, Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, e ha superato i 110 anni di vita. Dal suo sito si apprende che il suo
presidente, Massimo Matteucci, la guida ininterrottamente da cinque mandati. «Le sue dichiarazioni vaghe e reticenti non possono quindi nascondere l’evidenza: se Cmc ha scelto Greganti come intermediario, ciò è avvenuto in piena consapevolezza del suo passato». Secondo Lerner, «Matteucci impersona una continuità del potere impressionante». Leadership decennali, per cooperative che «da tempo hanno snaturato la propria vocazione originaria». Oggi, infatti, la Cmc è impegnata a Chiomonte nel maxi-appalto più contestato d’Italia, quello per il tunnel esplorativo per la Torino-Lione. 
E a Milano, dopo gli arresti per lo scandalo dell’Expo, ora si insedia proprio l’ex direttore di Ltf, la società incaricata di realizzare la controversa linea Tav italo-francese, per la quale l’Unione Europea ha recentemente dimezzato il contributo comunitario inzialmente previsto.
Con Rettighieri, scrive Fabio Tanzilli su “Valsusa Oggi”, il governo Renzi ha scelto – per sostituire Paris – l’uomo che ha coordinato l’insediamento del contestatissimo cantiere di Chiomonte, affidato proprio alla Cmc. Nelle carte del tribunale di Milano, che fotografano «una banda di politici, dirigenti, faccendieri e imprenditori» per la gestione irregolare degli appalti pubblici, la cooperariva ravennate viene citata più volte. «L’aspetto interessante – aggiunge Tanzilli – riguarda soprattutto il ruolo che avrebbe Primo Greganti, fino a ieri tesserato del Pd a Torino, e il suo rapporto con la Cmc». Già nel 2013 la Cmc chiese a Greganti informazioni sul padiglione Cina. «Trent’anni fa l’avevo portata io la Cmc a Shangai», si è vantato Greganti, che secondo le
indagini sarebbe coinvolto anche nella vicenda del “cantiere fantasma” del porto di Molfetta, in Puglia.
Da intercettazioni risulta infatti che proprio Greganti «avrebbe avuto il ruolo di “soccorritore”, pronto a tranquillizzare gli animi e ad escogitare qualcosa per risolvere il problema» che tanto preoccupava i “signori dell’Expo” come il costruttore vicentino Enrico Maltauro, nel timore che i guai pugliesi della Cmc potessero rimbalzare sui cantieri di Milano.
 Secondo Gad Lerner, personaggi come il presidente della Cmc, Matteucci, «lasciano bene intendere chi tenga il coltelllo dalla parte del manico anche nel rapporto con i dirigenti dei partiti della sinistra». Illegalità o no, chiosa il sito “NoTav.info” in attesa che la posizione degli indagati si chiarisca, il fatto che colpisce è «l’intreccio di potere tra i soliti noti e i partiti, che – come avvoltoi – decidono le grandi opere e i grandi eventi per spolpare più denaro pubblico possibile».
 E per chi ritiene che laTorino-Lione sia il più colossale spreco di denaro nella storia italiana, la nomina di Rettighieri all’Expo di Milano non è certo una buona notizia.
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