Perché molti nell’Unione europea avversano le sanzioni alla Russia

Perché molti nell’Unione europea avversano le sanzioni alla Russia


Le economie di molti Stati europei sono, in modi diversi tra loro, interlacciate a vari livelli con l’economia russa. Secondo gli ultimi dati rilasciati dalla banca centrale della Russia, sarebbe pari a 39.717 milioni di dollari la quantità di denaro entrata in Russia, nel 2012, dai Paesi Bassi, Irlanda, Cipro e Lussemburgo. 
Queste cifre mostrano come il contributo di questi piccoli Paesi dell’Ue rappresenti più dei tre quarti dell’investimento diretto straniero in Russia, cifre che fanno impallidire la quota rappresentata da grandi economie come quelle di Germania e Usa.
Sarebbero ben mille i posti di lavoro a rischio, nella cantieristica navale francese, qualora il presidente Francois Hollande decidesse di far saltare la programmata vendita di due navi da guerra francesi alla Russia. 
I sindacati, dal canto loro, hanno già avvertito che almeno altri mille posti di lavoro, legati ai subappaltatori dell’accordo russo-francese, sarebbero a rischio in caso di ritiro francese dall’accordo. Il ritiro, come sottolineato dal quotidiano “Global Post”, non rappresenta certo una prospettiva allettante per un presidente la cui popolarità sta toccando i minimi storici, in gran parte proprio a causa della sua incapacità di far fronte alla disoccupazione. Inoltre, la Russia ha già reso noto chiederà un risarcimento a Parigi qualora, come da contratto, le navi non venissero consegnate. La consegna della prima, la Mistral, è prevista per il prossimo ottobre, la seconda nel 2016. Il governo francese sta cercando di guadagnare tempo, intanto, il segretario di Stato americano, Victoria Nuland ha fatto sapere che Washington nutre viva preoccupazione per l’accordo russo-francese. 
Il 100% è la quota di dipendenza di alcuni membri dell’Unione europea, come Bulgaria, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Finlandia ed Estonia, dalle forniture di gas naturale russo. Complessivamente la Russia fornisce il 34% del gas utilizzato per riscaldare le case in tutta l’Ue. Inoltre, molti Stati europei dipendono fortemente dalla Russia anche per le forniture di petrolio, carbone e combustibile per le centrali nucleari, la Russia fornisce un quarto dell’uranio utilizzato nell’Unione.
Per questi motivi le sanzioni economiche contro la Russia rischiano di costituire un rischio troppo elevato per i Paesi europei, soprattutto quelli del Nord così dipendenti dalle forniture di materie prime russe.
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