#Nel 2020 Olimpiadi saranno in Giappone, ma non senza proteste

#Nel 2020 Olimpiadi saranno in Giappone, ma non senza proteste


Eppure la Hadid ha vinto il concorso nel 2012 e il suo progetto è stato considerato un argomento forte per garantirsi l’assegnazione come località olimpica.
Alcuni però sospettano che un ruolo importante nella commissione l’abbia avuto Tadao Ando, diretto antagonista di altri concorrenti come Sanaa e Toyo Ito e che tutto questo entusiasmo per il lavoro della Hadid non sia dovuto all’effettivo risultato.
Il problema sembrano essere le dimensioni, 290mila mq per 80mila persone e un budget di 1,3 bilioni di dollari che lo renderebbero il più grande stadio nella storia delle Olimpiadi.
 E mentre qualcuno già gli attribuisce appellativo l’astronave, il cantiere è pronto ad essere aperto per concludersi nel 2018.
Insieme a Fumihiko Maki si schierano moltissimi architetti tra i quali i famosissimi Sou Fujimoto e Kengo Kuma. 
Per questi il problema è che il progetto si inserirebbe in un quartiere centrale di Tokyo: Shibuya. 
Il quartiere che già ospita lo stadio di Kenzo Tange, lo storico stadio delle Olimpiadi del 1964. 
Decisamente un monumento storico.
La proposta è di ridimensionare il progetto per evitare un effetto schiacciante sul resto del quartiere. 
E di ricercare una migliore armonia tra gli elementi cittadini e progettare un diverso stadio.
Detto, fatto: il progetto verrà ridimensionato pur mantenendone il concept. Causa ufficiale: lievitazione dei costi.
In realtà la protesta è molto più variegata è ha solo tentato di limitare un problema che si considera esista ancora.
Ogni 4 anni le Olimpiadi pretendono di cambiare la faccia di una città, di renderla internazionale e moderna e questo grazie a progetti ai quali partecipano architetti da ogni parte del mondo che sperimentano le loro idee da star dell’architettura. 
E questo sembra, in realtà, essere uno dei tanti modi grazie ai quali i poteri forti tendono ad uniformare il loro dominii.
 Una uniformità che quando viene portata in oriente sconvolge ancor di più. Anche se c’è da dirlo, non è che Tokyo sia la patria della tradizione!
Giselda Campolo
Ne è autorizzata la duplicazione con citazione della fonte
http://www.signoraggio.it/nel-2020-olimpiadi-saranno-in-giappone-ma-non-senza-proteste/

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