#ITALIA: 'NDRANGHETA NUCLEARE


#ITALIA: 'NDRANGHETA NUCLEARE

di Gianni Lannes
Nel 2007 avevo chiesto alla Sogin (una società controllata dal ministero del Tesoro, ovvero di proprietà dello Stato), incaricata di bonificare il nucleare civile in Italia, di poter visitare la centrale di Caorso. Dopo un anno di attesa non ha avuto alcuna risposta. Così nel 2008 ho fatto visita per conto mio all'impianto nucleare. In ragione dell'insopprimibile diritto di cronaca sono entrato all'interno del centro nucleare, nonostante la stretta vigilanza di questo sito sensibile (così come stabilito dal primo ministro Berlusconi 11 anni fa). Infatti con un decreto del 14 febbraio 2003, il presidente del consiglio (tessera P 2 numero 1816), dichiara lo stato di emergenza per il nucleare in Italia e fornisce al generale di corpo d’armata Carlo Jean(collaboratore dell’Aspen Institute: una costola del Bilderberg di David Rockefeller ed Henry Kissinger) i poteri speciali di commissario straordinario. Il provvedimento viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 12 marzo 2003, numero 59. Con questo e con successivi provvedimenti (decisamente illegali ed anticostituzionali) il generale Jean presidente della Sogin, riceve i poteri necessari a violare ben 21 tra leggi, decreti ministeriali e circolari in materia di tutela dell’ambiente. Poteri degni di uno stato di guerra, ma in tempo di pace. 
Dunque, scavando ho scoperto casualmente che la Sogin aveva affidato a trattativa privata, senza gara d'appalto, il primo decomissioning alla dittaECO.GE dei Mamone. Sollecitato da Salvatore Borsellino ho denunciato pubblicamente la situazione durante un incontro pubblico affollatissimo a Palermo, nel corso di un'iniziativa per commemorare Paolo Borsellino. In tale occasione né i parlamentari presenti, Giuseppe Lumia, Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, né i giornalisti come Peter Gomez e tanti altri presenti hanno sentito ragione, alla stregua dell'intero cortiletto giornalistico italidiota. Tutti ma proprio tutti si sono girati dall'altra parte. Ergo: la lotta alla mafia nel belpaese è solo di facciata, come attestano 70 anni di crimini impuniti, nonché l'eliminazione cruenta di poeti, magistrati, giornalisti, poliziotti, carabinieri, finanzieri, imprenditori e qualche raro politico che hanno osato combattere questo fenomeno radicato nei gangli dello Stato tricolore. Questa, però, è un'altra storia.
Allora, per tornare al reattore Arturo, ne ho chiesto direttamente conto alla Sogin, e il dirigente Sabatini Scalmati ha avuto la sfacciataggine di consigliarmi il riserbo assoluto sulla vicenda. Invece di farmi "gli affari miei" come la stragrande maggioranza di italiani e italiane, ho verbalizzato la scoperta ufficialmente al tenente dei carabinieri del NOE di Roma Vincenzo Scarfogliero, alla presenza del mio avvocato di fiducia e di due sottufficiali dell'Arma, accompagnato dai miei due agenti di scorta della Polizia di Stato. Inoltre, ho fornito utili informazioni alla Procura della Repubblica di Piacenza, nonché alla Procura della Repubblica di Palermo e a un magistrato della Procura nazionale antimafia.
In compenso ho subito una serie di attentati e ho guadagnato minacce di morte alla mia famiglia. Dulcis in fundo: ho perso anche il lavoro e la relativa protezione dello Stato (i miei "angeli custodi" della Polizia di Stato sono stati trasferiti ingiustamente ad incarichi punitivi).
Ecco cosa attesta già nel 2002 la Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sul conto dei Mamone e sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Liguria, e in tutto il Settentrione d'Italia, anche nelle cosiddette "bonifiche ambientali" in Emilia Romagna.
Di seguito, il mio primo reportage sulla centrale nucleare di Caorso nel 2003, pubblicato dal settimanale D La Repubblica delle Donne. Il resto dell'esplosiva vicenda atomica è narrata nel libro di inchiesta ITALIA A PERDERE: NUCLEARE INCIVILE!, di prossima pubblicazione, sempre che si faccia avanti un editore indipendente che abbia il coraggio civile.










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