Grillo presto a Porta a Porta

#Grillo presto a Porta a Porta 

 
Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio pianificano lo sbarco in televisione. Nell’Italia del 2014, chi ha il telecomando ha lo scettro della politica.
 Così Grillo andrà a Porta a Porta. 
Il comico genovese sta trattando per sedersi di fronte a Bruno Vespa in una puntata di metà maggio.
 «Il mio sogno» raccontava il responsabile della comunicazione del M5S alla Camera Nicola Biondo: «Far sedere Beppe nel salotto di Bruno Vespa». 
Non si sa ancora se in studio o in collegamento, Grillo ritroverà il giornalista che nel giugno scorso si beccò sul blog il microfono di legno come conduttore televisivo più fazioso, considerato il cerimoniere della casta dai fustigatori grillini.
 Il comico conosce il valore delle curve e dello share, e dicono sia rimasto deluso per i risultati della sua intervista a Enrico Mentana su La7 oltre un mese fa. 
Fece il 10,7%, buon risultato per la rete che sconta la marginalità rispetto a Mediaset e Rai, poco per Grillo.
Quanto la tv sia importante per lui lo dimostra la scelta di dare in gestione il comparto della ditta a 5 Stelle a Rocco Casalino, ex Grande Fratello e profondo conoscitore dei meccanismi e delle trappole televisive, figura centrale nel maniacale lavoro di Casaleggio & Co. 
Ma quella di Vespa sarà solo la tappa clou di una corsa tv verso il 25 maggio, che dopo l’intervista “abbracciata” con la giornalista di Agorà (Raitre) sulla spiaggia di Bibbona, inaugurerà su Sky, il 5 maggio. 
Grillo resta un astuto showman con un fiuto mediatico felino, e non può sottovalutare che in questa guerra di voti dove il consenso è ballerino, la tv è una ribalta imprescindibile. 
Altrimenti perché riservare anche a un giornalista una volta considerato amico come Michele Santoro il trattamento del blog, destinandolo alla galleria del “giornalista del giorno” assieme a chi aveva osato criticare il guru di Sant’Ilario? 
 il conduttore di Servizio Pubblico ha semplicemente dato la parola a un operaio della Lucchini di Piombino, a cui non è andata giù la presenza a favore di telecamere di Grillo. 
E se a difendere Santoro ci pensa Vauro, vignettista che non ama Grillo e dice di sentire da quelle parti «puzza di fascismo», anche lui finisce immediatamente infornato nel blog. 

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