-MERKEL E BUNDESBANK … e che truffa!-

-MERKEL E BUNDESBANK … e che truffa!-

di paolo majolino | S A P E R E E’ P O T E R E
Come promesso, alla conferenza tenuta a Milano mercoledì 9 aprile 2014,ho avuto modo di chiarire che – contrariamente all’immaginario collettivo – il Popolo che maggiormente è in difficoltà è quello tedesco poichè, a far tempo dal 2003, ha dovuto subire il ‘lavorare tutti, lavorare meno’: slogan imperante degli anni ’70 post sessantottini. L’indebitamento privato più basso, in tutta l’area europea, è dei tedeschi e non per bravura della Merkel o di Chicche & Sia! bensì causato dal fatto che disponendo di meno denaro, conseguentemente spendono meno; per converso questo ha permesso alla aziende germaniche di abbattere i costi (del lavoro e non dei loro profitti!) ed essere più competitive e per tale ragione risultare tra i primi esportatori al mondo. Il dramma? è che se la Germania politicamente non si assegna un’azione positiva nei confronti dei Paesi a cui vende il proprio export, tra non molto avrà un eccesso di produzione invenduto, che ovviamente il mercato interno non assorbirà e la crisi sarà peggio che in Italia o finanche della Grecia. C’è da aggiungere che con l’avallo della Bundesbank la Merkel falsa tutti i conti pubblici e provo a spiegarlo. I Titoli di Stato italiani trovono sempre collocazione al MERCATO PRIMARIO, anzi se l’offerta è ad esempio di 7 mld, la domanda supera sempre e non di poco ciò che è messo all’asta. Se la Germania pone all’asta 7 mld di propri Titoli di Stato li offre al MERCATO PRIMARIO ad un tasso poco interessante ed accade che dei 7 mld se ne collochino solo 2; i restanti 5 tornano all’Agenzia del Debito (Finanzagentur) che ha curato l’asta che li ‘parcheggia’ presso la Bundesbank (banca centrale tedesca, equivalente della nostra banca d’Italia) e ciò deve significare che, appena possibile, dovranno rimettersi all’asta: ovviamente nel Mercato Primario poichè definiti di prima emissione. È bene sapere che, ai sensi del 1° comma dell’art. 101 del Trattato di Maastricht, le banche centrali nazionali possono acquistare Titoli di Stato SOLTANTO al MERCATO SECONDARIO, dove sono negoziati tutti i titoli GIA’ precedentemente collocati (venduti) al Mercato Primario! È bene altresì sapere che alle aste del Mercato Primario partecipano circa 40 soggetti, specificamente selezionati ed autorizzati, nel mentre la platea degli acquirenti si allarga allorquando si acquistano i titoli al Mercato Secondario. In cosa consiste la truffa tedesca? Richiamando l’esempio prima indicato di 5 mld di titoli non collocati e ‘parcheggiati’ presso la Bundesbank, questa invece che ripresentarli al mercato Primario, li pone all’asta al Mercato Secondario (e non è possibile poichè non sono prima transitati da quello Primario!) ad un tasso bassissimo, anche negativo! Ora sarà chiara la ragione dell’offerta di bund a tassi finanche negativi e conseguentemente non appetibili, infatti voi affidereste i vostri soldi ad un fondo che acquista 100 per vedersi restituire 98 dopo qualche anno?!? Certamente no ed è questa la ratio per cui i titoli ialiani vanno a ruba offrendo interessi fino al 6% e certamente è noto che l’Italia ha fatto sempre fronte e lo farà ai propri impegni economici, disponendo di asset consistenti sia in infrastrutture che Aziende di Stato appetibili per i loro rendimenti. I 5 mld di euro non venduti al Mercato Primario, li acquista la Bundesbank al Mercato Secondario (a tassi bassi e finanche negativi, quindi con enorme risparmio per lo Stato tedesco) in totale dispregio delle regole che imposte alle altre banche centrali che NON acquistano titoli di Stato al Mercato Primario ed al Secondario solo se, per obbligo, sono già transitati a quello Primario!?! Quali i vantaggi per la Germania? 1)paga interessi sul debito pubblico bassissimi 2)non cede il proprio debito pubblico ad investotori ‘non residenti’ 3)ottiene uno spred che premia e, conseguentemente, il denaro alle aziende tedesce costa molto meno che a quelle italiane. A ciò si aggiunge che l’iva è di ben tre punti in meno e che i salari contrariamente a quanto si immagina – sono, proporzionalmente ovviamente, più bassi che negli altri Paesi europei. Accade quindi che, a parità di prodotto e di qualità, un’Azienda italiana ha un gap di circa il 10% in più rispetto a quella tedesca ed ecco spiegata la forza dell’export germanico, in solo danno degli altri Paesi europei e, principalmente dell’Italia che, ricordiamocelo, ha capacità, qualità e tecnologia che hanno sempre messo in difficoltà le merci tedesche.
Buona Stella!
http://www.signoraggio.it/merkel-bundesbank-e-che-truffa/

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