-Ma la Sanità? Truffe da un miliardo di euro: e lo Stato paga-

-Ma la Sanità? Truffe da un miliardo di euro: e lo Stato paga-

La Sanità e il suo circolo vizioso.
 Medici, case farmaceutiche e cittadini: tutti insieme per "fregare" lo Stato. Nel 2013, le truffe al servizio sanitario hanno scavato un buco da un miliardo nelle casse dello Stato
ROMA - Interventi chirurgici spacciati per operazioni salva vita. Farmaci e ticket sempre gratis. Funzionari statali infedeli e assicuratori o rappresentanti di case farmaceutiche complici. E ancora: ricoveri "frazionati" per far pagare lo Stato e appalti truccati. 
E' un servizio sanitario nazionale da incubo, quello italiano: un servizio sanitario nazionale che costa alle casse dell'Erario un miliardo di euro - anche qualche milione in più - solo per far fronte alle truffe e alle irregolarità. 
E' il clamoroso risultato, anticipato dal "Corriere della Sera", dei controlli compiuti dalla Guardia di Finanza nell’ultimo anno.
 E le verifiche dei primi due mesi del 2014 sembrano confermare il trend:fino al 28 febbraio scorso sono già state segnalate alla Corte dei Conti 104 persone e l’ammontare delle perdite supera i 150 milioni di euro.
Il "libro nero" dell’Ufficio Tutela e mercato delle Fiamme Gialle regala numeri e casi di un fenomeno che viene costantemente monitorato perché - si sottolinea nella relazione - "il controllo della spesa vista la sua particolare importanza nell’ambito del bilancio pubblico e le sue preoccupanti dinamiche di crescita, rappresenta una delle priorità inderogabili per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica".
 E perché "la necessità di risanare i conti pubblici impone un’oculata attività di contenimento e razionalizzazione della spesa anche con una mirata attività di verifica finalizzata all’individuazione delle condotte negligenti o illecite che, consentendo sprechi, diseconomie o inefficienze, possono rappresentare una variabile sensibile nelle funzione di crescita delle uscite".
 E, numeri alla mano, di "condotte negligenti o illecite" ce ne sono in quantità: se è vero, come è vero, che nei dodici mesi dell'anno scorso sono state 1173 le persone denunciate per un valore che supera i ventitré milioni di euro. 
Ben più grave, però, è il capitolo delle richieste di risarcimento avanzate dalla Corte dei Conti: 177 verifiche, 742 funzionati pubblici sottoposti a procedimento e un miliardo e cinque milioni di euro di contestazioni.
 Una vera voragine nelle casse dello Stato. 
I modi per fregare lo Stato?
 Basta poca fantasia: far passare un intervento di chirurgia estetica, o comunque un'operazione "poco importante", come un intervento salva vita. Così la rinoplastica diventa settoplastica e interventi all'addome, al seno o alle cosce diventano operazioni per asportare tumori. 
Il risultato è evidente: truccando i referti e facendo "salire di categoria" l'intervento, il servizio sanitario nazionale paga la tariffa massima. 
Finita qui?
 No.
 Perché non è necessaria un'operazione per fregare lo Stato.
 Bastano i ticket, quelli non pagati. 
Su 9936 controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, sono state scoperte 7972 posizioni “fuorilegge” che hanno provocato un “buco” nel bilancio statale di circa un milione di euro.
 In numeri: 8 su 10, una percentuale incredibile. 
Ben più alto è il volume delle “uscite” causate dalla iperprescrizione di farmaci da parte dei medici di base. 
Chiaro, anche qui, il risultato: più prescrizioni, più rimborsi. 
E lo Stato paga. 
Ma lo Stato paga anche se un cittadino resta in ospedale per sessanta giorni, non uno in più.
 Aggirare l'ostacolo, però, non è cosa difficile.
 Anzi. Basta “frazionare” il ricovero e per il paziente a carico dello Stato la tariffa rimarrà sempre al massimo.
 Prima della scadenza dei due mesi, il malato viene “dimesso” e accettato nuovamente qualche giorno dopo.
 Così, il gioco è fatto.
 E il buco nelle casse dello Stato anche. 
http://www.today.it/economia/truffe-servizio-sanitario.html

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