LA BRUTTA FINE DELL'ITALIA

LA BRUTTA FINE DELL'ITALIA

di Michele Signa
E’ ufficiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato che la maggioranza degli Italiani è affetta da due patologie devastanti e al momento senza alcun rimedio di tipo farmacologico o finanche chirurgico: la Stoltezza Degenerativa e la Sindrome Cronica del Tifoso.
La prima, la Stoltezza Degenerativa, è provocata da un virus che risiede
stabilmente nella popolazione della penisola, isole comprese e, tra gli altri sintomi, spinge il malato a ripetere inconsciamente i propri errori, rendendolo incapace di correggersi e regolamentarsi.
Il virus è latente nell'organismo e normalmente non provoca disturbi ma viene alla luce, scatenando i suoi terribili effetti, in concomitanza di eventi particolarmente stressanti per la psiche e quindi per il nostro sistema immunitario, quali possono essere ad esempio riunioni di condominio o elezioni politiche.
I ricercatori, osservando il comportamento di vasti campioni di popolazione, hanno evidenziato, in maniera incontrovertibile, come, nella stragrande maggioranza dei casi, l’abitante dello Stivale si abbandoni a comportamenti assurdi, insensati e autolesionisti ogniqualvolta è chiamato a esercitare le facoltà di scelta, controllo e pianificazione e in generale tutte le volte che sia richiesto un funzionamento razionale e libero del cervello.
La riunione di condominio, ad esempio, è spesso il teatro in cui il virus si manifesta nella forma più evidente causando incontrollati attacchi di rabbia, turpiloquio e odio persistente verso gli altri condomini. Analoghe manifestazioni si possono osservare negli studi televisivi quando più di due opinionisti vengono messi insieme a discutere di un argomento spesso a loro sconosciuto. Ad oggi, nessuna cura si è dimostrata efficace.
Non meno gravi, anche se meno evidenti dal punto di vista comportamentale, sono le manifestazioni del virus in concomitanza degli appuntamenti elettorali.
Nonostante da oltre trent’anni gli Italiani siano governati da una classe politica inetta, corrotta, avida, asservita a qualsiasi tipo di lobby o mafia, nazionale o straniera, capace altresì di centrare il difficile obiettivo di portare la settima potenza industriale del pianeta al tracollo economico con contorno di morti, suicidi e disoccupazione da periodo post bellico, ebbene il virus che ottenebra le loro menti è talmente radicato da manifestarsi puntuale ad ogni elezione, raggiungendo il culmine degli effetti devastanti proprio nella cabina elettorale. Il cittadino, succube del male, con il cervello ottenebrato è costretto a ripetere inconsciamente i propri errori, incapace di correggersi e indotto a votare per gli stessi personaggi che hanno distrutto il paese e le prospettive di prosperità e serenità sue e dei suoi figli. 
Studiando questo strabiliante fenomeno i ricercatori si sono imbattuti casualmente in un altro microorganismo patogeno e sono riusciti a isolarlo. Si tratta questa volta di un batterio ma resistente a tutti gli antibiotici fino ad oggi conosciuti e che provoca la seconda patologia di cui dicevamo, la Sindrome Cronica del Tifoso.
Essa, a differenza del virus della Stoltezza, si manifesta costantemente nella vita del soggetto colpito e si connatura nell’impossibilità per esso di vedere e giudicare i fatti della vita con obiettività e distacco.
Se, ad esempio, un politico ruba, costui, agli occhi del malato, appare deprecabile solo se appartiene alla parte politica a lui avversa. Nel caso invece appartenga al suo partito il soggetto in questione viene visto come diversamente onesto, vittima dei giudici o al limite, nelle manifestazioni più lievi del male, solo come una persona in attesa di giudizio e come tale eticamente immacolato.
Il batterio pare sia il risultato di manipolazioni genetiche su microorganismi isolati originariamente nel sangue di una specifica categoria di tifosi, gli Ultrà del calcio, da cui il nome di Sindrome cronica del Tifoso.
Questa specie di tifosi, infatti, spesso costituita in gran parte da cittadini di modesta condizione sociale ed economica, era l’unica fino a poco tempo fa che metteva in mostra comportamenti violenti e intimidatori per motivi banali quali una svista arbitrale, una campagna acquisti insoddisfacente, una posizione in classifica non esaltante mentre rimaneva inspiegabilmente del tutto apatica e indifferente alla perdita del lavoro, alla disoccupazione galoppante, alla distruzione del welfare e a uno scenario economico che li condannava alla povertà e alla disperazione.
 Il batterio isolato nei Tifosi di calcio è stato successivamente manipolato geneticamente ma è sfuggito al controllo dei tecnici di laboratorio diffondendosi fatalmente nella popolazione tramite il contatto con giornali e riviste contaminati e soprattutto per esposizione prolungata agli schermi televisivi. 
Una timida speranza si era affacciata per effetto delle nuove cure testate nei laboratori di ricerca di Roma e Milano. Si pensava che massicce dosi di informazione e denuncia della corruzione e delle ruberie, unitamente all’evidenza del disastro economico in cui l’Italia era stata precipitata, avessero potuto fornire un valido aiuto al sistema immunitario per debellare le patologie. La terapia è purtroppo stata deludente. Se all’inizio si osservava nei pazienti un timido risveglio delle coscienze dovuto all’indignazione, si è visto con il tempo che l’indignazione aveva come unico effetto di mandare in blocco il cittadino che disertava le riunioni di condominio e rifiutava di recarsi a votare diventando astensionista. 
Rileviamo quindi con dolore e rassegnazione che i danni causati al cittadino Italiano da queste patologie sono ormai conclamati e irreversibili tanto che l’Organismo Mondiale della Sanità stima che in pochi anni, per effetto delle epidemie, l’Italia cesserà di esistere come nazione e sarà messa in quarantena prima di essere suddivisa e assorbita dai paesi confinati, in particolare Germania, Francia e Svizzera al fine di diluire il morbo in una popolazione non infetta e contenere i danni.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/04/la-brutta-fine-dellitalia.html
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