Indaco Reportage: STATI DEL CRIMINE NUCLEARE: LE RIVELAZIONI DI PENT SUI TRAFFICI DI COMERIO

Indaco Reportage:STATI DEL CRIMINE NUCLEARE: LE RIVELAZIONI DI PENT SUI TRAFFICI DI COMERIO

di Gianni Lannes
La gente comune non immagina neanche vagamente il livello di criminalità insito nei governi al soldo delle multinazionali. Il braccio operativo, l'ultima catena dell'anello sono le organizzazioni mafiose. Ecco un dialogo tra boss della ‘ndrangheta agli atti delle indagini (attualmente archiviate) coordinate da Alberto Cisterna, magistrato della Dda di Reggio Calabria:
«Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga?». 
«E il mare? 
Che ne sarà del mare della zona se l’ammorbiamo?».
«Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi che con quelli, il mare
andiamo a trovarcelo da un’altra parte…».
Il comandante Natale De Grazia- consulente di rilievo dei magistrati Nicola Maria Pace e Francesco Neri - avvelenato la notte del 12 dicembre 1995 mentre si recava a La Spezia con due carabinieri in borghese per portare a compimento l’inchiesta sull’affondamento doloso di 180 navi nel Mediterraneo, aveva raccolto a verbale le confessioni di Marino Ganzerla, il 13 luglio 1995, a Brescia.
 Ganzerla, imprenditore mantovano domiciliato in Svizzera, fu il primo vero testimone dell’inchiesta sulle navi dei veleni.
 E a De Grazia rivelò: 
«Circa dieci anni fa venni a conoscenza di progetti di affondamento di navi cariche di rifiuti chimici.
 E’ il cosiddetto sistema delle navi a perdere che consente di truffare anche le assicurazioni. 
Se ricordo bene il porto più sospetto era quello di La Spezia.
 E ricordo anche che si diceva che le coste dello Ionio calabrese erano preferite non solo perché gestite dalla ‘ndrangheta, ma anche perché i marinai, una volta arrivati a terra con le scialuppe, affidavano i mezzi di salvataggio a soggetti del luogo che provvedevano ad affondarle o comunque ad occultarle in maniera definitiva per far sparire ogni traccia dell’affondamento ed evitare così l’indagine giudiziaria».
Ecco la testimonianza del dottor Cosmo De Matteis, medico a Paola, in provincia di Cosenza:
«Da un sommario esame dei dati, che precedentemente alle notizie di stampa, avevamo avviato con i colleghi sulla incidenza di neoplasie tra i nostri assistiti, si evincono una notevole presenza di tumori della mammella nelle donne e della prostata negli uomini, ma stranamente queste patologie sono presenti in persone relativamente giovani accanto a questi una presenza di tumori al colon, ma anche qualche tumore cerebrale. Oggi come medici non siamo in grado di dare dati scientificamente comprovanti l’aumento di tali patologie, come medici di famiglia osserviamo e partecipiamo ai drammi delle tante famiglie che vivono queste realtà con le enormi difficoltà di una sanità che non riesce a dare supporti adeguati e sufficienti in tali situazioni. Se venisse provata la correlazione tra i tanti decessi per neoplasie e l’inquinamento ambientale, chi risarcirà mai la perdita di tante vite umane?».

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/04/stati-del-crimine-nucleare-le.html
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