Indaco Reportage: POPOLO ITALIANO: giù le mani dalle armi

Indaco Reportage:POPOLO ITALIANO: giù le mani dalle armi

Non è una novità! 
Lo sentiamo spesso ripetere agli angoli delle strade, alle fermate del bus come all’interno dei bar: “andrebbero eliminati tutti” – riferendosi alla nutrita e ben pasciuta casta politica.
 È un sentimento dilagante che tuttavia non genera allarme in quanto tale; nessuna persona assennata oserebbe mai compiere un gesto simile come quello di ammazzare una persona.
 Tutt’altro discorso va fatto per idisturbati di mente ma non è di costoro che ci preoccupiamo ora.
 Ilpunto di fondo è e resta il malcontento generalizzato che,dall’esautorazione di Silvio Berlusconi, ha preso piede in tutto lo Stivale.
 Chiunque abbia letto il pensiero del ben noto Noam Chomsky o dell’altrettanto noto David Icke, avrà compreso esattamente dove si trovi il tranello e come tale meccanismo sottile si insinui nei
rapporti sociali.
 Entrambi i succitati, in maniera molto simile,hanno parlato e scritto di strategia della distrazione, di come creare problemi per poi servire le soluzioni e della strategia della gradualità.
 In buona sostanza il modello non cambia mai e funziona come un orologio svizzero da almeno due Secoli.
 Ed è proprio su questo inganno che i governanti dei popoli azionano le proprie leve del controllo di massa per erodere lentamente cospicue fette di libertà.
 Di questo passo, tra poco tempo, il termine libertà non avrà più alcun significato, credetemi. 
Forse neanche sarà più possibile comporre piccoli editoriali come questo.
Se ancora siete prigionieri del vetusto concetto secondo il quale il controllo di ogni singolo individuo fosse una realtà propria della Unione Sovietica o della DDR (ex Germania dell’Est) in cui la corrispondenza, le comunicazioni telefoniche, le lezioni universitarie, i discorsi sul posto di lavoro come addirittura gli acquisti di medicinali erano azioni attentamente spiate dagli organi orridi di polizia interna, sappiate che state fuori strada. 
Questo genere di controlli non sono mai e poi mai venuti meno. 
Anzi!
 Con l’avvento della tecnologia e del computer si
sono incredibilmente infittiti.
 Esistono sistemi di riconoscimento vocale sofisticatissimi in grado di riconoscere una singola voce tra milioni e milioni parlanti in quel dato momento. 
Ed esistono anche sistemi satellitari in grado di riconoscere un soggetto semplicemente cogliendo dallo spazio un frammento della propria ombra proiettata al suolo terrestre.
 E non è affatto fantascienza. 
Questo genere di apparecchiature ultramoderne sono in grado di tradurre, in tempo reale, i testi dei vostri messaggi mentre li state realizzando digitando sullo schermo del vostro telefonino ed idem quando scrivete al computer: come poggiate un polpastrello sulla tastiera siete già sotto controllo da parte del “cervellone” il quale cataloga tutto e conserva in un archivio di dimensioni immani. 
Tale cervellone è settato in maniera tale da riconoscere in tempo reale anche i termini che state utilizzando e verificarne la “pericolosità”.
 E lì restano le vostre tracce a cui si potrà attingere nel momento in cui un giorno decideste di buttarvi in politica o nel campo della scrittura anti-sistema.
 Proprio così: nel momento in cui doveste diventare abili divulgatori di verità scomode, verrete immediatamente analizzati. 
Scandaglieranno tutto il vostro passato ed andranno a ripescare pensieri vostri scritti su facebook od altri networks anni ed anni addietro. 
Dopodiché scatterà un accanimento su di vuoi sino a ridurvi pubblicamente a zero riducendo a zero anche la vostra credibilità. 
La maggior parte degli individui su questo pianeta nemmeno crede a tutto ciò e liquida questo genere di informazioni come immondizia!
A questo punto urge porsi una domanda, anzi due: per quale ragione è necessario controllare la popolazione sin dentro la propria vita?
 E come poter aumentare di anno in anno tale potere di controllo e di ingerenze nella sfera privata della cittadinanza senza che la stessa cittadinanza si renda conto di stare cedendo a spizzichi e bocconi la propria vita nelle mani di gente infame?
La prima risposta è semplicissima: il cosiddetto “potere” teme di perdere il potere che si è arbitrariamente costruito corrompendo, eliminando,ammutolendo soggetti riottosi e poco inclini ad essere incapsulati.
La seconda risposta è il nocciolo della questione e ci riporta al titolo di apertura.
 Ma qui ci vuole un esempio per comprendere meglio il tutto. 
Se io volessi ridurre una persona sotto controllo non potrei presentarmi annunciando il mio progetto poiché essa si allarmerebbe e farebbe di tutto per inibire la mia azione.
 Ma se io mi presentassi ammantato di perbenismo proferendo discorsi suadenti protesi a carpire la buona fede della vittima prescelta e se mi mostrassi amico, la vittima farebbe abbassare le proprie difese verso di me ed io conquisterei la piena fiducia in breve.  
Successivamente, sempre in virtù della fiducia che mi sono capziosamente conquistata, un bel giorno, le annuncio che grava su di essa una tremenda minaccia. 
La vittima,oltre a mettersi paura, essendo convinta della mia amicizia(confermata dal mio avviso di rischio imminente) si sentirebbe pronta a seguire i miei suggerimenti pur di evitare le conseguenze della minaccia.
 Quindi io potrò prospettare alla vittima il modo in cui agire.
 E lo farei, manco a dirlo, secondo un MIO piano che ellae seguirebbe senza scrupoli. 
Risultato: io gestisco la vittima dal punto di vista delle scelte e la vittima stessa mette in atto i miei consigli senza essere minimamente sfiorata dal sospetto che la minaccia non esista ma che si tratti solo di una mia congettura finalizzata al suo controllo emozionale.
Né più né meno quello che alcuni Stati fanno a danno della popolazione!
 La spaventano parlando di minacce, attendono che aumenti il livello di tolleranza e dopo offrono la soluzione… una soluzione che altro non era che il piano di sottrazione di libertà redatto a tavolino.
 Se necessario,talvolta, grazie alla compiacenza di nuclei violenti artatamente occultati, si può giungere ad inscenare una pantomima in cui qualche povero civile malcapitato perda la vita in un attentato, così da aggiungere una ulteriore dose di terrore nella gente.
 Questo è stato fatto anche in Italia e prese il nome di “strategia della tensione”per l’appunto.
Oggi, che in tutta Europa il clima è rovente e le frizioni sociali sono prossime al limite massimo, il rischio che si verifichino dei colpi di testa è reale.
Come è reale che le forze occulte si stiano già preparando per eseguire qualche messinscena su cui servire qualche cadavere tipo una bomba al mercato, l’omicidio di un magistrato, il sequestro di un politico ecc. 
Questo farebbe sì che lo Stato in cui si dovesse verificare un evento del genere possa trovarsi costretto ad emanare una serie restrittiva delle singole libertà individuali tramite una sfilza di regolamenti tesi a distruggere lo spazio di manovra sociale.
 E ciò aggiungerebbe ulteriore distanza tra la base el’apice, o se preferite, tra le istituzioni e la popolazione. 
Questo scenario, tutt’altro che immaginario, è quanto s’intravede sull’uscio. Sappiate che stiamo andando incontro ad una fase di vere lacrime e sangue. Sottovalutare questo sarebbe da incoscienti.
Le elezioni europee sono alle porte, manca pochissimo. 
I partiti coinvolti si giocheranno tutta la partita su un tema solamente: la moneta unica, insomma, l’euro!
 E già da qualche tempo abbiamo colto anche qualche commento altisonante del tipo “chi vuole abbandonare l’Europa è un criminale” oppure“l’euro scetticismo equivale al terrorismo”… guardate che non sono termini gettati a caso. 
Chi ha un minimo di capacità interpretativa sa bene che questi proclama potrebbero rappresentare un domani, la base per discorsi retorici.7 Attenzione!
In conclusione, rivolgendomi all’ennesimo governo non eletto, dico: “A voi spetta il compito di gestire una situazione critica”.
 Ed è a Renzi che invio il mio accoratissimo appello affinché vigili attentissimamente, che non sottovaluti il benché minimo segnale proveniente dai settori occulti, gli stessi che hanno ridotto l’Italia ad un campo di battaglia, almeno, tra Piazza Fontana e Capaci.

Andrea Signini

http://www.signoraggio.it/popolo-italiano-giu-le-mani-dalle-armi/
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