Datori di lavoro in carcere

Datori di lavoro in carcere

Non stiamo parlando di fantascienza ma di una idea che potrebbe diventare realtà a breve e che oltre a mettere alle strette i datori di lavori contemporaneamente introdurre forti deroghe ai contratti collettivi nazionali, che sarebbero molto depotenziati.
 Secondo Morando perché le riforme possano andare in porto e funzionare il
governo Renzi deve durare almeno fino al 2018.
Si tratta spiega il viceministro dopo che imprenditori e i grandi sindacati, pur con forti contrasti interni alla Cgil, si sono accordati sulle norme di rappresentanza «di fare alla svelta una legge sul salario minimo che preveda il carcere per gli imprenditori che non la rispettino». Per molti si combatterebbe in questo modo, seguendo l’esempio della Germania, quello schiavismo che purtroppo oggi porta molti lavoratori ad accontentarsi di essere sottopagati piuttosto che vedersi portar via il lavoro da chi è disposto a farsi pagare tanto meno fino a rasentare il limite della decenza. 

Potremmo dire che Renzi e suoi rappresentanti al governo a parole sono bravissimi, soprattutto all’avvicinarsi delle elezioni Europee, quello che ci chiediamo è se saranno poi così bravi a mantenere le promesse soprattutto quelle che riguardano la riduzione delle tasse, l’introduzione dell’assegno universale di disoccupazione, del contratto a tutele crescenti, del compenso orario minimo, l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’occupazione fino ad un “tax credit” per le mamme. Al momento l’unica cosa certa è che Renzi ci sembra molto simile a quel personaggio descritto da Collodi al quale gli si allungava spesso il naso… 

Guerriero del Risveglio
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