Banche, il Parlamento Ue approva norme “salva-contribuenti”

Banche, il Parlamento Ue approva norme “salva-contribuenti”

Buone notizie per i cittadini europei.
Il Parlamento dell’Ue ha approvato una serie di norme per garantire che le banche si assumano i rischi di un fallimento piuttosto che fare affidamento sul denaro dei contribuenti. Due testi riguardano la ristrutturazione e la liquidazione delle banche in difficoltà, e un terzo impone che siano le banche, e non i contribuenti, a garantire il rimborso dei depositi correnti fino a centomila euro nel caso, appunto, di fallimento. 
Se andiamo a vedere nel dettaglio, il nuovo sistema di “Bail-in”, introdotto dalle due normative sulla risoluzione delle crisi bancarie, stabilisce che siano i proprietari della banca (gli azionisti) e i creditori (soprattutto i possessori di obbligazioni) a essere in prima linea per assorbire le perdite di una banca, prima che sia fatto ricorso a fonti esterne di finanziamento. Inoltre si impone alle banche di finanziare fondi di riserva per coprire ulteriori perdite dopo che è stato utilizzato il bail-in. 
I Paesi dell’Unione bancaria (tutta l’Eurozona e, eventualmente, chi sceglie di farne parte) condivideranno un fondo unico di risoluzione di 55 milioni di euro, finanziato dalle banche, che sarà creato gradualmente nel corso di otto anni. 
Ai Paesi esterni all’Unione bancaria sarà richiesto di istituire, entro dieci anni, un proprio fondo, sempre finanziato dalle banche, pari all’1% dei depositi coperti. 
Gli eurodeputati hanno a lungo sostenuto che quando una banca naviga in cattive acque, le decisioni che ne conseguono devono essere basate su considerazioni tecniche, mentre alcuni Stati membri avrebbero preferito dare ai propri ministeri delle finanze un ruolo chiave nel decidere come gestire, caso per caso, l’utilizzo del fondo unico di risoluzione bancaria. Il compromesso finale limita in modo significativo la possibilità di esercitare pressioni politiche, al fine di consentire una risposta più equa, rapida e a costi minori alle eventuali difficoltà delle banche. 
L’aggiornamento delle norme Ue sul sistema di garanzia dei depositi obbligherà i Paesi a istituire degli schemi di rimborso per i depositi garantiti (fino a centomila euro), finanziati dalle banche, nel caso la banca in difficoltà non sia in grado di farlo. In tal modo, i contribuenti non dovrebbero sostenere i costi di garanzia di tali depositi. 
Infine, il Parlamento Ue ha dato il via libera a rimborsi più rapidi. L’importo totale del deposito garantito sarà disponibile entro sette giorni lavorativi e una somma di sussistenza (decisa Paese per Paese) entro cinque giorni. I deputati hanno anche inserito clausole che introducono la possibilità che, nel caso un correntista abbia temporaneamente sul proprio conto più di centomila euro (per esempio grazie alla vendita di una casa) tutto o una parte dell’importo in eccesso sia protetto per almeno tre mesi. Insomma, quando vuole il Parlamento europeo si ricorda di rappresentare i cittadini e non istituzioni e banche (Bce in primis).
 Ezzelino
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