Tre giorni di crolli: Pompei e la grande tristezza

Tre giorni di crolli: Pompei e la grande tristezza

Dopo una porzione del tempio di Venere e il muretto di una tomba nella necropoli di Porta Nocera, stamattina è venuta già una bottega lungo via Nola. Allarme dell'Unesco: "Pompei è destinata a crollare"
Tre giorni di crolli. 
Tre giorni che dovrebbero far riflettere sullo stato di salute di quella che dovrebbe essere la prima risorsa economica del nostro Paese: il patrimonio artistico. Tutta colpa del maltempo, la motivazione ufficiale. Fatto sta che il bilancio racconta del crollo di una bottega lungo via Nola, al civico 19, nella Regio V, insula 2. Parliamo, ovviamente, del sito archeologico di Pompei che stamattina ha visto venir giù un altro pezzo di inestimabile valore.
TRE CROLLI - Siamo così a tre crolli in tre giorni dopo il cedimento - nel weekend - prima nel tempio di Venere e poi quello del muretto di una tomba della necropoli di Porta Nocera, prospiciente l'antica strada. Il muretto, alto circa 1,70 m e della lunghezza di circa 3,50 metri, serviva da contenimento del terreno in cui erano state poste le sepolture ed era pertanto costruito contro-terra. 
A scoprire il crollo - spiega Napoli Today - e dare l'allarme è stato il custode di turno stamattina nella zona di via Nola. Il muro, già oggetto di restauro negli anni passati, era contenuto con strutture in ferro e la bottega era chiusa al pubblico. L'area è stata immediatamente interdetta per permettere i rilievi e i primi interventi di messa in sicurezza.
ALLARME UNESCO - Pompei è "destinata a crollare per intero se non si interviene seriamente". E' questo l'allarme lanciato da Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l'Unesco, dopo il terzo crollo in tre giorni avvenuto nell'area archeologica più famosa al mondo. Puglisi ha fatto, inoltre, fatto appello al neo ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, perché "si attivi in tal senso".
"Purtroppo sono situazioni annunciate, non c'è più tempo da perdere dal punto di vista burocratico - ha dichiarato Puglisi - occorre un piano di interventi straordinario che metta in sicurezza l'intera area di Pompei dal punto di vista geologico e geo-idrico perché se questi terreni non hanno un drenaggio forte delle acque piovane è chiaro che Pompei è destinata a crollare per intero. Il problema è ormai della permeabile situazione del sistema idrogeologico che - ha aggiunto - praticamente non tiene più da un lato e non riesce a filtrare più nulla dall'altro per cui l'acqua dove arriva si ferma e di conseguenza quando il sistema idrogeologico è saturo viene giù: l'unica cosa da fare è un intervento straordinario ma su tutta l'area di Pompei, non solo dal punto di vista archeologico, ma anche dal punto di vista idrogeologico: questo è il vero nodo".
Puglisi ha poi proseguito: "Mi auguro che il ministro Franceschini, che è autorevole componente del Governo, riesca ad ottenere un intervento straordinario del genere. 
Dichiarare rammarico e amarezza non serve a nulla, sono cose che sappiamo. Si potrebbe istituire la rubrica "Pompei" sui quotidiani e ogni giorno la riempiremmo con le ultime notizie", ha concluso.
RIUNIONE URGENTE - In seguito ai crolli - si legge in una nota - il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha convocato per domani mattina una riunione operativa sul sito di Pompei. La riunione "servirà ad avere un rapporto esatto sulle motivazioni dei crolli, a cominciare da quello di dicembre 2013, e a verificare l'efficacia degli interventi di ordinaria manutenzione e, complessivamente, a valutare lo stato di attuazione del Grande Progetto Pompei".


http://www.today.it/cronaca/crolli-pompei.html

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