Tagli Irpef, pensionati discriminati con esenzione a 7.550€, dipendenti a 10.500

Tagli Irpef, pensionati discriminati con esenzione a 7.550€, dipendenti a 10.500

Cifoni scrive:
“er i lavoratori dipendenti senza carichi di famiglia – grazie al maxi-sconto
voluto dal governo – dovrebbe salire a circa 10.500 euro, dagli attuali poco più
di 8.000 attuali, mentre per i pensionati resterebbe fissata a 7.500 euro. In
caso di familiari a carico la soglia sarebbe più alta ma comunque differenziata.
E la penalizzazione tributaria per chi ha lasciato il lavoro proseguirebbe ai
livelli di reddito superiore, attenuandosi via via solo in prossimità della
soglia dei 55 mila euro di reddito”.
I calcoli, sottolinea Il Messaggero, restano approssimativi dato che non è
ancora chiaro come sarà attuato lo sgravio di 1000 euro l’anno promesso:
“Già con il sistema attualmente in vigore
l’imposta dovuta dai pensionati, a parità di imponibile, è leggermente più alta.
Prendendo per buona una delle ipotesi che circola in queste ore, cioè che la
detrazione riservata ai lavoratori dipendenti (e solo quella) venga fortemente
aumentata, partendo da una base di 2.400 euro l’anno (invece degli attuali
1.880), la distanza si amplierebbe però in modo notevole, arrivando a
1.200-1.300 euro l’anno per un imponibile Irpef di 20.000-25.000. Ma già a quota
10.000 euro il divario sarebbe più che evidente, con il dipendente che non deve
niente al fisco e il pensionato chiamato invece a versare 732 euro, oltre alle
addizionali che scattano solo nel caso in cui il tributo nazionale non sia
nullo”.
Se l’obiettivo è lo slancio all’economia, sottolinea Cifoni, i pensionati non
dovrebbero essere discriminati:
“Ma la mossa annunciata mercoledì scorso dal presidente del Consiglio ha
anche – e forse soprattutto – un’altra logica: quella di dare slancio ai consumi
interni. E in questa chiave è meno logico distinguere tra contribuente e
contribuente, a meno di supporre che il pensionato abbia una propensione al
consumo minore di quella del lavoratore in attività”.
E la differenza di trattamento potrebbe pesare anche per chi arrivato in età
di pensione dovesse decidere di lasciare il lavoro:
“L’elemento finanziario non è naturalmente l’unico preso in considerazione in
questi casi, ma è un fatto che in particolare per i redditi medio-bassi lo
schema Irpef delineato dal governo avrebbe l’effetto di ridurre di alcuni punti
il tasso di sostituzione netto, ossia il rapporto tra l’ultima retribuzione
percepita e il primo assegno previdenziale”.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/economia/tagli-irpef-pensionati-discriminati-con-esenzione-a-7-550e-dipendenti-a-10-500-1817161/
http://www.signoraggio.it/tagli-irpef-pensionati-discriminati-con-esenzione-a-7-550e-dipendenti-a-10-500/

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