Roma spending review: licenziato l’archistar Fuksas, ideatore della “Nuvola”

Roma spending review: licenziato l’archistar Fuksas, ideatore della “Nuvola”

La “Nuvola” di Fuksas è uno dei più grandi misteri della Capitale. Già,
perché in pochi sanno che cosa sia veramente e chi la stia
finanziando. Opera pubblica? Privata? Palazzo Congressi? Opera
architettonica? A che cosa servirà? Tutti hanno sentito parlare di
questa fantomatica “Nuvola” per anni ma nessuno la saprebbe
descrivere o rappresentare ipoteticamente. Forse ci potrebbe riuscire
un architetto, un addetto ai lavori. Ma un romano medio sa solo che
sta costando un “sacco di soldi”.

Nessuno sa con precisione quand’è iniziato quel cantiere sulla
via Cristoforo Colombo, strada che migliaia di cittadini percorrono
per andare a lavoro e tornare a casa. E’ impossibile non aver
osservato il cantiere almeno una volta. È sempre lì, da anni.
Qualcuno è quasi convinto che la “Nuvola” ci sia da prima
della Colombo, buttato là da migliaia di anni come il Colosseo.
Altri potrebbero addirittura pensare che forse il nuovo Centro
Congressi di Roma abbia volutamente l’aspetto di un cantiere, primo
esemplare di un’architettura futuristica e avanguardista. E invece
no. Quel cantiere è il simbolo dello spreco, della lentezza
burocratica, dall’incapacità tricolore.

Era il 1998 quando si decise di scegliere un architetto che
guidasse i lavori per la costruzione del nuovo Centro Congressi di
Roma e d’Italia. A vincere fu Massimiliano Fuksas, archistar di fama
mondiale, che dunque fu nominato direttore dei lavori. Fu lui che,
dopo 6-7 anni di progetto, pensò che il Centro Congressi dovesse
avere le sembianze di una mega struttura da 55mila mq, fatta di
acciaio e vetro, alta 40 metri, larga 70 e lunga 175, al cui interno
ci sarebbero state sale conferenza, aree commerciali, un albergo e,
soprattutto, la sala-auditorium (“la Teca”), che sarebbe
stata costituita da un contenitore a forma di nuvola, ricoperto da
una membrana di fibra di vetro e silicone, per dare la sensazione che
galleggiasse all’interno della teca stessa. A Eur SPA (che si sarebbe
occupata materialmente dei lavori) il progetto piacque e nel 2007 fu
posata la prima pietra, davanti ad un soddisfatto Walter Veltroni,
allora sindaco della città. Da qui è iniziato un incubo.

Inizialmente l’opera sarebbe dovuta costare 130 milioni di euro
ma, tra un appalto ed un altro, in perfetto stile “italiota”,
si è arrivati ad una spesa di 273 milioni, praticamente più del
doppio del preventivato. Cifre enormi e a carico dello Stato. L’Eur
SPA è per il 90% controllata dal Ministero dell’Economia e delle
Finanze, mentre il rimanente 10% è in mano al Comune di Roma. Tanti
soldi e neanche ci sono. Per completare l’opera (attualmente all’80%
della sua realizzazione totale) servono 70-100 milioni. E allora ecco
che, lo scorso dicembre, l’ex governo Letta ha deciso di prestare 100
milioni all’Eur SPA, restituibili in 30 anni. Ora gli addetti ai
lavori hanno dichiarato con sicurezza di poter completare l’opera
milionaria entro fine anno. E senza Fuksas, che nel frattempo è
stato licenziato.

Ebbene sì: l’archistar Fuksas è stato sollevato dall’incarico da
parte di Eur SPA. Perché? Costa troppo, davvero tanto. Iniziamo
subito col dire che Fuksas ha trovato la massima disponibilità e
dialogo durante l’amministrazione di Gianni Alemanno. Ma con l’arrivo
di Ignazio Marino le cose sono cambiate. Non c’è mai stato feeling
tra i due, mai un incontro (Fuksas dice di non essere mai stato
invitato alle ultime riunioni). Ma antipatia/simpatia a parte, il
vero motivo della cacciata di Fuksas risiede nel suo compenso.
Secondo i dati forniti da Eur SPA, l’architetto avrebbe percepito 4,5
milioni dal 2008 al 2013: 1,8 nel 2008, 2,15 nel 2011, 611 mila euro
nel 2013. Ma in totale, partendo dal 2001 e considerando i costi di
progettazione, Fuksas avrebbe guadagnato circa 20 milioni di euro.
Non male come “stipendio”.

In un’ottica di spending review, è certamente inaccettabile.
Ancor più se pensiamo che Roma sia stata (e probabilmente lo sarà
nuovamente a dicembre prossimo) ad un passo dal default, dal
fallimento. Il Salva-Roma 3 del governo Renzi ha permesso alla
Capitale di ottenere soldi per permetterle di chiudere il bilancio
2013 e di aprire quello del 2014. Nella fattispecie, a Marino
servivano 485 milioni di euro. L’idea era quella di recuperare
crediti che in passato erano stati girati dalla “gestione
ordinaria” a quella “commissariale”. Dal 2008,
infatti, c’è un Commissario che controlla la copertura del debito
della Capitale, pari a circa 12 miliardi di euro, accumulato dalle
vecchie amministrazioni. A causa di questo debito, Roma deve versare
circa 500 milioni. L’idea, già presente nel Salva-Roma di
Letta, era quella di permettere alla Capitale di non pagare il
Commissario, così da recuperare denaro utile da spalmare sui bilanci
2013 e 2014. E alla fine è stato deciso così.

Una città che deve stare attenta ai centesimi, che non ha soldi
per far circolare i propri autobus, si può permettere di pagare
milioni e milioni di euro per un architetto? Evidentemente no. Certo,
è brutto “cacciare” Fuksas all’80% del completamento, ma
non c’è stata soluzione. In realtà, una proposta all’architetto era
arrivata: lavorare gratis soltanto per il 2014. Probabilmente Fuksas
non sarebbe andato in rovina, ma è comprensibile perché un
architetto della sua fama abbia rifiutato questa ipotesi. Peccato
comunque non aver trovato un compromesso civile.

Ora Fuksas probabilmente intenterà azioni legali, così da
provare a togliere altri liquidi dalle casse statali (e comunali).
Chiede Fuksas: “Si può finire un’opera senza chi l’ha
realizzata? È come se ad un certo punto mi avessero detto: abbiamo
capito com’è, ora ci pensiamo noi”. Tra l’altro è convinto che
la “Nuvola” non sarà mai completa per il 2015. Ma ad Eur
SPA poco importa. Esternamente l’opera è completa. Mancano gli
interni e la strumentazione tecnica: altoparlanti, video, sistemi di
sicurezza. A detta di Eur SPA: “I tempi di consegna saranno
rispettati e da qualche mese i lavori vanno spediti rispetto al
passato”.
Ai posteri l’ardua sentenza.
fonte: http://it.ibtimes.com/articles/63836/20140314/fuksas-nuvola-eur-roma-architettura-marino.htm

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