Parioli, baby squillo: «Sul web ci davano i voti come alle auto»

Parioli, baby squillo: «Sul web ci davano i voti come alle auto»

Prosegue l’nchiesta sulle baby
prostitute dei Parioli.
Sono state proprio loro, interrogate dal
giudice il 5 febbraio in sede d’incidente probatorio, a raccontare
alcuni particolari dei loro incontri.
«Ci trattavano come
macchine», ha detto una delle ragazzine agli inquirenti riferendosi
all’abitudine dei clienti di recensirle sul web.
E al gip una di
loro ha spiegato: «Chiedevamo sempre di non avere ragazzi troppo
giovani, per il fatto che magari li potevamo conoscere.
Cioè, tipo
di 18, 20 anni no, perché magari li potevamo conoscere. 

Questa era
l’unica nostra preferenza».
Ai clienti hanno sostenuto di aver
sempre detto di essere maggiorenni: «Anche se mi è capitato che
qualche cliente mi dicesse, vedendo le forme, ‘Ma sei sicura?
Sembripiù grande’. 
Noi più che altro ci mettevamo i tacchi e ci vestivamo
più elegante possibile per sembrare più grandi.
Quando poi abbiamo
visto che ad alcuni clienti non gliene fregava niente, ci vestivamo
normali.

Ci truccavamo ma in modo normale.
Io mi ero fissata in testa
come se avessi proprio 18 anni, dentro di me non avevo più 15 anni,
facevo come mi pareva».

E poi, parlando di Mirko Ieni che aveva
affittato l’appartamento e organizzava gli incontri: «Ci pressava e
ci condizionava, ci trattava un po’ come delle macchine.
Per lui
dovevamo esserci sempre, tutti i giorni, non voleva perdere i soldi,
diceva che gli servivano i soldi per varie cose.
Perché alla fine
noi due eravamo l’unica sua fonte di guadagno».
Nel filone d’inchiesta è finito
anche Mauro Floriani. 

Il marito dell’onorevole Alessandra
Mussolini rischia il giudizio immediato: il dirigente di
Trenitalia ed ex ufficiale della guardia di finanza ha ammesso
di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con una delle due
minorenni romane sia pur negando di essere consapevole della sua età.
Come spiegato il 15 marzo dal Corriere della Sera, lunedì 17 sono
previsti gli interrogatori di almeno una decina di uomini
rintracciati attraverso intercettazioni telefoniche e tabulati.
Anche loro indagati per
sfruttamento della prostituzione per aver frequentato l’appartamento
dei Parioli a Roma, dove Angela e Aurora – così si facevano chiamare
- prendevano dai 100 ai 300 euro a prestazione.

Ragazzine gestite
da «sfruttatori» adulti, ma talvolta anche autonome nel rispondere
alle richieste di chi le aveva contattate dopo aver letto il loro
annuncio «postato» sul sito internet «bakekaincontri».

fonte: http://www.lettera43.it/cronaca/parioli-baby-squillo-ci-trattavano-come-macchine_43675124761.htmhttp://www.signoraggio.it/parioli-baby-squillo-sul-web-ci-davano-i-voti-come-alle-auto/

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