Oro:il lingotto torna a volare

Oro:il lingotto torna a volare

Quel ‘sì’ alla Federazione russa, arrivato
al 96,6%, è il dato al quale tutti guardano. 

Lo osserva la Russia
che, per mezzo del suo parlamento, si dice già pronta ad un’adesione
“in tempi brevi”. Lo osserva l’Unione europea, insieme agli
Stati Uniti, con le sanzioni per Mosca date come in dirittura
d’arrivo. Il dato della consultazione, tuttavia, è stato
attentamente osservato anche da tutti gli investitori in generale e
questo, giocoforza, ha avuto ripercussioni su più di un segmento di
mercato.
Come sull’oro, ad esempio, che ha riconquistato in poco tempo
quella targhetta di “safe haven” finanziario che tanto
bruscamente aveva perso durante lo scorso anno. Un ‘improvviso’
ritorno di fiamma per quell’amante degli investitori che tanto
cinicamente era stato ‘scaricato’ dopo i momenti più bui della crisi
mondiale. La ripresa del metallo prezioso, ad onor del vero, è un
lento ma costante cammino iniziato agli albori del 2014. I minimi
registrati alla fine del dicembre dello scorso anno (1189 dollari per
oncia) hanno sancito il ritorno ad una discreta ‘appetibilità’ del
metallo prezioso (che a fine febbraio viaggiava già sui 1326
dollari).
Eppure la crisi ucraina sembra aver dato la giusta – sostanziale -
spinta ad una ripresa che, altrimenti, sembrava poco più che
fisiologica.
 Milletrecentonovantadue dollari per un’oncia: questo il
picco segnato sull’onda ucraina, un +17% dal dicembre 2013, +5% dal
mese precedente.
I manager degli hedge fund sono tornati a puntare sulle commodity
(con un discorso a parte da fare sul grano) ed in particolare
sull’oro.
 Una scommessa, la loro, che ha portato il metallo prezioso
sui massimi degli ultimi sei mesi.
 Mentre i listini bruciano i
guadagni accantonati da inizio anno, la fiducia nell’oro (o meglio la
sfiducia nelle altre classi di investimento) torna protagonista: il
mercato sta comprando il metallo prezioso al ritmo più sostenuto
dall’ormai lontano 2007.
 Una ‘safe haven bid’, così viene descritta
la scommessa messa in atto dagli investitori sul lingotto.
 “Fintanto
che queste forze [la situazione ucraina, N.d.R.] rimangono in
allerta, continueranno a creare tensione e questo è desiderabile per
il mercato dell’oro”, ha commentato lo specialista sui Futures
di Citigroup, Sterling Smith.
 L’evoluzione dello scenario ucraino,
ovviamente, ha già portato a qualche ‘inciampo’ nelle quotazioni:
movimenti (come il rimbalzo sopra la linea dei 1370 dollari) che sono
facilmente inquadrabili in alcune, momentanee, prese di profitto da
parte dei trader.
 In generale, come dicevamo prima, la ripresa delle
quotazioni nel breve-medio termine sembrerebbe possa essere solamente
in parte figlia della situazione ucraina (che, comunque, sicuramente
concorre nell’aumentare la sfiducia nei mercati). 
L’oro sfrutta gli
attimi di tensione in Crimea per prezzarsi meglio ma la sua ascesa
dagli inferi va oltre lo stallo politico in questione. 
La caduta
delle posizioni short sui contratti futures (-20% dallo scorso
ottobre) e la recente crescita di quelle long (+4% nell’ultima
settimana) sono sintomatiche di un grande trend in atto, spiegano i
dati della Commodity Futures Trading Commission statunitense (CFTC).
Non riguarda solo la Russia, insomma.
 E’ una risposta, ad esempio,
all’ancora poco convincente ‘rinascita’ statunitense (“La storia
del Tapering non è ancora finita”, commenta ironicamente un
analista della Mitsubishi Corp.).
 E’ un’alternativa a quei Treasury
Bond che, similmente al metallo prezioso, vengono visti come
strumento sicuro in quei momenti di ‘caos’ dei mercati.
 L’oro ha
guadagnato nuovamente appetibilità, ad esempio, anche nell’ottica
delle paure di una crescita economica cinese decisamente ‘sottotono’.
“Tra i timori sull’economia cinese e le tensioni geopolitiche
tra Russia ed Ucraina – commenta Eugen Weuinberg, a capo della
“Commodity Research” di Commerzbank – l’oro è richiesto
come ‘porto sicuro’”. 
Il metallo prezioso, poi, ha sicuramente
sfruttato il momento d’oro (è il caso di dirlo) dell’euro-forte
(destinato, prima o poi, a sgonfiarsi anch’esso). 
Molteplici fattori,
alcuni in trend da mesi; altri, semplicemente, ‘novità’ passeggere
primaverili che sono confluite in un unico movimento sfruttato dal
metallo prezioso per la sua ‘rinascita’.
Il prezzo spot, ora sulla linea dei 1380 dollari, sembra aver -
per il momento – retto le prime ondate di prese di profitto.
 Molti
analisti hanno inquadrato come area chiave per sostanziosi movimenti
al rialzo (così come quelli simmetrici al ribasso) la forchetta di
valori tra i 1375 ed i 1377 dollari. 
Un livello chiave che, secondo
alcuni, potrebbe – nel medio termine – orientare le quotazioni verso
quel ‘paradiso’ toccato, alla fine del mese di agosto 2013, a quota
1433 dollari per oncia.
 Queste le carte in tavola. Per ora gli
investitori sembrano aver fatto ‘pace’ con il metallo prezioso: una
‘tregua’, una rifondata fiducia, che tanto sta facendo bene alle
quotazioni del ‘bene rifugio per eccellenza’.



fonte: http://it.ibtimes.com/articles/63912/20140317/oro-quotazioni-porto-sicuro-bene-rifugio-prezzi-usa-ucraina-europa-russia-investimenti.htm

http://www.signoraggio.it/oroil-lingotto-torna-a-volare/

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