Nuova promessa disattesa da Renzi sulle tasse

Nuova promessa disattesa da Renzi sulle tasse

Durante la conferenza stampa avvenuta al termine del Cdm è stato così costretto ad ammettere che ci sono stati degli argomenti di cui non ha potuto parlare e per farlo, in maniera molto innovativa e divertente ha utilizzato delle slide tra le quali una chiamata i “provvedimenti di cui NON parliamo oggi” perché il premier spiega: “Il prossimo semestre l’Italia guiderà l’Europa e pensiamo che sia assolutamente fondamentale non solo lavorare per cambiare l’Europa ma partire dal cambiare noi stessi. Confermo per l’ennesima volta – aggiunge – che nei prossimi 100 giorni faremo una lotta molto dura per cambiare ad aprile la Pubblica amministrazione, a maggio il fisco e a giugno la giustizia, provvedimenti che non fanno parte, non fanno parte del pacchetto di oggi”.
Tante belle parole e iniziative divertenti che non portano però nulla di concreto né per la diminuzione delle tasse per i lavoratori né tantomeno per gli imprenditori. Il problema, che anche in questo caso noi avevamo sottoposto anche quando a parlare in maniera entusiasta della riduzione del cuneo fiscale era Alfano, sono le coperture finanziarie che chiaramente non ci sono.
Ancora una volta quindi Renzi è caduto vittima di quel porsi ‘obiettivi’, che come spiega bene Marra nei suoi scritti, non possono mai essere raggiunti e così come sempre non può che confermare la sua figura di ‘Pinocchio’ che promette sempre e poi non mantiene quasi mai quanto detto.
Ciò che, se non fosse per la critica situazione economica che ci troviamo ad affrontare, ci farebbe sorridere è comunque quella capacità che ha avuto di autocelebrarsi comunque nonostante le sconfitte attraverso quelle famose slide nelle quali ogni tanto comparivano scritte buffe come “E io pago (finalmente)” riferendosi a quella che lui definisce come una sua vittoria personale che dovrebbe portare al futuro sblocco del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione.
Ultima nota di colore su quel premier che ormai crediamo viva in ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’ è la sua certezza nel rivendicare il presunto successo ottenuto con il varo dell’Italicum, ribadendo: “Mai più larghe intese. E’ una rivoluzione impressionante per l’Italia. Con questa legge elettorale c’è un cambio culturale”. Peccato che a salvarlo se non fossero stati i Ministri e i Sottosegretari ora dovrebbe essere davanti ad una slide con la scritta ‘mea culpa’ …


Guerriero del Risveglio

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