Nell’est Europa si incrina il fronte anti Mosca

Nell’est Europa si incrina il fronte anti Mosca

Ad incrinare il fronteanti russo, la decisione dell’Armenia di riconoscere come valido il referendumdi Crimea. La scelta di Erevan ha provocato la stizzita reazione dell’esecutivodi Kiev che, tramite il ministero degli esteri, ha
richiamato il proprio ambasciatore, esprimendo “profonda preoccupazione” per la posizione armena.

Anche la Bulgaria, puressendo parte dell’alleanza Nato, ha espresso posizioni non completamente allineate al diktat occidentale, rendendo noto tramite il premier PlamenOresharski, che potrebbe porre il vetoin seno all’Ue contro eventuali sanzioni economiche troppo pesanti a danno dellaRussia. Al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, Oresharski ha dichiarato:”In questo mondo tutto è possibile”, non escludendo la possibilitàche Sofia ponga il veto su sanzioni troppo dure: “È necessario cercare unasoluzione della crisi che sia accettabile per tutte le parti: Ue, Ucraina eRussia”.

Anche l’Ungheria ha resonoto di non avere intenzione alcuna di raffreddare le proprie relazionieconomiche con la Russia. Su questa decisione del premier Viktor Orban, fino apochi mesi fa uno dei più accessi detrattori della Russia e di Putin, hasicuramente giocato un ruolo chiave il recente accordo economico siglato conMosca in merito all’approvvigionamento energetico. Occorre, infatti, ricordareche nel Paese quasi l’80% della fornitura di gas proviene da Mosca ed ilgoverno Orban ha siglato un accordo, malgrado le critiche dell’opposizione, da10 miliardi di euro con i russi per l’ampliamento della centrale nucleare diPaks. Per l’Ungheria, dunque, l’intesa conclusa con Mosca sulla costruzione di una nuovo centrale nucleare “non si tocca”, così, ha ripetuto inmaniera netta il premier Orban, al termine del vertice europeo sulla crisi ucraina.

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