Luca Casarini, finalmente ha sublimato!

Luca Casarini, finalmente ha sublimato!

Il testo che
segue altro non è che la fedele trascrizione di quanto l’attivista veneziano
Luca Casarini (Venezia, 8 Maggio 1967) ha rilasciato per la trasmissione “Virus”,
in onda su Rai 2, al conduttore Nicola Porro. 
Nelle sue parole (del Casarini,
ovviamente) affiora, in purezza, tutto lo stile del risvegliato.
 E allora diamo
il nostro bentornato sul Pianeta Terra all’amico – perché d’ora in poi così
possiamo indentificarlo – Luca Casarini. 
Ironie a parte, egli punta il dito
accusatorio sulle macerie di quell’accozzaglia che alcuni si ostinano a
definire “sinistra”.
 O per meglio dire, sarebbe bene offrire, sin d’ora, una
nuova collocazione: “modello progressista”.
 Dove di progressivo non vi è nulla
al di fuori dell’afflato col mondo dell’alta finanza, lo stesso che da un paio
di lustri a questa parte sta letteralmente incapsulando il futuro nostro e
delle generazioni a venire grazie proprio all’inaugurazione di un modello
politico sconcio, irriverente e truce a tuttotondo.

Dice il Casarini
che “I veri sfruttati di oggi sono un
esercito di lavoratori e lavoratrici che stanno a partita iva, a progetto, a
cottimo, ad intermittenza, a prestazione… di questi non si occupa nessuno anche se, in realtà, essi/e sono il cuore della produzione e sono il cuore del lavoro capitalistico moderno. 
Una persona che ha bisogno di soldi per pagare un
affitto, una bolletta della luce è disposta ad accettare qualsiasi proposta di
lavoro con qualsiasi tipo di paga perché presa per la gola.
 Tenerle invisibili serve a questo!
 Sulla condizione di questi soggetti (parliamo di milioni e
milioni di persone fruttate) la SINISTRA ha delle colpe gigantesche. 
Essa ha costruito l’immagine secondo cui il lavoro è solamente quello di fabbrica, solo quello a tempo indeterminato e solo quello dove ci si può iscrivere ad un sindacato.
 La tassazione
che viene applicata su quel tipo lavoro, è una tassazione assurda; una
tassazione che serve ad abbassare il salario in realtà.
 Non certo a distribuire il peso del costo dei servizi
per tutti
. Credo che una delle più odiose tasse sia l’aliquota di prelievo per
la pensione, ad esempio, poiché si sa già che “tu” non l’avrai mai. 
Prendiamo l’IRAP.
Un’imposta sulle tue attività produttive, cioè tue nel senso che sei un/a
lavoratore/ice individuale. Ma ti imbrogliano facendoti credere che sei un/a
piccolo/a imprenditore/ice. Ma non esiste piccola impresa senza dipendenti. Pertanto
tu sei solamente un/una piccolo/a operaio/a che ha una partita iva perché costretto/a
ad averla. A me interessano le fasce più deboli perché, sinceramente, di cosa
succeda al patrimonio di Berlusconi [ma anche a quello di De Benedetti, di
Bernabè – uomo bilderberg – NDA] non me frega niente. Il vero problema è quello
che succede a quelle persone come me e a quelle a partita iva. A quelle persone
che non hanno soldi e fanno fatica a tirare avanti difronte al giogo del
rapporto fiscale come quello attuale. Io penso che sia importante ragionare
anche su forme di obiezione fiscale. Perché è un modo, anche, politico e
pubblico di definire, a volte, il nero. I gioiellieri che guadagnano meno dell’operaio
di Pomigliano? È semplicemente ridicolo. Ma io non sto parlando dei gioiellieri
in quanto tali, sto parlando di una moltitudine di persone che sono costrette a
lavorare in nero perché, se lavorassero rispettando le regole attuali dovrebbero
versare tutto quello che guadagnano, o la stragrande maggioranza degli incassi,
allo Stato. Se ci riduciamo a fare la campagna episodica sul ricco, e poi
permettiamo che EQUITALIA diventi sostanzialmente un’agenzia di investigazione
e di punizione per tutti coloro i quali hanno la partita iva, vuol dire che non
serve a niente: il ricco, comunque sia, non ha cambiato la sua posizione per
una singola visita della finanza, ma i poveri si suicidano”.

Bravo Casarini,
hai onestamente riscosso il nostro plauso.

Andrea Signini

http://www.signoraggio.it/luca-casarini-finalmente-ha-sublimato/

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