La Libia sull’orlo della guerra civile

La Libia sull’orlo della guerra civile

Zeidan, uomo vicino
all’Occidente, ha lasciato la Libia a bordo di un jet privato che, secondo
quanto riferito dalle autorità maltesi, ha fatto tappa nell’isola, nonostante
il divieto di espatrio spiccato dalla procura di Tripoli che ha aperto un fascicolo a carico dell’ex premier
per corruzione. Intanto, la petroliera carica di greggio “illegale”, che
potrebbe essere stata affittata da un Paese del Golfo, ieri è sfuggita alla
marina libica ed dal porto di Sidra,
in Cirenaica, ha raggiunto le acque internazionali. E resta un mistero quale
sia la sua destinazione.

Si tratta del primo carico di greggio (350mila barili per
un valore di 36 milioni di dollari) venduto dalle milizie che non riconoscono
il governo di Tripoli e che chiedono maggiore autonomia dalla capitale e più
profitti dalla vendita del petrolio. Nei mesi scorsi, infatti, la
Cirenaica ha proclamato la propria indipendenza. L’esecutivo ha provato a
fermare il carico facendo intervenire la marina che ha aperto il fuoco contro
la nave, ma senza riuscire a impedirle di forzare il blocco e di riparare in
acque internazionali. È stata la “manifesta incapacità” di Zeidan in questa
delicata situazione a decretare la fine del suo mandato dopo meno di un anno. Il nuovo primo ministro Thani ricoprirà la
carica per 15 giorni, entro i quali sarà formato un nuovo governo. Inoltre, il
Parlamento ha indetto le elezioni politiche entro tre mesi.

Dal 2012 la città di
Sidra, nella Libia orientale, e i suoi terminali in cui arriva il petrolio
della Cirenaica sono nelle mani di milizie armate che da tempo tentano di
gestire la vendita del greggio e con la Morning Glory pare ce l’abbiano fatta,
creando un pericoloso precedente. Il
governo centrale non ha il controllo su tutto il territorio e dalla fine del
regime di Gheddafi, nel 2011, i gruppi di ex ribelli hanno preso piede nel
Paese e rivendicano una fetta dei profitti delle enormi risorse minerarie
libiche. Hanno bloccato le esportazioni di greggio, gettando la Libia
sull’orlo della bancarotta: l’occupazione degli impianti estrattivi e degli
oleodotti, oltre che dei porti petroliferi della regione orientale, hanno fatto
calare drasticamente la produzione da 1,4 milioni di barili al giorno dello
scorso luglio a 375mila. Nelle
ultime settimane anche la capitale è stata teatro di azioni intimidatorie delle
milizie di ex ribelli che tre anni fa hanno partecipato alla battaglia contro
Gheddafi e che però non hanno deposto le armi, continuando a seminare
instabilità nel Paese. Sono arrivate persino ad occupare il
Parlamento e la Tv di Stato. Dal canto suo, il governo non è stato capace di
disarmare questi gruppi e in alcuni casi se n’è avvalso per garantire la
sicurezza nella capitale e in altre città.


Fonte: http://nena-news.it/
fonte: nena-news.globalist.it
http://www.signoraggio.it/la-libia-sullorlo-della-guerra-civile/

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