Il vero volto dell’esercito israeliano tra brutalità e terrore

Il vero volto dell’esercito israeliano tra brutalità e terrore

by tiziano bruni
Calare nella notte sui villaggi, irrompere nelle case e
seminare il panico. Questa è la routine delle “operazioni di detenzione”,
nome che l’esercito d’Israele ha dato ad una specifica serie di azioni
che porta a termine in Cisgiordania da anni, nonostante il pressoché
totale silenzio internazionale.
 A parlarne è, su Haaretz,
quotidiano israeliano, Gideon Levy, editorialista che molto
sarcasticamente ha definito le forze armate di Tel Aviv “l’esercito più
morale del mondo”.
Sulla carta – spiega -, questi interventi simili a veri e propri raid
servono a sorprendere soggetti ricercati così da poterli arrestare o,
nel caso venga incontrata una particolare resistenza, eliminare. 
Nella
realtà dei fatti però le “operazioni di detenzione” si rivelano
più che altro uno “strumento del caos”, un’arma utilizzata cioè per
seminare il terrore tra gli abitanti della Cisgiordania e per ricordare
loro chi comanda, militarmente, nella regione. 
All’incirca un
mese fa, ad esempio, a Bir Zeit l’esercito di Tel Aviv è intervenuto
radendo al suolo la casa dove si nascondeva – secondo i militari armati
di fucile -, un ragazzo palestinese membro del Fronte Popolare di
Liberazione della Palestina, ricercato perché sarebbe stata sua
intenzione “organizzare un attentato nel prossimo futuro”, militari
dixit.
 Peccato che, oltre a non presentare alcuna prova rispetto alle
loro affermazioni, quella stessa casa fosse abitata anche dal resto
della famiglia del giovane, fortunatamente non presente quando
l’esercito palestinese gli ha prima lanciato contro un missile anticarro
per poi completare l’opera buttandola giù e distruggendola
completamente con un bulldozer.
Secondo quanto scrive Levy, “questo è il modo in cui agisce
l’esercito più morale del mondo, e come crede di dover agire”,
sostenendo inoltre che non conosce nessun altro modo per “arrestare un
giovane palestinese se non ammazzarlo con un missile anticarro per poi
distruggere l’abitazione della sua famiglia”.
 Ma le violenze
continue e reiterate, di cui per altro molti cittadini israeliani non
hanno o sembrano non avere percezione, convinti strenuamente della
validità e correttezza del loro esercito, spesso colpiscono anche
bambini.
 A riportare di questa eventualità è stato il rapporto Trigger Happy
pubblicato ad inizio mese da Amnesty International: le forze armate di
Tel Aviv, secondo quanto scritto nelle 87 pagine che componevano lo
studio, sono colpevoli di un “sostanziale aumento” della violenza nei
confronti dei palestinesi.
 Violenza che, nella maggior parte dei casi –
25 civili uccisi dal 2011 al 2013 -, non viene punita adeguatamente a
causa di una patina di impunità garantita dai funzionari israeliani.
Ovviamente quest’ultimi si sono affrettati a respingere con sdegno
quanto sostenuto dalla ONG, confermando l’effettiva impennata degli
episodi di violenza ma ascrivendoli ad una maggior formazione di
manifestazioni e proteste in Cisgiordania.
Anche per questo, Israele ha dimostrato ancora una volta quel tipico
atteggiamento che si può trovare, senza troppe differenze, nel loro
grande alleato storico, gli Stati Uniti.
 Tel Aviv, infatti, è
sempre pronta a condannare gli atti di terrorismo dei palestinesi, così
come punta il dito contro la brutalità che si sta consumando in Paesi a
lei vicini (come ad esempio la Siria).
 Eppure, proprio come Washington,
non è mai disponibile a guardarsi allo specchio facendo un mea culpa,
nemmeno quando durante una manifestazione, tenuta per lo più da giovani e
ragazzi palestinesi armati di pietre, un quindicenne muore perché
raggiunto da un proiettile israeliano sparato da una considerevole
distanza e mentre si trova di spalle al suo assassino.
 Stesso
destino, scrive ancora Levy, “toccato anche a Budrus Samir Award,
ennesimo giovane la cui vita è stata stroncata da un dito che ha premuto
su un grilletto davvero troppo facile, morendo senza alcuna ragione”.

fonte: http://it.ibtimes.com/articles/64024/20140319/israele-palestina-operazioni-detenzione-morti-cisgiordania-amnesty-international.htm#ixzz2wQCbpa2o
http://www.signoraggio.it/il-vero-volto-dellesercito-israeliano-tra-brutalita-e-terrore/

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