Fondazione MPS: cosa c’è dietro la ‘vendita lampo’ da 1,4 miliardi di azioni (BMPS)?

Fondazione MPS: cosa c’è dietro la ‘vendita lampo’ da 1,4 miliardi di azioni (BMPS)?

by tiziano bruni
Più che di un addio, ad esser precisi, si tratta di un distacco ‘parziale’: la cessione di 1,4 miliardi di azioni (11,98%
dell’istituto) è quel decisivo passo che tutti gli investitori
attendevano ormai da mesi. 
Uno step fondamentale ma che, tuttavia,
lascia nelle mani della fondazione ancora il 15,07% di BMPS.
Il mese di marzo, per il Monte dei Paschi di Siena, sembrava
potersi sviluppare in un contesto di ‘relativa calma’. Lontano dalle
turbolenze interne passate, innescate per il rinvio dell’aumento di
capitale, nonché dalle prossime grandi manovre da mettere in atto (a
maggio), le azioni di Rocca Salimbeni viaggiavano sulla placida linea
dei 18 centesimi di euro per azione. 
Poi la fiammata improvvisa,
sostanziosa: il 5 marzo corrono i rumor circa la vendita, da parte
della Fondazione, di una quota tra l’8 ed il 12%. Basta
l’indiscrezione, non serve l’ufficialità, ed ecco che le quotazioni
schizzano a quota 22 centesimi di euro (in rialzo di oltre 20
punti percentuali dall’inizio del mese).

Ma non solo: la mancanza di ufficialità, che inizialmente lima le
quotazioni sulla linea dei 21 centesimi di euro, innesca un
‘perverso’ gioco al rialzo. Più passano i giorni, con la Fondazione
che conferma di essere sul punto di fare il passo decisivo ma che
ancora non procede, più le quotazioni salgono. La seduta del 18
marzo apre sui €0,24 per azione (+37% da inizio mese) e
chiarisce immediatamente l’impostazione della giornata: verso le
14:00 si è già sopra la linea dei 25 centesimi (+2,65%
dall’apertura, oltre il 6,5% del capitale passato di mano).

Cosa spinge al rialzo? Sempre, ovviamente, i rumors legati
alla Fondazione. Proprio quella Fondazione oberata dai debiti
con le banche (eredità delle operazioni dell’estate 2011): 340
milioni di euro, già parzialmente ridotti con le vendite (€85
milioni) operate a partire dal mese di gennaio, che sono riusciti a
paralizzare Palazzo Sansedoni e – di riflesso – la banca senese tutta
ed il suo aumento di capitale. Le azioni, dunque, correvano perché -
con l’approssimarsi della fine di marzo – sembrava sempre più certo
il collocamento di una parte (sostanziosa) della quota in mano alla
Fondazione. Inglesi, americani, altre Fondazioni (come
Cariplo, Cariverona, Carifirenze e così via, per quote sotto il
5%) e addirittura fondi sovrani mediorientali: i probabili
acquirenti di certo non mancavano. Si attendeva, insomma, solo
l’ufficialità della mossa. E così è stato.

A mercati chiusi, Palazzo Sansedoni è passata dalle parole ai
fatti. Con Morgan Stanley nella veste di coordinatore, la
Fondazione ha avviato una procedura di Accelerated Book
Building dalla portata di 1,4 miliardi di azioni. La vendita,
Inizialmente fissata all’8,5% del capitale, è stata poi ritoccata
fino all’11,98% finale. Il prezzo di collocamento, che i rumors
fissano tra i 0,2337 ed i 0,239 euro, porta ad un totale che oscilla
tra i 327 ed i 335 milioni di euro e, questo, permette di fare due
precisazioni. La prima, la più ovvia, è il confronto con il prezzo
di carico della Fondazione: 24 centesimi di euro per azione che,
con lo sprint delle quotazioni di marzo, quasi coincidono con il
prezzo di vendita. Una ‘vittoria’ per la Fondazione che riduce così
al minimo le minusvalenze da iscrivere a bilancio. La
seconda osservazione, poi, ce la suggerisce direttamente Palazzo
Sansedoni con un suo comunicato: “Il ricavato delle vendite è
prioritariamente destinato alla totale estinzione del debito residuo
nei confronti dei creditori finanziari”. Quei 255 milioni di
euro di debiti, dunque, sono stati del tutto stracciati. La mossa,
tra opportunismo e necessità, porta “la quota detenuta dalla
Fondazione MPS nella Banca Conferitaria (…) al 15,07%”.

Ma chi si è posta come controparte dell’affare? Principalmente
fondi esteri, dicono i salotti finanziari. Il Monte dei Paschi,
negli ultimi tempi, avrebbe riguadagnato un certo appeal sugli
investitori esteri che, a questo punto, non si sono fatti sfuggire
‘l’affare’. Dalla JC Flowers alla Blackstone, i ‘sospettati’
abbondano e non si fermano al suolo americano. Alle porte, ad
esempio, ci sarebbero anche fondi medio orientali come la Qatar
Investment Authority o la Aabar di Abu Dhabi. Indiscrezione su
indiscrezione, dunque, il ‘mistero’ è ancora decisamente lontano
dall’essere completamente svelato. Con un’unica certezza (si fa per
dire): sembrerebbero tutti decisamente concordi nel ritenere che la
fetta venduta da Palazzo Sansedoni non sia finita nelle mani di un
unico acquirente. Il ‘malloppo’ sarebbe stato spezzettato e
ridistribuito tra molti interessati. Un fattore di una certa
rilevanza, dunque, per il Monte dei Paschi di Siena.

Ora, finalmente, è tempo di guardare al futuro. L’aumento di
capitale, forzatamente rimandato al mese di maggio (data d’inizio
ipotizzata tra il 19 ed il 26 del mese), è ormai ad un passo. Così
come la Fondazione si è liberata dai suoi debiti con le banche,
anche il Monte dei Paschi potrà procedere allo stesso modo con i
Monti Bond. Il post aumento di capitale, con ogni
probabilità, ridurrà ulteriormente il peso della
Fondazione nella banca senese e – al contempo – sancirà
definitivamente l’avvio di una ‘nuova era’ per Rocca Salimbeni. Gli
analisti di Equita, infatti, vedono il rimborso dei Monti Bond e
l’aumento di capitale come passi decisivi per il ritorno della banca
a più alti livelli di redditività. Guidata da un recupero sul
margine di interesse, in particolare, MPS dovrebbe tornare
all’utile - dopo dieci trimestri consecutivi di rosso – già dal
secondo semestre del 2014.

Questa prima metà di marzo, insomma, è stata vissuta dalla banca
all’insegna dell’eccezionalità degli eventi occorsi. Se per il lato
azionario, nel medio termine, gli analisti sono ancora
divergenti (target price molto distanti nella forchetta
€0,15-0,31 per azione), il profilo più generale della banca è,
ora, decisamente caratterizzato da ‘sfumature’ rosee (il presidente
del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, ha definito il tutto come
“un’ottima cosa”). Il futuro del Monte dei Paschi di Siena,
insomma, inizia oggi.

fonte: http://it.ibtimes.com/articles/64008/20140319/monte-dei-paschi-di-siena-fondazione-vendita-azioni-pachetto-bmps-aumento-capitale-fondi-esteri.htm
http://www.signoraggio.it/fondazione-mps-cosa-ce-dietro-la-vendita-lampo-da-14-miliardi-di-azioni-bmps/

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