Valutazioni tra sinistra e destra sul futuro

Valutazioni tra sinistra e destra sul futuro 

(Guerriero del Risveglio)
Come sempre nel nostro Paese sono tutti vincitori e non ci sono mai perdenti.
 Ma forse la cosa più bella della politica nostrana è l’ottimismo per il quale tanto a sinistra quanto a destra fanno previsioni talmente a lungo a termine che si trovano già seduti negli scranni dell’esecutivo. 
Soprattutto in questi giorni tanto da una parte quanto dall’altra in aria di elezioni si iniziano a delineare le prime tattiche e i propri pronostici.
Partendo da sinistra i più vicini a Renzi vedono nella mossa di avvicinamento del Segretario del Pd a Berlusconi una tattica con la quale portare via parte di elettorato degli indecisi di destra.
 Di tutta risposta però la sinistra interna dissidente, per intenderci i bersanani e i dalemiani, sono invece convinti che questa apertura al Cavaliere non solo non porterà voti da destra ma ne farà perdere anche da sinistra in particolar modo tutti quelli degli affezionati a Rifondazione, Pdci e Sel e quelli di coloro che da sempre hanno avuto inviso Belrusconi, la stragrande maggioranza.
 Potremo quindi ben riassumere la situazione a casa Pd con le parole del segretario nazionale dei Comunisti Italiani, Cesare Procaccini: “Renzi attento, vincere le primarie non vuol dire vincere le elezioni vere”. 
La situazione a destra non sembra però essere migliore: tutti si sfregano le mani per la incandidabilità di Berlusconi sperando così di avere il via libera per diventare Premier della coalizione. 
Peccato che per accontentarli tutti ci sarebbe bisogno di triplicare almeno il numero. 
Ma come abbiamo detto il nostro è un Paese dove quasi tutti fanno i conti senza l’oste e così gli impavidi uomini di destra come Alfano, sapendo che Berlusconi è fuori dai giuochi, dichiara: “Per metterci insieme e battere la sinistra le primarie sono il metodo migliore.
 Nel momento in cui il presidente Berlusconi non è candidabile, possiamo fare una gara che ci metta nelle condizioni di scegliere il candidato voluto dalla base del centrodestra” e nel frattempo un altro ex forzista come Renato Schifani per allontanare anche solo la possibilità che Berlusconi possa nominare un suo uomo dichiara:
 “Silvio Berlusconi non è candidabile alle primarie del centrodestra, né è pensabile che si possa fare il premier per interposta persona”.
 E se nel Pd ci sono i dissidenti nel centrodestra ad alzare la voce sono gli uomini del Cavaliere come Renato Brunetta:
 “Se si votasse oggi il centrodestra sarebbe vincente. Berlusconi vincerebbe al primo turno grazie proprio al potere di coalizione di Forza Italia. 
Con l’Italicum vince chi ha più potere di coalizione, e Berlusconi ce l’ha”. 
Poche parole per dire ad Alfano e ai suoi di abbassare le ali perché il potere e la forza sono nelle mani di Berlusconi.
In poche parole tanto a sinistra quanto a destra sono convinti di vincere, peccato che non abbiano ancora raggiunto al loro interno una linea comune da seguire e che siano ancora tutti divisi su tutto tranne che avere un’unica comune verità: 
essere certi di vincere.

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