Traffico di organi umani: il nuovo business dei gruppi “ribelli” siriani

Traffico di organi umani: il nuovo business dei gruppi “ribelli” siriani

Una denuncia shock del network Press TV mette in luce un traffico di organi umani praticato in Si-ria da gruppi di “ribelli” con l’appoggio di compagnie private
Il network internazionale di notizie Press TV ha diffuso oggi una scioccante notizia proveniente dalla Siria: gruppi di sedicenti “ribelli” siriani, in realtà formazioni terroristiche fondamentaliste provenienti dall’estero e finanziate dall’Arabia Saudita e da altri Paesi del Golfo, praticherebbero da tempo una lucrosa attività di traffico di organi umani per conto di compagnie private con sede in Turchia. 
Secondo quanto denuncia un lungo e dettagliato report di Press TV, tali gruppi opererebbero nelle zone settentrionali del Paese sottratte all’autorità di Damasco e controllate dalle milizie islamiste e si sarebbero specializzati nell’individuare e rapire le loro vittime.
 Prevalentemente bambini, giovani in buona salute e donne che, una volta sequestrati con la minaccia delle armi, vengono condotti in attrezzati ospedali da campo dove, con l’aiuto di medici compiacenti, vengono uccisi e soggetti all’espianto degli organi. 
Questi ultimi verrebbero poi trasportati oltre confine, in Turchia, per mezzo di speciali ambulanze private.
In questo traffico è stato denunciato, da più fonti, il coinvolgimento di alcuni ospedali turchi che rivenderebbero gli organi sul mercato nero.
 E i corpi di queste vittime verrebbero poi fotografati e filmati per dare l’impressione che a commettere simili atrocità siano le forze regolari dell’esercito siriano.
Sempre secondo quanto riporta Press TV, molti inermi cittadini siriani verrebbero trasportati oltre confine ancora in vita, ma spesso in stato di incoscienza, sempre tramite apposite ambulanze private, e verrebbero sottoposti agli espianti direttamente negli ospedali coinvolti in questo business criminale. 
Già nel Maggio del 2013 questo traffico era stato denunciato dal quotidiano libanese Ad-Diyar, che aveva chiamato in causa direttamente le autorità turche, colpevoli di coprire, se non addirittura di incoraggiare, le attività degli ospedali di Antakya e Iskenderun, i due principali centri coinvolti nell’espianto e nella vendita degli organi sul mercato nero, sia interno che internazionale.
Sempre secondo il reportage di Ad-Diyar, gli organi più soggetti a questi espianti clandestini sarebbero fegato, reni e cuore, del resto i più richiesti sul mercato.
Conferme sono giunte anche da parte di medici turchi che hanno deciso di parlare con la stampa e di rompere quindi il muro di omertà che fino ad oggi ha avvolto questo allucinante ma redditizio traffico. 
In base alle dichiarazioni di tali medici, su un totale di 62.000 civili e militari siriani trasportati in Turchia, oltre 15.000 sarebbero stati assassinati e soggetti all’espianto degli organi.
 I loro corpi sarebbero poi stati ritrasportati in Siria, cosparsi di benzina e dati alle fiamme.
Il traffico di organi umani, dopo quello di droga e di armi, rappresenta su scala mondiale uno dei maggiori profitti della criminalità organizzata. 
Tanto che, ovunque ci siano conflitti o guerre civili, dall’Africa al Medio Oriente, dall’America Latina al Sud Est asiatico, le organizzazioni malavitose dedite a questi traffici entrano subito in azione. 
E gli organi espiantati vengono solitamente venduti a peso d’oro, prevalentemente negli Stati Uniti e in Europa Occidentale, a facoltose persone che non intendono sottoporsi alle lunghe liste di attesa degli ospedali. 
Persone evidentemente prive di qualsiasi scrupolo e di ogni umanità, perché è abbondantemente risaputo da dove provengano gli organi disponibili sul mercato nero e soprattutto quali siano le “modalità” del loro espianto.
Anche l’Europa non risulta essere esente da questi infami traffici. 
In un rapporto del 2011 Dick Marty, membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, accusò il primo ministro del Kosovo Hashim Thaçi di essere stato a capo di una banda mafiosa dedita al traffico di organi prelevati da prigionieri serbi appositamente assassinati durante e dopo la guerra del 1999, che vide l’intervento della NATO, l’attacco alla Serbia e la secessione della provincia ribelle ad opera degli indipendentisti albanesi.
 Ma, nonostante una risoluzione del Parlamento Europeo, fondata proprio sulla relazione Marty e passata con 166 voti a favore e soltanto 8 contrari, non risulta che né la comunità internazionale né tantomeno le autorità della sedicente Repubblica del Kosovo abbiano preso sufficienti provvedimenti per perseguire tutti i responsabili.
Ritengo sconvolgente il fatto che sia le denunce del quotidiano libanese Ad-Dyar che la recente inchiesta del network Press TV non abbiano avuto alcuna risonanza sulla stampa italiana, a conferma di come le notizie più scomode di politica estera vengano qui da noi taciute o del tutto ignorate.

Nicola Bizzi

http://www.signoraggio.it/traffico-di-organi-umani-il-nuovo-business-dei-gruppi-ribelli-siriani/

Commenti

Post più popolari