Procura Salerno: Marra: sentire Daniele Di Luciano e Laura Caselli (Lo Sai), De Vincenzo, e altri, circa associazione a delinquere in suo danno.

Procura Salerno: Marra: sentire Daniele Di Luciano e Laura Caselli (Lo Sai), De Vincenzo, e altri, circa associazione a delinquere in suo danno.
Procura della Repubblica di Salerno 
(per competenza funzionale\probatoria).
Querela e denunzia contro ignoti con richiesta di sentire a sommaria informazione: Daniele (denominatosi Cristeros) Di Luciano; la moglie Laura Caselli (fondatori e amministratori della pagina nazionale facebook dell’organizzazione Lo Sai, con oltre 150.000 iscritti, nonché fondamentalisti
cattolico\gesuitici); Emiliano Babilonia (forse uno pseudonimo); l’anonima titolare del blog Il navigatore curioso e dell’aliaskattolika177. 
Ciò nel processo a Federico De Vincenzo (ex 516 e\o 517 e\o 518 cpp), o in una nuova indagine, per accertare, sentito lo stesso De Vincenzo, verificata la diffamazione in mio danno, se sussistano anche un’associazione a delinquere volta a conseguirla e/o altri reati, attraverso: 1) 
il video anonimo: Sara Tommasi, un caso di programmazione Monarch; 2) 
l’audio ad esso connesso di cui al sito di Babilonia; 3) 
la loro pubblicazione sui canali youtube, le pagine facebook, gli indirizzi twitter, tutti anonimi e collegati tra loro, di La verità ci rende liberi; 4)
 le condotte di De Vincenzo in danno di Tommasi quale agente esterno dei servizi.
 Con richiesta di essere informato ove si archivi, e riserva di agire per i danni civili.
Sono stati pubblicati in internet, il 23.11.2013, in mio danno, un incredibile video di 52,30 minuti e un audio di 8,54 minuti, nel quadro di un vastissimo progetto diffamatorio, funzionale ad ostacolare con mezzi illeciti la diffusione delle dottrine di cui ai miei libri nonché la mia lotta contro l’illiceità bancaria in generale ed il crimine del signoraggio in particolare. 
Ciò in violazione anche della legge Anselmi sulle associazioni segrete. 
Violazione meglio evidenziata da quanto scrivo alla fine.
Due complesse e sconcertanti ‘opere’ (il video e l’audio) di una finta e perversa demenzialità calibrata per influenzare, diffamandomi, la vasta area del complottismo di dozzina e usarla come cassa di risonanza.
Audio nel quale un tale Emiliano Babilonia (forse un nome di fantasia), gestore dell’omonimo account della radio web spreaker, aggiunge enfasi al video collegandovelo mediante l’artificio di usare da sottofondo l’audio del video, intrecciando così la sua voce con la mia e quella della sig. Sara Tommasi. 
Questo ed altri espedienti fonici e logici sempre miranti a rafforzare l’azione diffamatoria in cui, dopo avere in un punto i depravati autori del video definito depravato me, reiterano e/o ventilano variamente, mediante asserzioni ed allusioni ‘esperte’, che eserciterei un controllo mentale, per di più in nome di una fazione massonica, attraverso la così detta ‘programmazione mentale monarch\mk-ultra’, sulla mia amica Tommasi, che avrei così rovinato, al fine (sic!) dell’instaurazione di un NWO (nuovo ordine mondiale) .
Video pubblicato da anonimi e audio pubblicato dal Babilonia, previa reclamizzazione, sui canali youtube e le pagine FB (facebook) e twitter di La verità ci rende liberi: una vasta organizzazione, finanziata da non si sa chi, anch’essa anonima, nata (in internet) all’inizio del 2013 e che, in circa un anno, ha prodotto ben 416 video, molti dei quali di notevole lunghezza e complessità. 
Vasta organizzazione che non è azzardato considerare rivolta a cooptare il consenso di una certa parte della rete per rivolgerlo contro di me, visto che questo video (Sara Tommasi, un caso di programmazione Monarch) è stato tenuto in evidenza, mediante l’apposita funzione, dal 23.11.2013 fino a circa il 27.1.2014, data in cui è stato tolto dall’evidenza perché hanno saputo che stavo scrivendo questa denunzia. 
Video che ha totalizzato il 12% circa di tutte le visualizzazioni del canale principale, mentre stanno lavorando da mesi ad una annunciata ‘parte seconda’.
Un video e un audio la cui realizzazione deve aver richiesto settimane, o mesi, ad opera di un contesto anch’esso organizzato e dotato di mezzi economici.
Una coincidenza, la rimozione del video dall’evidenza, alla quale se ne sono aggiunte, circa in pari data, altre due. 
Una, addirittura la chiusura, senza una parola di spiegazione, del blog di Lo Sai, e il sostanziale arresto, al 26.1.14, della sua pagina FB. 
Due, la rimozione persino del vecchio blog lalternativaitalia.blogspot.com, sempre di Di Luciano e Caselli. 
Salvo non ricompaiano mondati dalle parti in cui si erano troppo spinti contro di me.
‘Programmazione mentale monarch mk-ultra’ di cui ho sentito parlare per la prima volta circa un anno fa dal dr Paolo Ferraro, che ha molto scritto a riguardo, nel contesto del procedimento in cui l’ho difeso.
‘Metodo monarch mk-ultra’ che non metto in dubbio sia, come asserisce la varia umanità che argomenta a riguardo in rete, cosa seria e grave usata dalla CIA, ma che sarebbe stato uno spreco di tempo e fatica nel caso di Tommasi, dove, per ‘programmarla’, è bastata la ferocia di imbottirla di cocaina mentre era affetta da un problema psichiatrico.
‘Programmazione’ che, da quanto ho capito, richiede mezzi e procedure possibili solo per entità dotate di poteri statuali.
Senza contare che la confusione mentale di non pochi di costoro è tale che forse persino sottoporli allo shock di questo oscuro metodo ‘monarch mk-ultra’ è meglio che lasciarli nello stato di idiozia in cui versano.
Tutto ciò per diffamare me, quella descrizione del modo di formazione del pensiero fulcro di tutti i miei libri (divenuta nel video, secondo questi scellerati, il segno della mia capacità di ‘controllo mentale’), e la mia opera politica.
Un video in mio danno zeppo di tetre invenzioni ed elucubrazioni nemmeno usando le quali sono riusciti a formulare accuse che vadano oltre un nebuloso nulla che evidenzia ancor più l’intento diffamatorio.
Tribunale di Salerno competente funzionalmente/probatoriamente per due motivi.
Il primo è che il processo a De Vincenzo (Matera ha patteggiato, ed è coinvolto solo, ritengo, negli aspetti di delinquenza comune), in quanto nato dalle mie denunzie, prova, se ce ne fosse bisogno, che sono stati tutt’altri gli strumenti attraverso i quali Tommasi è stata ‘controllata mentalmente’.
Il secondo è che – partendo dall’individuazione degli autori del video e dell’audio (se Babilonia è uno pseudonimo), e dei titolari di La verità ci rende liberi, Il navigatore curioso e kattolika177 (ora spiego) – si può risalire ai motivi per i quali De Vincenzo è, come vedremo, innegabilmente sotto copertura dei servizi (non faceva che vantarsene), e verificare se tutti costoro sono o no esecutori di un unico progetto diffamatorio in mio danno gestito dai servizi su mandato di ambienti governativi e bancari.
Il navigatore curioso e kattolika177 (anche qui una fondamentalista cattolica?) perché la prima delle frasi con cui mi si attacca nel video («Nel 2010 si lega all’avvocato e politico italiano Alfonso Luigi Marra, e qui cominciano le stranezze di Sara»), ed altre, compare identica in un post del 6.4.2012, pubblicato da quel blog con quella firma. 
Il navigatore curioso che fa poi una cosa che su FB, luogo di folli gelosie, non accade quasi mai, se non tra solidali: condivide a volte contenuti di Lo Sai.
Indagine in cui chiedo siano sentiti a sommaria informazione anche Daniele Di Luciano e la moglie Laura Caselli, vera animatrice di Lo Sai, oltre che dei gesti del marito.
Ma, tornando a De Vincenzo, sostengo da tempo che le sue condotte si spiegano solo con una regia dei servizi, a partire, nel 2010, dall’azione diffamatoria montata in danno di Fini.
Ma l’aspetto che rende innegabile la copertura dei servizi è l’immunità di cui – salvo a Salerno – ha goduto e continua a godere.
In milioni hanno ad esempio visto il filmato delle Iene che documenta in che stato fosse Tommasi subito prima che costui le facesse girare il primo porno. 
Sennonché, nonostante la prova pubblica della fondatezza di quanto ho scritto nelle denunzie alla DIGOS di Roma circa il fatto che indusse Tommasi a girare anche quel primo porno mediante somministrazione di droghe e comunque mentre era palesemente sotto l’effetto di esse, non c’è stato modo di far assumere alla Procura di Roma alcuna iniziativa. 
Procura, si deve ritenere, inibita da motivazioni rappresentate dai servizi come ‘superiori esigenze pubbliche’, ma che non consistono altro che nella ‘esigenza’ di diffamare me per i predetti motivi, o altrimenti non si capirebbe come possano dei magistrati giungere al punto di consentire che continui a circolare e ad essere commercializzato un porno frutto di una simile, pacifica e notoria attività criminale per di più in una vicenda che ha parte scosso e parte incuriosito decine di milioni di persone.
Procura di Roma inerte nonostante il contrasto anche con la DIGOS di Roma, esponenti di spicco della quale, a fine luglio 2012, dopo una lunga indagine, riferivano che «in un paio di giorni avrebbero arrestato tutti».
Affermazione che non ha avuto alcun seguito, così come non hanno avuto alcun seguito le denunzie della sig. X (l’atto formale contiene il nome) che, nel chiedermi di difendere anche lei contro De Vincenzo, dal quale assume di aver subito un trattamento peggiore di quello di Tommasi, mi ha inviato una mail nella quale ha sintetizzato le dichiarazioni che ha reso, nel 2010, nell’interrogatorio che le fece la DIGOS di Udine, per due giorni, per circa dieci ore, nel contesto delle indagini sulla diffamazione in danno di Fini.
Interrogatorio, di cui chiederemo ora i verbali, che allegheremo agli atti del processo di Salerno e alle altre denunzie che faremo.
Sempre che qualcuno (i soliti servizi) non abbia già fatto cambiare idea alla da me mai incontrata sig. X, perché, dopo avermi per mesi sollecitato a difenderla, da tre giorni non risponde al telefono né richiama.
Sono infatti circondato da una stranissima, impalpabile, benevola protezione (perché i libri di un morto si divulgano molto più velocemente di quelli di un vivo), ed è inoltre come se molti occhi (e chissà poi quante orecchie) leggessero anche loro, insieme ai miei, le parole che, sotto l’impulso dei tasti, si formano sul monitor, lasciando solo intorno a me intatto il silenzio in cui si stanno consumano i miei anni, ma suscitando in mille altrove catene infinite di eventi.
Interrogatorio, comunque sia, in cui dichiarò, mi ha scritto, che De Vincenzo – oltre a minacciarla e indurla a drogarsi dicendo che altrimenti non avrebbe mai potuto lavorare bene in un porno ecc. – non solo si vantava di conoscere personaggi di rilievo del GICO, ma sapeva tutto delle sue telefonate e dei suoi messaggi, compreso il tono di voce e la punteggiatura.
Aggiunge poi – si badi – che in alcune occasioni, mentre lei intratteneva in albergo clienti, lui aspettava in macchina stando collegato via telefono per ascoltare tutto ciò che accadeva dicendo che lo faceva per proteggerla, laddove, ad avviso di lei, oltre ad essere un modo di guadagnare senza lavorare, era una sua perversione.
La DIGOS, cioè, non ha reagito di fronte alla cosa più grave: il fatto che, diversamente da quanto pensava X, De Vincenzo, secondo una ragionevole presunzione, registrava quegli incontri per precostituirsi una serie di strumenti di ricatto. 
Una strategia attraverso la quale si costituiva forzosamente una rete di ‘amici’ e protettori addolcendo magari i rapporti con doni di droga e di donne. 
‘Amici’ di cui, mi è stato riferito, non difettava né presso le Iene né presso tgcom né altrove.
Dichiarazioni di X che è anomalo non abbiano prodotto adeguati esiti giudiziari soprattutto in relazione ai suoi rapporti col GICO e alle probabili registrazioni.
Un’immunità proseguita per anni contro la quale a nulla è servito il faldone della DIGOS di Roma per sfruttamento della prostituzione e somministrazione di droghe.
Un’immunità contro la quale si sono infrante anche le continue denunzie della dolentissima sig. Cinzia Tommasi, madre di Sara, sempre più stupefatta, turbata e alla fine impaurita da quell’incredibile silenzio giudiziario.
Funzione ricattatoria che, ai massimi livelli, è esercitata anche attraverso la pedofilia e i sacrifici umani che a volte connotano i così detti riti satanici.
Rituali che sembrano e sono demenziali, ma dei quali non deve sfuggire la molto concreta funzione, di nuovo ricattatoria, di rendere irreversibile il cammino di coloro che vengano ammessi ai vertici della criminalità politica, finanziaria, economica, giudiziaria e anche religiosa (vedasi, in Germania – turba anche solo dirlo – quelle sconvolgenti accuse a Ratzinger che secondo alcuni sarebbero il vero motivo delle sue dimissioni).
Giri generalmente di connotazione massonico\deviata perché la massoneria ha il suo fulcro in quella garanzia della segretezza indispensabile in queste condotte. 
Segretezza da cui, in un mio scritto, l’ho invitata a liberarsi per emanciparsi così dai tremendi gruppi criminali che la dominano (bilderberg, skull and bones ecc).
Una rete di ricatti e ricattatori attraverso cui si gestiscono le condotte dei capi di Stato come di molti magistrati o di oscuri esecutori materiali, al punto che quando De Vincenzo ha capito di essere in pericolo, ha a mio avviso continuato a far fare i porno a Tommasi solo perché non poteva più tirarsi indietro per la minaccia di essere altrimenti abbandonato da queste forze, che ancora lo sostengono; come prova il fatto che, salvo a Salerno, i processi continuano a non partire, e soprattutto non parte il processo a Roma (o a Milano) per il predetto primo film, nel quale è più facile emergano i mandanti.
Né deve stupire tanta solerzia dei servizi e di queste forze, perché quei miei video di cui Tommasi è protagonista sono stati oggetto di ben altri sforzi diffamatori, quali quello delle centinaia, se non migliaia, di influencer che hanno lavorato specie in passato per vanificarli irridendoli. 
Perché la posta sono gli esiti giudiziari e politici che è facile prevedere si avranno quando le decine di milioni di persone che attraverso quei video hanno appreso il termine signoraggio avranno anche capito cosa significa.
Una guerra contro di me che deve quindi proseguire a prescindere che De Vincenzo e Matera siano stati arrestati.
Un contesto nel quale, per i motivi che seguono, sentire Caselli, Di Luciano e il singolare Babilonia può far trovare qualche indizio utile a capire chi sono gli autori del video, i titolari di La verità ci rende liberi, Il navigatore curioso e kattolika177, per poi cercare, via via, di giungere ai mandanti di tutto.
Babilonia infatti (ove esista), in quanto autore dell’audio, così ben connesso al video, deve pur sapere qualcosa circa l’autore.
Quanto invece a Di Luciano e Caselli, non sfugge che la logica di fondo del video è promuovere una rappresentazione positiva di Di Luciano attraverso la rappresentazione negativa di Tommasi e me.
Ora, a parte che Lo Sai ha pubblicato in questi anni contro di me così tante cose che, a guardarle, emergerebbe forse che molte competono in ostilità con questo video, bisogna capire chi ha potuto dedicare quasi 9 minuti dei 52,30 di un simile sforzo diffamatorio all’elogio di Di Luciano e perché, trattandosi di una persona di modesta cultura, senza ruoli in alcun campo, e almeno all’apparenza dedito a null’altro che cose tipo la difesa della società dal predetto «condizionamento mentale a distanza» (che esiste, ma è frutto di tutt’altro, a partire da una spaventosa collusione sociale intorno ad un non meno spaventoso intreccio di interessi).
Indizi che legittimano la conclusione che o lui o la moglie possano conoscere dettagli, persone, situazioni ecc, utili per giungere agli autori.
Di Luciano al quale, peraltro, il singolare episodio che documentano quei 9 minuti valse, il 16.12.11, una mia mail pubblica in cui si legge tra l’altro: «Ti scrivo, infido Di Luciano, per dirti che sei una nullità unitamente – pochi o molti che siate, e foste pure un milione, ma siete in realtà quattro gatti – a quelli che ti sostengono sia dall’interno che dall’esterno di Lo Sai. … Voglio poi ricordarvi che l’inveramento del denaro non è una mia ‘invenzione’, ma una mia scoperta: una cosa cioè che manca sia in Auriti che in tutta la letteratura precedente in materia, e che è indispensabile per capire il fenomeno del signoraggio, rimasto infatti incompreso, nonostante ampiamente conosciuto da sempre, fin quando non l’ho spiegato, unitamente all’inveramento, nel volantino che si può leggere da marra.it».
Una cospirazione di regime, tornando a noi, che ha aspetti anche diversi che mostrano bene la violazione della legge Anselmi e che mi limito ad accennare perché li preciserò in una nuova denunzia che ho già scritto ed è ora al vaglio di amici penalisti. 
Nel contesto infatti delle norme rivolte a indebolire gli avvocati per lasciare così indifesi i cittadini dinanzi agli abusi del regime, ce ne sono almeno tre che, magari colpiscono anche qualche altro collega, ma sono state fatte (sic!!) contro me personalmente ad opera a mio avviso di ambienti dell’Avvocatura di Stato, della Banca d’Italia e governativi per fermare il particolare tipo di cause Pinto che facevo; cancellare il 75% dei circa 20 milioni di miei crediti per onorari di molte migliaia di cause maturati e maturandi verso lo Stato; e fermare i miei pignoramenti eliminando così il flusso delle centinaia di migliaia di euro mensili che fatturavo e usavo, per quel che rimaneva detratte le tasse e gli altissimi costi, quasi tutti per finanziare la lotta contro il regime.
Lotta che non interromperò certo per questo, perché anzi sono grato a questi cretini di avermi messo in condizioni di dover reagire inducendomi ad operare per il rilancio a livelli molto più elevati della mia attività.
Chiedo, tanto premesso, che, nel contesto del processo a Federico De Vincenzo, o in una indagine autonoma, vengano sentiti a sommaria informazione, oltre che lo stesso De Vincenzo, Laura Caselli, Daniele Di Luciano ed Emiliano Babilonia, affinché forniscano ogni eventuale elemento utile ad individuare: -gli autori del video Sara Tommasi, un caso di programmazione Monarch, dovendosi attribuire l’audio di 8.54 minuti al Babilonia; -i titolari dei canali youtube, pagine FB e indirizzi twitter di La verità ci rende liberi, Il navigatore curioso e kattolika177.
Ove non si addivenga così alla individuazione degli anonimi rei, chiedo venga nominato un CTU e che si assumano tutti i necessari provvedimenti presso la polizia postale o altre entità idonee, compresa la localizzazione degli indirizzi IP che hanno operato.
Ciò al fine: 1) in ogni caso, della individuazione e punizione dei rei della descritta diffamazione mediante il video e l’audio in oggetto e la loro pubblicazione; 2) dell’accertamento dell’eventuale sussistenza di un’associazione a delinquere rivolta al medesimo disegno criminoso di diffamare me per colpire le mie opere, la mia lotta al signoraggio, e il PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse; oltre che ad ogni altro eventuale reato.

http://www.signoraggio.it/procura-salerno-marra-sentire-daniele-di-luciano-e-laura-caselli-lo-sai-de-vincenzo-e-altri-circa-associazione-a-delinquere-in-suo-danno/

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