OMICIDIO DEL PRESIDENTE KENNEDY. I DOCUMENTI SALIENTI SONO ANCORA TOP SECRET. UN FUCILE ITALIANO CHE NON HA SPARATO

OMICIDIO DEL PRESIDENTE KENNEDY. I DOCUMENTI SALIENTI SONO ANCORA TOP SECRET. UN FUCILE ITALIANO CHE NON HA SPARATO


DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963
di Gianni Lannes
Perché mai dopo 50 anni i documenti salienti sull’omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy sono ancora top secret e il governo USA ha annunciato che saranno declassificati soltanto nel 2017?

DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963
Le indagini dell'FBI fornirono 2.300 rapporti, e un mare di riscontri, eppure nel 1964 la Commissione per
investigare sull'assassinio del Presidente presentò il suo rapporto finale, basandosi esòciusivamente sui dati della Cia: «Lee Harvey Oswald ha ucciso da solo il Presidente; Jack Ruby ha ucciso da solo Lee Oswald».
DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963

Secco la versione ufficiale (di comodo) della Commissione Warren: «Lee H. Oswald psicolabile, mentalmente disturbato, frustrato, fortemente filo-castrista e violento decise di diventare famoso per l'eternità uccidendo il presidente Kennedy. Quando la limousine terminò la curva, dal sesto piano della Texas School Book in Dealey Plaza, sparò un primo colpo di fucile. Qualcuno si voltò per cercare di capire cosa stesse succedendo ed il Presidente Kennedy smise di salutare. Circa due secondi dopo fu esploso un secondo colpo: il proiettile colpì Kennedy alla schiena, uscì dalla gola, entrò nella schiena di Connally, gli perforò il torace, trapassò il polso destro, fratturando il radio e proseguì sino a fermarsi nella coscia sinistra del governatore. Un terzo colpo sempre esploso alle spalle del corteo, colpì il presidente alla testa causando la ferita mortale».
DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963

Secondo questa tesi illogica e non dimostrata Oswald avrebbe sparato 3 colpi dalla finestra e con due proiettili sarebbe riuscito ad uccidere il Presidente ed a ferire Connally.

Le conclusione della commissione Warren è quella definita da chi non ha bevuto la storiella istituzionale “della pallottola magica”, riferendosi a quel proiettile che causò sette ferite complessive a Kennedy e Connally, rimanendo sostanzialmente integro. 
Un fatto assolutamente impossibile per chi ha un minimo di dimestichezza con la balistica.
Infatti, tale proiettile, per poter causare quelle ferite, non avrebbe potuto seguire una traiettoria rettilinea.
DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963

Il 30 settembre 1976 la Camera dei Rappresentanti, in considerazione del contestatissimo e ridicolo Rapporto Warren, mise all’opera una seconda Commissione per riesaminare tutto il materiale probatorio sul delitto Kennedy. Così venne alla luce l'HSCA House Select Committee on Assassinations presieduta da un senatore dell'Ohio, Louis Stokes e coordinata da G. Robert Blakey, avvocato. Secondo l'HSCA il delitto fu il risultato di una probabile cospirazione anche se non fu possibile determinarne la natura né identificare i partecipanti (oltre a Oswald). 

Lee Harvey Oswald non poté uccidere Kennedy da solo: la conferma arriva dai test condotti nella fabbrica italina di Terni, dove venne prodotta la presunta arma del delitto. 

Il fucile Carcano modello 91/38 matricola C2766 con il quale l'ex marine di 24 anni avrebbe assassinato il presidente Usa, esplodendo tre colpi in sette secondi - secondo la commissione Warren - vide infatti la luce nel 1940 in Italia, nella Regia fabbrica d'Armi di Terni. 

Il Comando Logistico dell'Esercito italiano, ha attestato che i fucili 91/38 hanno una velocità massima di tiro stimata in 5 secondi per colpo. 

Nei test, condotti sotto la supervisione di ufficiali dell'Esercito tricolore, il tiratore ha impiegato 19 secondi per mettere a segno i tre colpi, contro i presunti sette secondi occorsi ad Oswald.

DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963: LA SALMA DEL PRESIDENTE KENNEDY
Secondo la commissione presieduta dal giudice Warren inoltre, uno dei tre proiettili sparati da Oswald fallì il bersaglio. 
Quindi, sempre a giudizio della commissione, i colpi andati a segno sarebbero stati due. 
Il primo avrebbe centrato Kennedy alla gola e successivamente ferito in più punti il governatore Connally, che gli sedeva davanti nella limousine presidenziale: e ' stato definito il “magic bullet” (pallottola magica), perché venne trovata intatta sulla barella del governatore al pronto soccorso. 
Il secondo proiettile avrebbe invece colpito il presidente Kennedy alla testa, uccidendolo. 
Anche in questo caso però, i test condotti dai militari a Terni hanno dato esiti diversi: la pallottola esplosa su due blocchi di carne risulta evidentemente deformata dall'impatto, al punto tale da escludere che il 'magic bullett' trovato a Dallas possa aver colpito due uomini e rimanere intatto come poi venne rinvenuto. 
Per quanto riguarda invece il colpo mortale, i test condotti a 80 e 30 metri rafforzano l'ipotesi che sul luogo del delitto fosse presente almeno un secondo tiratore. 
A 80 metri - la distanza dal deposito di libri, dove si sarebbe trovato Oswald - la pallottola di un fucile Carcano, di calibro 6.5, tende a bucare e passare: il proiettile avrebbe lasciato sulla fronte di Kennedy un foro di uscita di proporzioni enormi. 
Invece, anche dinanzi alle evidenze autoptiche, gli esperti statunitensi conclusero che la pallottola si era disintegrata. 
Esplosi da 30 metri - la distanza dall'area della grassy knoll, possibile posizione del secondo tiratore - i frangibili, o dei proiettili incisi, avrebbero potuto provocare ferite molto simili a quelle accertate dall'autopsia e visibili nelle sequenze dell'assassinio girate da Zapruder.

Il rapporto Warren ha stabilito che il C2766 era unico al mondo - proprio quello acquistato da Oswald - grazie ad un documento fornito dal Sifar, il servizio segreto militare italiano dell'epoca. 
Ma negli archivi Usa l'unico accenno a indagini ufficiali del governo di Roma spunta in un documento del dicembre '63. 
Il dispaccio di fonte Cia racconta che l’allora ministro della Difesa, Giulio Andreotti, aveva ordinato un rapporto sul Carcano di Dallas a un certo Depatron Servicé . 
Tale rapporto sintetizzato nel dispaccio, sostiene cose diverse da quelle poi inserite nel rapporto Warren.
L'informativa è firmata dal capo della Cia di Roma nel '64, William K. Harvey, già defenestrato da Kennedy e trasferito a Roma pochi mesi prima del delitto.
Il 22 novembre Kennedy e la moglie Jacqueline atterrarono con l'Air Force One all'aeroporto Love Field di Dallas, salirono su una limousine Lincoln sedendo nella parte posteriore, mentre sui sedili centrali sedettero John Connally, governatore del Texas, e sua moglie, ed il corteo presidenziale si diresse verso il centro della città; la limousine rallentò in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street e, mentre il Presidente ed il Governatore salutavano la folla, diversi colpi di fucile furono esplosi in direzione della vettura ed uno di essi colpì J.F.K. al capo, provocando un'ampia ferita. La maggior parte dei testimoni riferirà di avere udito tre spari.
Gli indiziati:
http://frontenazionaleitaliano.blogspot.com/2013/11/omicidio-del-presidente-kennedy-i.html
G.W.




Lee Oswald non era l'assassino di Kennedy ma un comodo capro espiatorio.  

Le autorità USA hanno sempre mentito, arrivando a manipolare anche il filmato di Zapruder. Kennedy aveva un colpo frontale al pomo d'Adamo e un foro d'uscita sulla nuca come accertarono i medici in ospedale.
http://frontenazionaleitaliano.blogspot.com/2013/11/omicidio-del-presidente-kennedy-i.html
David Rockefeller
Chi aveva interesse ad eliminare il presidente Kennedy se non gli illuminati che stanno instaurando il nuovo ordine mondiale, alla voce Rockefeller e Rothschild? Provate a riascoltare il discorso di Kennedy del 27 aprile 1961 sulle società segrete. 
Chi ha fatto ammazzare il presidente JFK era potente allora, e oggi è ancora più potente. Il lavoro sporco è stato fatto dalla Cia. E risultano illuminanti gli atti dell'FBI. Non a caso è stato eliminato anche il figlio di Kennedy - John Junior - che voleva far luce sull'omicidio del padre. 


http://frontenazionaleitaliano.blogspot.com/2013/11/omicidio-del-presidente-kennedy-i.html
HENRY KISSINGER
fonte





 Gianni Lannes 
su la testa

Commenti

Post più popolari