Napolitano e le accuse

Napolitano e le accuse

 (Guerriero del Risveglio)
I toni sono talmente aspri in Parlamento che nessuno resta illeso. 
Dopo la bagarre nelle Aule e nelle Commissioni Parlamentari a partire dal decreto “BANKITALIA-Imu” fino ad arrivare alla riforma della Legge Elettorale ormai tutto sembra essere sempre più confuso e poco chiaro.
L’unica cosa certa è che gran parte del merito o demerito, a secondo del giudizio del lettore, spetta sicuramente al M5S che dopo le aperte manifestazioni di sdegno sull’ordine dei lavori tenuto dal Governo in questi giorni torna a parlare di impeachment e di stato in messa d’accusa per Napolitano. Dopo le parole i 5 stelle sono passati ai fatti e hanno depositato formalmente alla Camera e al Senato la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per attentato alla Costituzione “Napolitano non è più il garante della Costituzione”. 
L’accusa che viene mossa a Napolitano è quella di essersi trasformato “da arbitro in giocatore con la fascia di capitano. Tutte le cose che sta facendo sono per una parte”, in poche parole disattenderebbe quella parte della Costituzione in cui si dice che dovrebbe essere imparziale in quanto Presidente di tutti i cittadini.
 Tra le accuse addotte nei confronti di Napolitano vi sono racchiusi sei punti che spaziano dall’ingerenza compiuta nei confronti dei magistrati sul processo trattativa Stato-mafia, alla grazia concessa al direttore Alessandro Sallusti. 
Poco interessato alla vicenda sembra essere lo stesso Napolitano che intervenendo in merito, ai cronisti si è limitato ad affermare “Faccia il suo corso“.
 Sembra invece che proprio questa iniziativa non sia piaciuta agli altri partiti sia di maggioranza che di minoranza. 
Ed è così che se per il ministro degli Esteri Emma Bonino “La mancanza di decoro istituzionale ha raggiunto livelli…”, per Il presidente dei senatori democratici Luigi Zanda si tratterebbe di una mossa politica del M5S ai quali chiede se il loro obiettivo “sia quello di abbattere il sistema democratico”. 
Ma la difesa che mai ci saremmo aspettati che arrivasse in soccorso a Napolitano è quella di Sandro Bondi, da sempre fortemente critico con il suo leader Berlusconi nei confronti di Napolitano, che sottolinea “La campagna di delegittimazione delle istituzioni democratiche va respinta con fermezza”.
 Che per convenienza politica in questo momento il Cavaliere Azzurro abbia necessità di imbonirsi anche il Capo dello Stato per portare a temine il suo progetto siglato con Renzi?

Guerriero del Risveglio
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