Maggioranza in pressing su Letta “Servono garanzie sulla legislatura”

Maggioranza in pressing su Letta“Servono garanzie sulla legislatura”


Alfano vede Renzi. Spinte da più fronti per fargli guidare il governo
Angelino Alfano, leader del Ncd e Matteo Renzi, segretario del Pd

CARLO BERTINI
ROMA
Il pressing è forte in queste ore, sono in molti dietro le quinte a sperare che Renzi si renda disponibile a sostituire Enrico Letta a Palazzo Chigi, senza passare da una legittimazione elettorale. 
Operazione rischiosa assai, per i contraccolpi evidenti in termini di immagine che il leader Pd certo non sottovaluta; per non dire che un eventuale passaggio del genere dovrebbe avere un placet preventivo e per nulla scontato, non solo del premier in carica, ma soprattutto del Colle più alto. 
Ma uno sbocco simile garantirebbe un prosieguo della legislatura forse addirittura fino al 2018: ragion per cui, tutti quelli interessati a non cimentarsi con le urne lo vedrebbero come un’assicurazione sulla vita. 
«Ci sono quelli che lo spingono in tal senso per farlo bruciare, quelli che lo fanno per tenersi stretto il seggio e poi ci sono quegli ambienti economici che ritengono possa essere un modo per dare più stabilità al paese e agganciare meglio la ripresa», ammette un deputato piddì sempre ben informato a 360 gradi. 
Nel novero di queste categorie, che comprendono anche la minoranza Pd e buona parte dei berlusconiani, cominciano a rientrare perfino gli alleati di Letta del Nuovo Centrodestra. Fatto sta che ieri Angelino Alfano ha parlato per un’ora e mezza con Matteo Renzi al Viminale: se non si può escludere che gli abbia chiesto cosa ne pensi di questo suggestivo scenario che tiene banco nei Palazzi, di certo gli avrà ripetuto quanto detto pubblicamente: 
per garantire una stabilità all’esecutivo, il Pd deve consentire un rimpasto robusto e vigoroso della compagine ministeriale. 
Il nodo è sempre quello della tenuta del governo, indebolito dalle bacchettate degli industriali e dalla «dialettica» con il suo principale azionista di maggioranza.
 Anche se molti ritengono che dopo il primo giro di boa della legge elettorale alla Camera, Renzi darà finalmente la sua benedizione al tanto atteso rimpasto, il segretario continua a ripetere che questo tema riguarda solo Letta. 
Il che non vuol dire che lo ostacolerà, ma che non vuole entrare in nessuna trattativa sulle poltrone. 
Dietro i riflettori e in camera caritatis i suoi uomini ammettono che «se le condizioni lo richiederanno» non può essere escluso del tutto neanche un governo Renzi, ma la posizione ufficiale è affidata alla fedelissima Maria Elena Boschi. 
Escludete completamente che Renzi possa guidare in prima persona questo processo di riforme? - 
le chiedono a Otto e Mezzo. 
«Non è un tema sul tavolo. 
Letta non solo esiste, ma non abbiamo interesse a non voler più Letta. 
Gli chiediamo un passo diverso sulle priorità del paese, occupazione ed economia.
 Nessuno può cambiare l’Italia in 48 ore, ma questo governo c’è dalla fine di aprile e anche se ha avuto vicende alterne, ora c’è la possibilità di avere dei risultati e noi continuiamo ad essere fiduciosi». 
Detto questo, «se dovessimo prendere atto che il governo fa fatica ad andare avanti, si valuteranno ipotesi diverse».
 Anche un governo Renzi?
 «Deve passare dal voto dei cittadini ed è quello che ha sempre detto Renzi».
 In ogni caso, una prima resa dei conti ci sarà domani in Direzione, dove Letta ha confermato la sua presenza anche se dall’ordine del giorno della riunione Renzi ha tolto il patto di governo. 
Tema sul tavolo, l’abolizione del Senato.

Commenti

Post più popolari