Automobilisti ancora beffati dalla potente lobby delle assicurazioni

Automobilisti ancora beffati dalla potente lobby delle assicurazioni

Il caso delle assicurazioni in discussione in questi giorni alla Camera, con il governo che stralcia l’articolo che riguardava la Rc Auto dal decreto Destinazione Italia per riproporlo il giorno dopo pari pari in un provvedimento ad hoc, dimostra ancora una volta che in Italia (ma nel mondo) comandano le lobby economiche e finanziarie. 
Gruppi di potere, in combutta con politici, sindacalisti e alti burocrati, che si sorreggono a vicenda, intrecciano affari pubblici e convenienze private e difendono con arroganza le proprie prerogative all’insegna della reciproca omertà nella certezza di godere dell’impunità.
Per gli automobilisti è l’ennesima beffa.
 Dopo le solite promesse di abbassare le tariffe delle assicurazioni o di emanare provvedimenti a favore degli assicurati – promesse fatte anche per rispondere in qualche modo alle richieste insistenti di cittadini e associazioni di consumatori – il governo ha fatto nuovamente marcia indietro. Così come già il governo Monti e quello ancora precedente capitanato da Silvio Berlusconi. 
Per il momento, ma come sempre, resta tutto così com’è, anzi se possibile le polizze possono continuare ad aumentare, per buona pace delle assicurazioni (gestite dal sistema bancario e finanziario), che possono perpetrare quelle che sono delle vere e proprie estorsioni legalizzate. E’ bastata evidentemente la solita “direttiva” delle compagnie – che si nascondono dietro al dito dell’alto numero degli incidenti, della consistente percentuale delle truffe – perché Letta e soci facessero passare il loro “niet” ad abbassare le tariffe o quanto meno a livellarle a livello nazionale a beneficio soprattutto degli assicurati dell’Italia centro-meridionale. E’ in questa parte della penisola che si avverte in modo particolare il costo esoso delle tariffe, che sono il triplo o il quadruplo di quelle pagate al Nord. A Napoli, per esempio, un diciannovenne che deve assicurare la propria auto senza poter usufruire della legge Bersani (che ti permette di entrare nell’universo degli assicurati con la stessa classe di merito di un familiare) arriva a pagare finanche 3.300 euro, un’enormità.
Qualche parlamentare di buona volontà aveva tentato di far passare almeno il taglio delle tariffe per gli automobilisti virtuosi, quelli che godono della prima classe. 
Ma niente, nemmeno quella. 
Anzi, se vai a spulciare gli emendamenti al decreto Destinazione Italia (che prendeva appunto in esame la questione Rc auto), giunti da esponenti politici di vario colore prima dello stralcio dell’articolo 8, ti accorgi della sfacciata influenza (prepotenza) del potere delle lobby bancarie e assicurative. Prendiamo quello che riguarda la scatola nera, che registra movimenti ed incidenti dell’auto (dicono per limitare le truffe) e che dovrebbe garantire un risparmio di appena il 7% a chi accetta di installarla sulla propria auto. L’idea era quella di affidare l’operazione a più “operatori iscritti in un apposito registro” (a spese di chi?)… e di far valere i dati raccolti dalla scatola nera come prova in caso di giudizio. Ma alla fine il loro valore è stato rimesso alla libera valutazione del magistrato, rendendo l’apparecchio di fatto meno conveniente.
Poi c’è l’aspetto dei risarcimenti. 
Già il governo Monti aveva introdotto il principio che il danno di lieve entità va risarcito solo se è suscettibile “di accertamento clinico strumentale obiettivo” (devi avere le prove, insomma). 
Il risultato è stato che le compagnie hanno scritto ai loro medici legali invitandoli a non riconoscere i piccoli danni. A quel punto la scelta dell’assicurato è solo in perdita: fare esami costosi per un risarcimento che potrebbe perfino non arrivare. Con il decreto in discussione in questi giorni, invece, è stata proposta l’obbligatorietà a farsi riparare la macchina da un carrozziere convenzionato con la compagnia. 
Le conseguenze? 
Innanzitutto la tipologia e la qualità della riparazione saranno scelte non dal cliente ma dall’assicurazione che ha l’interesse a mantenere i prezzi bassi. 
Poi, le carrozzerie diventeranno aziende al servizio delle compagnie, che imporranno i pezzi di ricambio, il compenso orario, il tipo di intervento.
Insomma, gira e rigira, gli automobilisti, costretti a pagare la polizza come una tassa perché obbligatoria, non hanno scampo: tutte le decisioni prese in tema di Rc auto andranno sempre a loro danno e a favore della potente lobby delle assicurazioni. 
Fino a quando evidentemente non accadranno eventi straordinari che cambieranno lo stato delle cose…

Mauro Finocchito
http://www.signoraggio.it/automobilisti-ancora-beffati-dalla-potente-lobby-delle-assicurazioni/

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