Terra dei fuochi, per contrastare le ecomafie il governo ricorre all’ esercito.

Terra dei fuochi, per contrastare le ecomafie il governo ricorre all’ esercito.

(Bruno Rosso)
Lo ha annunciato il sottosegretario alla Difesa, contestualmente all’ elencazione delle modifiche al testo del decreto sulla Terra dei fuochi: 
“Il Governo dà parere favorevole all’impiego dell’esercito in Campania, per contrastare più efficacemente il fenomeno delle ecomafie nella zona al confine tra Napoli e Caserta”.
 In parlamento, il provvedimento ha riscontrato un consenso unanime con il parziale distinguo dei 5stelle astenutisi in sede di votazione.
Secondo quanto affermato dal governo, in Campania l’ esercito sarà impiegato in: “operazioni di sicurezza e di controllo del territorio prioritariamente finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale”. 
Il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano ha inoltre aggiunto: 
“Quello che è accaduto sulla Terra dei Fuochi è il classico esempio di come far politica, non a suon di polemiche e cercando di denigrare l’avversario ma mettendo a disposizione lo strumento legislativo migliore per risolvere l’emergenza”. Riguardo i numeri, i militari inviati costituiranno “un contingente massimo di 850 unità” e non oltre “il 31 dicembre 2014″ prorogabile al massimo per un anno. La commissione Ambiente della Camera ha infatti introdotto queste due decisioni nel decreto legge “Terra dei fuochi Ilva”. Ma non basta. “Nel corso delle operazioni di cui al comma 2 i militari delle Forze armate – come recita il comma 2-bis – agiscono con le funzioni di agenti di pubblica sicurezza“. 
Sul versante opposto, il fronte dei contrari all’ invio dei militari non annovera soltanto associazioni riconducibili alla Sinistra radicale, secondo le quali la militarizzazione del territorio servirà esclusivamente per meglio reprimere i fenomeni di contestazione sociale, tenuto conto dell’ istituzionalizzazione della camorra locale, ma anche diversi sindaci di zona (Acerra, Afragola, Caivano, Casalnuovo) per i quali ad agire meglio sul territorio potrebbe essere la polizia locale a patto di essere, finalmente, dotata dei giusti mezzi e risorse per lavorare a pieno regime. Inoltre, dalla nota congiunta dei quattro sindaci si può leggere: “Per scongiurare il rischio di nuovi sversamenti di rifiuti tossici nelle campagne l’impiego dell’esercito rappresenta una risposta emergenziale e certamente limitata nel tempo. Una soluzione definitiva non può prescindere da un impegno finanziario del governo che consenta ai comuni, specie quelli organizzati in associazione, di predisporre e di consentire un controllo h24 del territorio e quindi turni di lavoro della polizia locale che vadano oltre l’orario ordinario. Risorse che vengano utilizzate in deroga alla normativa del patto di stabilità e che non vengano computate nei limiti della spesa del personale”.

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